Spagna campione del mondo 2026: Ferran Torres piega l’Argentina ai supplementari, Messi saluta il trono

La Spagna è campione del mondo. Le Furie Rosse conquistano il Mondiale 2026 superando 1-0 l’Argentina dopo i tempi supplementari in una finale intensa e combattuta, decisa al 120′ dal gol di Ferran Torres. Per la Roja è il secondo titolo mondiale della sua storia dopo quello conquistato in Sudafrica nel 2010 e il primo bis iridato ottenuto da una Nazionale nel XXI secolo.

Per l’Argentina si chiude invece un ciclo straordinario. Dopo il trionfo in Qatar nel 2022, l’Albiceleste cede lo scettro mondiale al termine di una partita di enorme sofferenza, segnando anche il simbolico passaggio di consegne di Lionel Messi, sconfitto nella sua ultima finale iridata e apparso in lacrime durante la cerimonia di premiazione.

Fischi per Trump e Infantino prima del calcio d’inizio

La finale, disputata al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, è stata preceduta da un momento di forte impatto mediatico. All’ingresso in campo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del presidente della FIFA Gianni Infantino, dagli spalti si sono levati sonori fischi da parte di una parte del pubblico presente.

Poi è stato il campo a prendersi la scena.

Dominio spagnolo, ma l’Argentina resiste

Luis de la Fuente conferma l’undici che aveva eliminato la Francia in semifinale, mentre Lionel Scaloni cambia tre uomini rispetto all’ultima uscita inserendo Montiel, De Paul e Nico González.

La Spagna prende immediatamente il controllo del possesso palla, imponendo il proprio palleggio e costringendo l’Argentina a una lunga fase difensiva. Messi prova a dare qualità alle ripartenze, ma viene costantemente schermato dal pressing spagnolo.

La Roja costruisce le occasioni migliori della prima frazione, con Oyarzabal che impegna Emiliano Martínez dalla distanza. L’Argentina perde inoltre Lisandro Martínez per infortunio, sostituito dal veterano Nicolás Otamendi.

Il primo tempo si chiude con appena due tiri nello specchio della porta, entrambi della Spagna: un dato che fotografa una finale bloccata e tatticamente molto equilibrata.

La Roja assedia l’Albiceleste

Nella ripresa Scaloni prova a cambiare l’inerzia della gara inserendo Leandro Paredes e successivamente Molina, Simeone e Medina, ma l’Argentina continua a soffrire il fraseggio degli spagnoli.

De la Fuente risponde con gli ingressi di Pedri, Ferran Torres, Nico Williams e Merino, aumentando ulteriormente il peso offensivo.

L’occasione più importante arriva proprio da un’invenzione di Lamine Yamal, il cui cross trova Ferran Torres, incapace però di indirizzare il pallone lontano da Martínez.

Con il passare dei minuti la pressione della Spagna diventa un vero e proprio assedio.

Espulsione di Enzo Fernández e supplementari

Nel finale dei tempi regolamentari arriva anche l’episodio che cambia definitivamente l’incontro.

Enzo Fernández, già ammonito, commette un fallo su Cubarsí e riceve il secondo cartellino giallo, lasciando l’Argentina in dieci uomini.

Nonostante l’inferiorità numerica, l’Albiceleste riesce a resistere fino al novantesimo grazie alle parate di Emiliano Martínez, autore di numerosi interventi decisivi.

Alla fine dei tempi regolamentari il dato statistico è impressionante: l’Argentina non è riuscita a effettuare nemmeno un tiro verso la porta difesa da Unai Simón.

Ferran Torres scrive la storia

Quando tutto sembra indirizzato verso i calci di rigore, la Spagna trova il gol che vale il Mondiale.

All’inizio del secondo tempo supplementare Pedro Porro pennella un cross dalla trequarti, Nico Williams prolunga di testa e Ferran Torres, appostato sul secondo palo, controlla e batte Emiliano Martínez per l’1-0.

È il gol che consegna alla Roja il titolo mondiale e consacra il percorso della squadra di Luis de la Fuente.

Nel disperato assalto finale l’Argentina prova a riversarsi in avanti, ma Cubarsí salva un pallone decisivo e Giovanni Simeone spedisce alta l’ultima occasione della Selección.

Messi saluta, la Spagna apre una nuova era

La vittoria della Spagna assume anche un forte valore simbolico. Da una parte c’è Lionel Messi, protagonista assoluto dell’ultimo ventennio calcistico, costretto ad assistere alla fine del ciclo argentino. Dall’altra emerge una nuova generazione guidata da Lamine Yamal, Cubarsí, Pedri, Nico Williams e Ferran Torres, destinata a segnare il futuro del calcio internazionale.

Sedici anni dopo il trionfo di Johannesburg, la Roja torna sul tetto del mondo con un’identità precisa: possesso palla, qualità tecnica, organizzazione e una nuova generazione di talenti che raccoglie l’eredità della Spagna più vincente della storia.

Il Mondiale americano si chiude così nel segno delle Furie Rosse. Per l’Argentina resta l’orgoglio di un ciclo irripetibile, mentre per Messi, in lacrime durante la premiazione, cala il sipario su una delle carriere più straordinarie che il calcio abbia mai conosciuto.