Dal 19 giugno 2026 sono entrate in vigore le importanti modifiche al Codice del Consumo introdotte dal Decreto Legislativo 209/2025, che rafforzano la tutela dei cittadini nei contratti stipulati tramite piattaforme digitali e nella commercializzazione a distanza dei servizi finanziari.
Le nuove disposizioni riguardano in particolare due ambiti sempre più centrali nell’economia digitale:il diritto di recesso nei contratti conclusi online e la vendita a distanza di prodotti e servizi finanziari attraverso siti web, app, piattaforme digitali e canali telefonici.
L’obiettivo della riforma è rendere più semplice, trasparente e sicura l’esperienza dei consumatori, imponendo nuovi obblighi informativi ai professionisti e introducendo strumenti più efficaci per esercitare i propri diritti.
Diritto di recesso più semplice grazie al “pulsante di recesso”
Tra le principali novità spicca l’introduzione del nuovo articolo 54-bis del Codice del Consumo, che disciplina il recesso dai contratti conclusi tramite interfacce online.
La norma stabilisce che la stessa piattaforma utilizzata per sottoscrivere un contratto debba mettere a disposizione una funzione dedicata al recesso, facilmente individuabile e accessibile.
In pratica, il consumatore potrà recedere direttamente online attraverso un apposito pulsante, senza dover ricorrere a procedure più complesse come l’invio di PEC o raccomandate.
La funzione dovrà:
- essere chiaramente visibile e facilmente accessibile;
- rimanere disponibile per tutto il periodo utile all’esercizio del diritto di recesso;
- consentire l’invio immediato della dichiarazione di recesso tramite procedura digitale.
Restano tuttavia escluse alcune categorie di contratti, tra cui:
- servizi finanziari il cui valore dipende dalle fluttuazioni dei mercati finanziari;
- acquisto di titoli quotati in Borsa;
- polizze viaggio, bagaglio e assicurazioni analoghe di durata inferiore a un mese;
- contratti integralmente eseguiti su richiesta espressa del consumatore prima dell’esercizio del recesso.
Maggiore trasparenza nella vendita di servizi finanziari
Il decreto introduce inoltre una nuova sezione del Codice del Consumo dedicata alla commercializzazione a distanza dei servizi finanziari, disciplinata dagli articoli da 59-bis a 59-terdecies.
Le nuove norme si applicano a tutti i contratti conclusi tra professionisti e consumatori attraverso strumenti digitali o canali di comunicazione a distanza.
Tra gli obblighi più rilevanti figurano quelli relativi alle informazioni precontrattuali.
Gli operatori dovranno fornire in modo chiaro e completo:
- indirizzo geografico e dati identificativi dell’impresa;
- recapiti telefonici ed e-mail;
- caratteristiche essenziali del servizio finanziario;
- indicazioni sui rischi economici e finanziari connessi al prodotto offerto.
Recesso fino a 30 giorni per alcune polizze
Le nuove regole rafforzano anche il diritto di ripensamento del consumatore.
Sono previsti:
- 14 giorni di calendario per recedere senza penalità e senza obbligo di motivazione dalla maggior parte dei contratti finanziari;
- 30 giorni per le polizze pensionistiche e per le assicurazioni sulla vita.
Il professionista dovrà inoltre spiegare in modo chiaro le modalità pratiche per esercitare il recesso.
Obbligo di fornire chiarimenti adeguati
Una delle innovazioni più significative riguarda l‘obbligo per il professionista di fornire spiegazioni adeguate prima della conclusione del contratto.
Le informazioni dovranno consentire al consumatore di comprendere se il prodotto o il servizio finanziario sia realmente adatto alle proprie esigenze e alla propria situazione economica.
I chiarimenti dovranno riguardare:
- le informazioni precontrattuali obbligatorie;
- le caratteristiche principali del contratto;
- gli effetti concreti del contratto sul consumatore;
- le conseguenze derivanti da ritardi o mancati pagamenti.
Particolarmente importante è il principio secondo cui sarà il professionista a dover dimostrare di aver adempiuto correttamente agli obblighi informativi.
Stop alle interfacce manipolative e ai “dark pattern”
Le nuove disposizioni intervengono anche sul tema delle interfacce digitali.
Le aziende dovranno adottare sistemi che impediscano pratiche ingannevoli o manipolative e garantire che siti web, app e piattaforme non influenzino in modo scorretto le decisioni dei consumatori.
L’obiettivo è contrastare i cosiddetti dark pattern, ovvero quelle tecniche di progettazione che spingono l’utente verso scelte non pienamente consapevoli.
Sanzioni fino a 75 mila euro e nullità del contratto
Il mancato rispetto delle nuove norme può comportare sanzioni amministrative comprese tra 7.500 e 75.000 euro.
Nei casi più gravi è prevista anche la nullità del contratto, in particolare quando il professionista:
- ostacola l’esercizio del diritto di recesso;
- non restituisce le somme dovute al consumatore;
- viola gli obblighi informativi precontrattuali in modo da alterare significativamente la comprensione del servizio finanziario offerto.
Confconsumatori: “Una svolta per i diritti dei cittadini”
Secondo il presidente nazionale di Confconsumatori, Carmelo Calì, e l’avvocata Grazia Ferdenzi, responsabile dello Sportello Online dell’associazione, le nuove disposizioni rappresentano un importante passo avanti nella tutela dei consumatori.
La possibilità di esercitare il recesso direttamente tramite una funzione dedicata sulla piattaforma digitale semplifica notevolmente le procedure, mentre le nuove regole sulla commercializzazione a distanza dei servizi finanziari colmano un vuoto normativo che negli ultimi anni aveva creato numerose criticità.
L’auspicio dell’associazione è che le imprese si adeguino rapidamente alle nuove disposizioni, contribuendo a rendere il mercato digitale più trasparente, sicuro e rispettoso dei diritti dei consumatori.
