La cultura dell’America Latina torna protagonista nelle Marche con la XIV edizione del Festival Sudamericana, in programma domenica 23 agosto 2026, alle ore 18, presso il Complesso Monumentale dei Santi Tommaso e Barnaba di San Ginesio.
L’edizione 2026 si rinnova grazie alla presenza dello scrittore Adrián N. Bravi, tra le voci più autorevoli della narrativa contemporanea italiana e già selezionato nella dozzina del Premio Strega con il romanzo Adelaida. L’incontro rappresenta il momento centrale di una manifestazione che da oltre quattordici anni promuove il dialogo tra culture attraverso letteratura, musica, poesia, danza e arti visive.
Adrián N. Bravi ospite d’onore
Autore argentino naturalizzato italiano, Adrián N. Bravi è conosciuto per una produzione letteraria che intreccia memoria, identità e migrazione.
L’incontro con il pubblico offrirà l’occasione per approfondire il suo percorso umano e artistico, affrontando temi che ben si inseriscono nello spirito del Festival Sudamericana, da sempre orientato alla valorizzazione delle contaminazioni culturali tra Europa e America Latina.
Un festival dedicato all’incontro tra le culture
Organizzato dall’Associazione Culturale “San Ginesio” e dal Centro di Lettura “Arturo Piatti”, il Festival Sudamericana con
tinua a perseguire gli obiettivi che ne hanno caratterizzato il percorso sin dalla prima edizione.
La manifestazione promuove la diffusione della cultura del tango, della letteratura latinoamericana, della poesia, della musica e delle arti visive, privilegiando la qualità artistica e la costruzione di relazioni internazionali attraverso progetti di collaborazione e gemellaggio culturale.
Un programma che continua anche online
Accanto all’appuntamento in presenza, il Festival proseguirà anche sui canali social con una ricca programmazione digitale che coinvolgerà artisti provenienti da diversi Paesi.
Il pubblico potrà seguire contributi dedicati a musica, poesia, danza, cinema, videodanza, letteratura e arti figurative attraverso la pagina Facebook ufficiale della manifestazione, confermando la vocazione internazionale dell’iniziativa.
Ospiti internazionali tra musica, poesia e arti visive
L’edizione 2026 vedrà la partecipazione di numerosi artisti provenienti da Europa e America Latina.
Tra gli ospiti figurano il Quatuor Terpsycordes, il Quinteto Galván, Le Duo, Pepe Céspedes, il Quinteto El Abrazo, il Trio TangoSur, Ignacio Colafrancesco, Bárbara Grabinski, José Ceña e Mercedes Marieva per la musica.
La sezione letteraria e poetica ospiterà invece autori come Ivonne Sánchez-Barea, Gabriel Alejandro López, Carolina Cárdenas Jiménez, Yasmani Rodríguez Alfaro, Marisabel Balderrama, Ronnie Piérola Gómez e Carmen Campuzano.
Spazio anche alle arti visive con Liset Gutiérrez Cruz e Cecilia Mazurenco, oltre ai contributi di videodanza firmati da Geraldine Giudicelli, Julio Luque e María Victoria Marín.
Una rete internazionale di partner culturali
A sostenere il Festival Sudamericana è una vasta rete di partner italiani e internazionali, tra cui il Festival Internacional de Poesía En el Lugar de los Escudos di Città del Messico, il Centro Cultural Tina Modotti, la Revista Digital Literaria El Gato Negro di Madrid, il Museo M.I.D.A.C., il Premio Internazionale Luigi Vanvitelli e il mensile Leggere:tutti.
L’iniziativa gode inoltre del patrocinio del Comune di San Ginesio e della Fondazione Marche Cultura, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e il sostegno di numerosi sponsor privati.
Valparaíso protagonista dell’immagine del Festival
A rappresentare simbolicamente l’edizione 2026 è la fotografia di copertina della pagina social del Festival, realizzata dall’artista Camilalgnacia Anguloğlu, che ritrae uno degli scorci più iconici di Valparaíso, in Cile, città simbolo della cultura latinoamericana e patrimonio mondiale UNESCO.
Un ponte culturale tra Italia e Sud America
Diretto dagli operatori culturali Rita Bompadre e Matteo Marangoni, il Festival Sudamericana conferma il proprio ruolo di punto di riferimento per la promozione della cultura latinoamericana in Italia.
L’edizione 2026 rinnova così una tradizione che, attraverso incontri, spettacoli e contenuti digitali, continua a costruire un dialogo tra popoli, linguaggi artistici e sensibilità differenti, facendo della cultura uno strumento di conoscenza, condivisione e crescita.
