ROMA – In un’epoca che esalta la performance, la velocità e l’apparente invincibilità, la fragilità diventa un atto rivoluzionario. È da questa riflessione che prende forma “Solo le cose fragili resistono in eterno”, il nuovo action set ideato da Raffaele Curi per la Fondazione Alda Fendi – Esperimenti, un percorso immersivo che invita il pubblico a riscoprire il valore della vulnerabilità, della leggerezza e della profondità dell’animo umano. L’installazione, visitabile fino a ottobre negli spazi di rhinoceros, il palazzo progettato da Jean Nouvel nel cuore di Roma, prosegue il dialogo artistico iniziato con Preghiera per andare in Paradiso con gli asinelli, confermando la vocazione della Fondazione a fare dell’arte uno strumento di riflessione sul presente.
Un viaggio nell’anima tra poesia, filosofia e arte contemporanea

L’installazione rappresenta il “secondo tempo” del progetto dedicato a Francis Jammes, poeta francese che aveva fatto dell’asinello il simbolo della bontà e della semplicità. Se il precedente lavoro celebrava il ritorno a un’umanità autentica, questa nuova creazione amplia il discorso, ponendo al centro la fragilità come autentica forza dell’esistenza.
Con il sostegno di Alda Fendi, Raffaele Curi costruisce un percorso distribuito sui quattro piani di rhinoceros, dove poesia, teatro, musica, arti visive e filosofia dialogano continuamente tra loro.
Raffaele Curi: “Dalla fragilità nasce la forza”
«Solo le cose fragili resistono in eterno. La fragilità è un’esclusiva delle persone più argute e degli artisti. Fragile, apparentemente fragile, forte, apparentemente forte, sono moti dell’anima. Tutti siamo forti, tutti siamo fragili: dalla forza viene la fragilità, dalla fragilità la forza», spiega Raffaele Curi.
Per l’artista la leggerezza non rappresenta debolezza, ma una qualità spirituale capace di elevare l’essere umano.
«La leggerezza è femmina. Fragili come Jammes, le Amalassunte di Osvaldo Licini, la nebbia di Fujiko Nakaya e le uova dei Pirenei. La semplicità non appartiene soltanto ai poeti o ai contadini: è la base di una visione divina dell’esistenza.»
Shakespeare, Nietzsche, Licini e Fujiko Nakaya guidano il percorso
L’esperienza si apre con una celebre citazione tratta dal Riccardo III di William Shakespeare: “Domani nella battaglia pensa a me”.
Da qui il visitatore viene accolto da una grande immagine dei Pirenei, terra profondamente legata a Francis Jammes, simbolo di libertà e purezza.
L’itinerario prosegue attraverso alcune delle opere più evocative dell’arte del Novecento.
Le celebri Amalassunte di Osvaldo Licini fluttuano sospese nello spazio come leggere apparizioni, accompagnate dalle note di “Come nave in mezzo all’onde”, tratto dal Siface di Nicola Porpora, interpretato dal mezzosoprano Cecilia Bartoli.
A illuminare l’installazione sono i sette colori dell’arcobaleno, alternati a una luce bianca intensa che accompagna il visitatore in un continuo passaggio tra materia e spiritualità.
Nel percorso trovano spazio anche le parole di Friedrich Nietzsche:
“Gli uomini dai pensieri profondi provano nei rapporti con gli altri l’impressione di essere dei commedianti, perché quando vogliono essere compresi devono fingere di essere superficiali.”
Il cavedio ospita inoltre le suggestive “sculture di nebbia” dell’artista giapponese Fujiko Nakaya, mentre il viaggio si conclude con tre uova timbrate con la scritta “Pirenei”, simbolo di nascita, fragilità e possibilità.
L’arte come esercizio di umanità

L’intero action set diventa una riflessione sulla condizione umana e sulla necessità di recuperare ciò che il presente tende a mettere in secondo piano: il tempo della contemplazione, l’immaginazione, la gentilezza e la relazione con l’altro.
In questo senso, “Solo le cose fragili resistono in eterno” conferma la cifra artistica di Raffaele Curi e della Fondazione Alda Fendi, da anni impegnata nel promuovere un’idea di arte contemporanea capace di interrogare il pubblico, superando la semplice dimensione estetica per trasformarsi in esperienza emotiva e culturale.
Più che un’installazione, il progetto è un invito a rallentare, ad ascoltare e a riconoscere nella fragilità non un limite, ma la qualità più autentica dell’essere umano.
“SOLO LE COSE FRAGILI RESISTONO IN ETERNO”
di Raffaele Curi
fino ad ottobre 2026
rhinoceros
Via del Velabro 9A, Roma
Ingresso libero
Orario apertura: tutti i giorni dalle 11 alle 19
