Venezia 83: cinque film tra concorso, Giornate degli Autori e Settimana della Critica

La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si prepara a proporre un programma ricco di cinema d’autore, grandi interpreti e storie capaci di attraversare temi molto diversi: dall’amore ossessivo alla salute mentale, dalle dinamiche del mondo del lavoro alla violenza di genere, fino alla precarietà e alla vita contemporanea.

Tra Venezia 83, Giornate degli Autori e Settimana Internazionale della Critica arrivano alcuni titoli particolarmente attesi, firmati da registi di primo piano del panorama internazionale.

Werner Herzog torna alla fiction con “Bucking Fastard”

Nel Concorso di Venezia 83 è atteso “Bucking Fastard”, scritto e diretto da Werner Herzog, con Kate Mara, Rooney Mara, Orlando Bloom e Domhnall Gleeson.

Al centro della storia ci sono Jean e Joan Holbrooke, due sorelle inseparabili che parlano all’unisono, condividono gli stessi sogni e amano lo stesso uomo.

Ai margini della società, tra la contemporaneità urbana e i paesaggi selvaggi dell’Irlanda, le due protagoniste cercano un luogo immaginario nel quale il vero amore possa finalmente essere possibile.

Il film prende ispirazione dalla storia vera di Freda e Greta Chaplin, diventate note negli anni Ottanta dopo aver ricevuto un ordine restrittivo da un uomo con il quale entrambe avevano avuto una relazione.

“Bucking Fastard” segna il ritorno di Werner Herzog al cinema di finzione e rappresenta anche la prima volta sul grande schermo insieme per le sorelle Kate e Rooney Mara.

Un’opera visionaria che promette di affrontare temi come innocenza, ossessione, amore e desiderio di superare i limiti della realtà.

Il film arriverà prossimamente nelle sale italiane con I Wonder Pictures.

“15/18 (A Place to Heal)”, Cédric Kahn racconta la fragilità dell’adolescenza

Sempre nel Concorso di Venezia 83 figura “15/18 (A Place to Heal)”, diretto da Cédric Kahn, con Zoé Monpart, Malou Khebizi, Kenji Peyran, Patience Munchenbach, Sophie Guillemin e lo stesso Cédric Kahn.

La protagonista è Lucia, 17 anni, che viene accompagnata dalla polizia in un’unità di pediatria che conosce già bene dopo diversi ricoveri.

Qui ritrova la sua amica Eloïse, da tempo ricoverata, e altri giovani pazienti, tra cui Yasmine, Camilia, Ulysse e André. Ognuno porta con sé una storia personale e un percorso difficile.

L’arrivo del misterioso Enzo mette però in discussione il fragile equilibrio del gruppo.

Tra cura, ascolto, tensioni e rapporti umani, Cédric Kahn costruisce un racconto che guarda alla condizione adolescenziale e alla necessità di trovare uno spazio nel quale sentirsi accolti e compresi.

Anche questo film sarà distribuito prossimamente nelle sale italiane da I Wonder Pictures.

Stéphane Brizé porta a Venezia il mondo del lavoro con “Un Bon Petit Soldat”

Il lavoro, le responsabilità e le dinamiche di potere sono invece al centro di “Un Bon Petit Soldat (A Good Little Soldier)”, diretto da Stéphane Brizé e interpretato da Alba Rohrwacher e Vincent Lindon.

La protagonista è Carla, una professionista brillante e instancabile che ha costruito la propria carriera mettendo spesso in secondo piano la vita privata.

La sua nuova sfida arriva quando viene nominata responsabile delle Risorse Umane di una grande compagnia assicurativa. Il suo compito è quello di conciliare il benessere dei dipendenti con gli obiettivi economici e le performance richieste dall’azienda.

Ma l’equilibrio si rompe quando Carla scopre un caso di management tossico all’interno di uno dei reparti di cui è responsabile.

A quel punto dovrà scegliere se difendere le persone oppure rispettare le logiche imposte dalla struttura aziendale.

Brizé torna così a osservare con il suo consueto sguardo lucido il mondo del lavoro e i rapporti di potere.

