Una scoperta che potrebbe aprire nuovi scenari sulla storia più antica di Pescara. Nella mattinata di martedì 21 luglio, dalle 8.00 alle 14.00, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara, con il supporto del Nucleo Sommozzatori dei Carabinieri di Pescara, effettuerà una ricognizione archeologica nel letto del fiume Pescara per verificare la presenza e la natura di alcune strutture murarie individuate sul fondale.
L’intervento nasce in seguito alla segnalazione del documentarista e regista Alessio Consorte, autore del documentario indipendente “Oppidum Aterni”, dedicato alla storia dell’antica città di Pescara.
La scoperta durante le riprese subacquee
Il ritrovamento è avvenuto in maniera del tutto fortuita durante le immersioni effettuate per le riprese del documentario, realizzato con finalità divulgative e scientifiche.
Nel corso delle esplorazioni subacquee, al centro dell’alveo del fiume, Consorte ha individuato strutture murarie in laterizio e altri elementi architettonici che hanno subito destato l’interesse degli studiosi. La scoperta è stata immediatamente segnalata agli enti competenti, dando il via alle verifiche ufficiali.
La ricognizione consentirà ora agli archeologi della Soprintendenza e agli specialisti del Nucleo Sommozzatori dei Carabinieri di effettuare rilievi e valutazioni tecnico-scientifiche per accertare l’eventuale interesse archeologico delle strutture individuate.
L’ipotesi: potrebbe essere l’antica Porta a Mare di Aternum

Secondo Alessio Consorte, le strutture sommerse potrebbero appartenere alla monumentale Porta a Mare dell’antica Aternum, il porto romano da cui si sviluppò l’attuale città di Pescara.
«Aterno doveva avere una porta sul mare monumentale», spiega il documentarista. «Attualmente questa ipotesi non trova riscontro nella storiografia ufficiale di Pescara e quell’area non è considerata di interesse archeologico. Se però venisse confermato che le strutture siano attribuibili all’antica Porta a Mare, la storia di Pescara potrebbe essere riscritta».
Secondo quanto osservato durante le immersioni, sotto alcuni fregi visibili sul fondale sembrerebbero estendersi ruderi con uno sviluppo verticale di circa tre metri, elemento che renderebbe il sito particolarmente complesso e potenzialmente di grande interesse storico.
Possibili implicazioni anche per la sicurezza del fiume
Oltre al valore archeologico, la presenza delle strutture potrebbe avere anche conseguenze sul piano idraulico.
Consorte sottolinea infatti come i manufatti presenti sul fondale possano ostacolare il naturale deflusso delle acque del fiume Pescara.
«Questi manufatti sembrano costituire una sorta di tappo per lo scorrimento del fiume, contribuendo ai fenomeni di esondazione in quel tratto. Mi auguro che le istituzioni operino in maniera compatta sia per verificare scientificamente il sito sia per valutare un’eventuale bonifica dell’area. I blocchi in travertino si estendono per circa cinquanta metri in direzione della foce».
Attesa per i risultati delle verifiche
L’ispezione di martedì rappresenta il primo passo di un percorso di accertamento che potrebbe restituire importanti informazioni sull’assetto urbano dell’antica Aternum e sull’evoluzione del porto romano.
Se le ipotesi avanzate trovassero conferma, la scoperta potrebbe contribuire ad arricchire il patrimonio archeologico della città e offrire nuove chiavi di lettura sulla storia di Pescara, riportando alla luce un’area finora rimasta ai margini delle ricostruzioni storiche ufficiali.
Sebastiano Di Mauro nasce ad Acireale (CT) nel 1954 dove ha vissuto fino a circa 18 anni. Dopo si trasferisce, per brevi periodi, prima a Roma, poi a Piacenza e infine a Milano dove vive, ininterrottamente dal 1974. Ha lavorato per lunghi anni alle dipendenze dello Stato. Nel 2006, per strane coincidenze, decide di dedicarsi al giornalismo online occupandosi prima di una redazione a Como e successivamente a Milano e Genova, coordinando diverse redazioni nazionali. Attualmente ha l’incarico di caporedattore di questa testata e coordina anche le altre testate del Gruppo MWG e i vari collaboratori sul territorio nazionale.
