La Milanesiana ad Ascoli Piceno: omaggio a Giuseppe Sgarbi e tre serate tra arte, teatro e riflessione civile

Grande partecipazione al Teatro Ventidio Basso per gli appuntamenti de La Milanesiana, la rassegna ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, che anche quest’anno ha scelto Ascoli Piceno come una delle tappe più significative del suo percorso culturale. Tre serate dedicate all’arte, alla memoria, alla letteratura e al teatro, accomunate da una profonda riflessione sull’essere umano e sulla società contemporanea.

L’edizione ascolana si è aperta con un momento particolarmente emozionante: la consegna ai figli Vittorio ed Elisabetta Sgarbi della Medaglia Commemorativa spettante al Sottotenente Giuseppe Sgarbi per la partecipazione alle campagne militari del 1940-1943, nell’ambito del progetto storico-culturale La Memoria Bellica degli Italiani nel Mondo.

L’omaggio a Giuseppe Sgarbi, soldato e scrittore

La medaglia, conferita per conto del Ministero della Difesa, è stata assegnata alla memoria di Giuseppe Sgarbi, classe 1921, figura conosciuta non solo per il suo servizio militare durante la Seconda Guerra Mondiale, ma anche per la straordinaria parabola letteraria intrapresa in tarda età.


Alla cerimonia hanno partecipato il Colonnello David Bastiani,
comandante del 235° Reggimento Addestramento Volontari “Piceno”, e il Cavaliere Joselito Scipioni, presidente dell’Associazione Culturale “La Memoria Bellica degli Italiani nel Mondo”.

Farmacista per quasi cinquant’anni tra Veneto ed Emilia-Romagna, Giuseppe Sgarbi conquistò il pubblico e la critica nel 2014 con il romanzo Lungo l’argine del tempo. Memorie di un farmacista, vincitore del Premio Bancarella Opera Prima e del Premio Internazionale Martoglio. Seguirono altri libri di successo come Non chiedere cosa sarà il futuro, Lei mi parla ancora e Il canale dei cuori.

Particolarmente celebre è diventato Lei mi parla ancora, dal quale il regista Pupi Avati ha tratto l’omonimo film interpretato da Renato Pozzetto, Fabrizio Gifuni, Isabella Ragonese, Chiara Caselli e Stefania Sandrelli.

Nei suoi libri, Giuseppe Sgarbi ha raccontato anche le esperienze vissute al fronte in Grecia e Albania durante il secondo conflitto mondiale, lasciando una preziosa testimonianza storica e umana.

«Mio padre era molto orgoglioso di essere stato un valido Sottotenente. Era un uomo rigoroso, autoritario e dolcissimo», ha ricordato Elisabetta Sgarbi durante la cerimonia.

Vittorio Sgarbi ha invece sottolineato il valore simbolico del riconoscimento: «Questo riconoscimento ricorda quanto, dentro quel silenzio, mio padre ha fatto, ha raccontato, ha vissuto».


Vittorio Sgarbi e il racconto della montagna nell’arte

La serata inaugurale è proseguita con l’incontro dedicato al libro “Il cielo più vicino. La montagna nell’arte”, che ha visto protagonista Vittorio Sgarbi in dialogo con Paolo Del Debbio e Stefano Papetti.

L’opera propone un affascinante viaggio nella rappresentazione della montagna attraverso i secoli, da Giotto fino all’arte contemporanea. Un percorso che attraversa la pittura italiana ed europea, passando per Mantegna, Leonardo, Bellini, Giorgione, Tiziano, Turner, Friedrich, Courbet, Segantini, Van Gogh e Munch, senza dimenticare artisti meno conosciuti ma fondamentali come Ubaldo Oppi, Afro Basaldella e Tullio Garbari.

La montagna emerge così non soltanto come elemento paesaggistico, ma come simbolo spirituale, luogo di contemplazione, sfida e ricerca interiore.

Ad arricchire l’incontro sono stati gli interventi musicali della violinista Hildegard de Stefano e le letture di Sabrina Colle.

Alessio Boni racconta San Francesco

Il secondo appuntamento della rassegna, in programma il 9 luglio, ha portato porta sul palcoscenico uno dei volti più apprezzati del teatro e del cinema italiano, Alessio Boni.

Con Marcello Prayer sarà protagonista di “Ai margini della luce. Concertato a due per Francesco d’Assisi”, una lettura-spettacolo realizzata nell’anno delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte del Santo.

Lo spettacolo nasce dalla volontà di restituire autenticità alla figura di Francesco, evitando interpretazioni moderne e lasciando parlare direttamente le sue parole e quelle di chi ne ha custodito la memoria nei secoli. Un percorso teatrale intenso che invita il pubblico a riflettere sui temi della spiritualità, della semplicità e della fraternità universale.

Veronica Pivetti e la satira contro i pregiudizi

A chiudere il programma sarà, il 10 luglio, “L’inferiorità mentale della donna”, spettacolo interpretato da Veronica Pivetti insieme a Cristian Ruiz, su testo di Giovanna Gra e con un prologo di Maria Sole Sanasi.

Lo spettacolo affronta con ironia e intelligenza uno dei più assurdi pregiudizi della storia moderna: la presunta inferiorità intellettuale femminile. L’opera prende spunto dall’omonimo saggio pubblicato nel 1900 dal neurologo tedesco Paul Julius Moebius, diventato simbolo di una cultura pseudo-scientifica che per decenni ha contribuito a giustificare discriminazioni e disuguaglianze.

Attraverso una selezione di testi oggi paradossali e grotteschi, la messinscena smaschera stereotipi e convinzioni radicate, trasformando il riso in uno strumento di riflessione critica sulla condizione femminile e sull’evoluzione della società.

Cultura, memoria e pensiero critico

Con questi tre appuntamenti, La Milanesiana conferma la propria capacità di coniugare linguaggi diversi – letteratura, arte, musica, teatro e storia – in un’unica proposta culturale capace di coinvolgere pubblici differenti.

Dalla memoria della Seconda Guerra Mondiale alla spiritualità francescana, passando per la storia dell’arte e la critica dei pregiudizi sociali, il programma ascolano offre occasioni preziose di approfondimento e confronto, nel segno di una cultura che continua a interrogare il presente e a costruire nuove prospettive per il futuro.