Festival di Borgio Verezzi 2026: tre debutti assoluti tra teatro contemporaneo, grandi classici e nuove generazioni

Il Festival di Borgio Verezzi continua a rinnovare la propria identità, coniugando il prestigio della tradizione teatrale italiana con uno sguardo sempre più attento alla drammaturgia contemporanea e ai linguaggi del futuro. Il cartellone in programma dal 28 luglio al 3 agosto propone tre prime nazionali che, pur molto diverse tra loro, condividono la volontà di raccontare il presente attraverso nuove prospettive artistiche.

Dal mito classico reinterpretato al teatro esistenzialista di Sartre fino a una commedia contemporanea capace di affrontare con ironia temi di grande attualità, il Festival conferma la sua vocazione a essere un luogo di sperimentazione e di incontro tra artisti affermati, giovani talenti e pubblico.

Davide Livermore inaugura il Festival con “Ci vediamo all’alba”


Il primo appuntamento è in programma martedì 28 e mercoledì 29 luglio alle ore 21.30 al Teatro Gassman di Borgio, dove debutterà in prima nazionale “Ci vediamo all’alba” della drammaturga scozzese Zinnie Harris, con la regia di Davide Livermore e le interpretazioni di Anna Della Rosa e Linda Gennari.

Prodotto dal Teatro Nazionale di Genova, lo spettacolo rappresenta una rilettura intensa e profondamente contemporanea del mito di Orfeo ed Euridice, ribaltandone completamente il punto di vista. Al centro della vicenda ci sono Helen e Robyn, due donne che, dopo un drammatico incidente in mare, approdano su una costa apparentemente deserta. Mentre tentano di sopravvivere e comprendere ciò che è accaduto, il paesaggio intorno a loro inizia lentamente a trasformarsi: il tempo perde consistenza, la realtà si deforma e il confine tra memoria, sogno e morte diventa sempre più sottile.

Livermore costruisce uno spettacolo di forte impatto emotivo, esplorando il dolore della perdita e i meccanismi con cui la mente cerca di difendersi dall’elaborazione del lutto. La scenografia firmata da Anna Varaldo, premiata con l’ANCT 2025 come miglior scenografa, crea uno spazio sospeso e metafisico, mentre le musiche originali di Roberta Di Mario accompagnano il viaggio interiore delle protagoniste con una partitura che alterna suggestioni naturali e profonde emozioni.

Dopo il debutto al Festival di Borgio Verezzi, lo spettacolo entrerà nella stagione 2026-2027 del Teatro Nazionale di Genova, in scena dal 23 al 31 ottobre al Teatro Eleonora Duse.

“Huis Clos – L’inferno sono gli altri”: Sartre incontra i giovani talenti


Il Festival prosegue giovedì 30 e venerdì 31 luglio in Piazza Sant’Agostino con la prima nazionale di “Huis Clos – L’inferno sono gli altri”, nuova produzione della Compagnia del Barone Rampante diretta da Maximilian Nisi.

Più che una semplice messinscena del capolavoro di Jean-Paul Sartre, questo progetto rappresenta un’importante esperienza di formazione artistica. Sul palco salgono infatti giovani attori cresciuti nella Scuola di Teatro del Barone Rampante, oggi professionisti, mentre scene e costumi sono stati ideati e realizzati dagli studenti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.

Interpretato da Gaia Capelli, Gaia De Giorgi, Iacopo Ferro e Pietro Ramello, lo spettacolo ripropone l’intramontabile dramma esistenzialista ambientato in un salotto senza finestre né specchi, dove tre sconosciuti scoprono che la loro condanna eterna consiste nel convivere per sempre sotto lo sguardo implacabile degli altri.

La celebre frase “L’inferno sono gli altri” torna così a interrogare il pubblico contemporaneo, in un allestimento dal ritmo serrato che mette al centro identità, giudizio, responsabilità e relazioni umane. La regia di Maximilian Nisi punta su un linguaggio moderno e dinamico, dimostrando come un classico del Novecento possa ancora parlare con forza alle nuove generazioni.

Emanuela Grimalda e Gianluca Ramazzotti protagonisti di “Uno scherzo del genere”

La trilogia di debutti si conclude domenica 2 e lunedì 3 agosto alle ore 21.30, sempre in Piazza Sant’Agostino, con la prima nazionale di “Uno scherzo del genere”, commedia della drammaturga francese Jade-Rose Parker, adattata da David Conati e diretta dal regista spagnolo Gabriel Olivares.

Dopo il grande successo ottenuto nelle passate stagioni a Parigi e Madrid, il testo arriva in Italia con un cast guidato da Emanuela Grimalda e Gianluca Ramazzotti, affiancati da Mauro Conte e Virginia Bonacini.

La vicenda ruota attorno a Carla e Francesco De Monte Capuano, una coppia apparentemente perfetta, la cui vita viene completamente sconvolta quando la donna confessa al marito di avere un tumore alla prostata e di essere nata uomo prima della loro lunga storia d’amore.

Da questa rivelazione prende il via una travolgente sequenza di equivoci, colpi di scena e situazioni paradossali che alternano comicità e riflessione. Lo spettacolo affronta con leggerezza temi delicati come identità, pregiudizi, politica e rapporti di coppia, fondendo la brillantezza della commedia francese contemporanea con il gusto della commedia all’italiana e l’irriverenza del teatro spagnolo.

La regia di Gabriel Olivares, già autore della versione madrilena dello spettacolo, valorizza il ritmo della narrazione senza rinunciare alla profondità di un testo destinato a far sorridere e discutere ben oltre la chiusura del sipario.


Un Festival che costruisce il teatro di domani

Con queste tre prime nazionali, il Festival di Borgio Verezzi dimostra ancora una volta la capacità di guardare oltre il repertorio tradizionale, proponendo spettacoli che uniscono ricerca artistica, valorizzazione dei giovani talenti e attenzione ai grandi temi del presente.

Un cartellone che mette in dialogo drammaturgia internazionale, nuove produzioni italiane e registi di primo piano, offrendo al pubblico un percorso teatrale capace di emozionare, far riflettere e aprire nuove prospettive sul futuro della scena.

 

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