Milano rafforza il suo legame con uno degli artisti contemporanei più originali e riconoscibili a livello internazionale. Nella suggestiva sacrestia di Santa Maria delle Grazie, con la partecipazione di Angelo Crespi, direttore generale Pinacoteca di Brera, Fra Llewellyn Muscat, priore della conunità S. M. delle Grazie e di Chiara Rostagno, vice direttore della Pinacoteca di Brera, si è svolta la conferenza stampa dedicata alla donazione di due opere di Liu Bolin alla Pinacoteca di Brera, che entreranno stabilmente a far parte della collezione del museo nell’ambito del progetto Grande Brera.
L’artista cinese ha scelto un luogo simbolico come la Sacrestia di Santa Maria delle Grazie, accanto al Ultima Cena, per formalizzare la consegna delle due fotografie appartenenti alla serie “A Message for Beauty”, realizzate durante la performance condotta nell’ottobre 2025 davanti al capolavoro di Leonardo da Vinci e all’interno della basilica milanese.
Un gesto che rinnova il rapporto speciale tra Liu Bolin e Milano, città già protagonista di importanti momenti della sua ricerca artistica.

L’arte della mimetizzazione come messaggio universale
La poetica di Liu Bolin nasce dalla capacità di rendersi invisibile attraverso la tecnica del camouflage: il suo corpo dipinto si fonde con gli ambienti circostanti fino quasi a scomparire, ma proprio attraverso questa sparizione l’artista rende ancora più evidente il significato dei luoghi e dei temi affrontati.
Nel progetto “A Message for Beauty”, la sua presenza nascosta davanti all’Ultima Cena e negli spazi architettonici della tribuna bramantesca della Basilica di Santa Maria delle Grazie diventa un simbolo potente: l’uomo si integra nella storia e nella bellezza del patrimonio culturale, ricordando quanto sia necessario proteggerlo.
L’iniziativa è nata grazie a un accordo di valorizzazione tra la Pinacoteca di Brera, la Biblioteca Nazionale Braidense, il Museo Nazionale del Cenacolo Vinciano e la Galleria Gaburro.
Un messaggio di pace nato nei luoghi feriti dalla guerra

Il progetto di Liu Bolin si inserisce nel contesto del Sito Unesco “Chiesa e convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo di Leonardo da Vinci”, dove nel 2025 l’artista è stato accolto per lanciare un messaggio dedicato alla pace, alla tregua olimpica e alla tutela del patrimonio dell’Umanità in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina.
«Le opere che compongono il dittico A message for beauty sono nate per porgere un messaggio di pace e bellezza in un periodo controverso della nostra storia – ha dichiarato Chiara Rostagno, Vicedirettore della Pinacoteca di Brera e Direttore esecutivo del Museo Nazionale del Cenacolo Vinciano –. La Basilica di Santa Maria delle Grazie e il Museo Nazionale del Cenacolo Vinciano recano nel loro corpo i segni tangibili degli orrori della guerra a seguito del bombardamento subito nell’agosto del 1943».
La scelta di ospitare il lavoro dell’artista cinese assume quindi un valore ancora più profondo: quei luoghi, feriti dalla distruzione, sono oggi simbolo di rinascita e resilienza.
«Possiamo immedesimarci nella bellezza del nostro patrimonio e trarne la forza per affrontare la vita, con speranza», ha aggiunto Rostagno.
La bellezza che resiste e guarda al futuro

Le due fotografie donate da Liu Bolin raccontano una riflessione universale: la bellezza può sopravvivere alle tragedie della storia e diventare uno strumento di dialogo tra culture diverse.
Come ha spiegato lo stesso artista, il suo scomparire davanti ai luoghi simbolo non rappresenta una cancellazione dell’identità, ma un atto di rispetto.
Diventare parte dell’ambiente significa riconoscere la grandezza di ciò che ci circonda, custodire la memoria e trasmetterla alle generazioni future.
Davanti al capolavoro di Leonardo e negli spazi della Basilica di Santa Maria delle Grazie, la performance di Liu Bolin si trasforma così in una celebrazione della pace, della cultura e della capacità dell’arte di costruire ponti.
Liu Bolin, l’uomo invisibile dell’arte contemporanea

Nato nel 1973 nella provincia cinese dello Shandong, Liu Bolin è conosciuto in tutto il mondo per la serie “Hiding in the City”, progetto attraverso il quale indaga il rapporto tra individuo e società, identità personale e trasformazioni del mondo contemporaneo.
Attraverso lunghi processi di body painting, l’artista porta il proprio corpo a fondersi con paesaggi urbani, monumenti e luoghi simbolici, creando immagini dove l’assenza apparente dell’uomo diventa invece una forte dichiarazione sulla sua presenza nel mondo.
Dalla prima mostra personale del 1998 a Pechino, la sua carriera lo ha portato nei più importanti musei e festival internazionali di fotografia contemporanea, tra cui Les Rencontres d’Arles e prestigiose istituzioni europee.
Tra i suoi recenti progetti espositivi figurano “Liu Bolin. Hiding in Florence” a Palazzo Vecchio di Firenze (2023), “La forma profonda del reale” all’Università Bocconi e “Liu Bolin. Visible/Invisible” al MUDEC – Museo delle Culture.
Nel 2023 tre fotografie del ciclo “Hiding in Florence” sono entrate nella collezione permanente delle Gallerie degli Uffizi.
Con questa nuova acquisizione, la Pinacoteca di Brera conferma il proprio ruolo come luogo capace di mettere in dialogo patrimonio storico, arte contemporanea e riflessione sui grandi temi del presente. Liu Bolin, con il suo gesto silenzioso e potente, lascia a Milano un messaggio destinato a durare: la bellezza è una responsabilità collettiva e un patrimonio da difendere.