Per il regista si tratta inoltre di una nuova collaborazione con Alba Rohrwacher, dopo Le occasioni dell’amore, e della sesta volta insieme a Vincent Lindon, interprete di alcuni dei suoi film più importanti, tra cui La legge del mercato, In guerra e Un altro mondo.

Il film uscirà prossimamente nelle sale italiane con I Wonder Pictures.

Giornate degli Autori: Robert Guédiguian presenta “Une Femme Aujourd’hui”

Alle Giornate degli Autori, in concorso, arriva “Une Femme Aujourd’hui”, il nuovo film di Robert Guédiguian, con Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Grégoire Leprince-Ringuet e Lola Naymark.

Il regista francese, autore di opere come Le nevi del Kilimangiaro, La casa sul mare e La gazza ladra, torna con una storia che affronta temi di grande attualità: violenza di genere, trauma, rinascita personale, solidarietà e relazioni umane.

La protagonista è Juliette, interpretata da Marilou Aussilloux, una brillante professionista di 35 anni la cui vita cambia radicalmente dopo una violenta aggressione da parte di un collega.

L’episodio fa crollare le certezze sulle quali aveva costruito la propria esistenza e la costringe a ripensare il rapporto con gli altri e con se stessa.

Inizia così un percorso di ricostruzione personale nel quale Juliette riscoprirà il valore dell’affetto, della solidarietà e di una nuova idea di famiglia.

Il film è scritto da Robert Guédiguian insieme a Serge Valletti e Laurette Polmanss ed è una coproduzione franco-italiana che coinvolge Agat Films, Arte France Cinéma, Zazi Films e Bibi Film.

L’uscita italiana è prevista prossimamente con Officine UBU.


Settimana Internazionale della Critica: “Rider” chiude la SIC

Uno degli appuntamenti più legati alla contemporaneità è “Rider”, film di chiusura della Settimana Internazionale della Critica.

A firmarlo sono il regista Roan Johnson e il producer musicale Davide “Dade” Pavanello.

La storia segue Samuele, detto Sami, un giovane rider che ogni giorno attraversa le strade di Milano in bicicletta per effettuare le proprie consegne.

La notte di Capodanno, mentre la città festeggia, Sami deve consegnare un enorme ordine di sushi in una villa di lusso. L’invito a rimanere per la serata gli permette di conoscere Nia, una ragazza con la testa sulle spalle con la quale nasce immediatamente una forte connessione.

Ma dietro l’inizio di una possibile storia d’amore si nasconde una scelta impulsiva destinata ad avere conseguenze drammatiche.

“Rider” porta così sul grande schermo una Milano contemporanea, fatta di lavoro precario, giovani, relazioni e cultura musicale.

Il cast comprende Lorenzo Aloi, Kaze, Kyshan Wilson e numerosi protagonisti della scena musicale italiana, tra cui Johnny Marsiglia, Ensi, Axos, Rosa Chemical e Levante, con la partecipazione di Margherita Vicario e Claudio Santamaria.

Il film sarà distribuito nelle sale italiane nell’autunno 2026 da I Wonder Pictures.

Venezia 83 Spotlight: Marcello Fonte nel surreale “Földszint/Ground Floor”

Nella sezione Venezia 83 – Spotlight arriva infine “Földszint/Ground Floor”, diretto dal regista ungherese Gábor Reisz, già autore di Una spiegazione per tutto.

Nel cast figurano Adam Tompa, Bettina Józsa e Marcello Fonte, insieme a Rodrigo Crespo e György Gazsó.

Il protagonista è Kristóf, che scopre una grande macchia di muffa nera sulla parete del proprio appartamento.

Quella che inizialmente sembra una banale perdita d’acqua diventa però l’inizio di una vera e propria indagine. Kristóf comincia a interrogare i vicini e a confrontarsi con l’indifferenza di chi amministra il palazzo.

La vicenda prende progressivamente una piega surreale e tragicomica, fino a trasformarsi in una sorta di rivoluzione condominiale.

La domanda diventa allora quasi paradossale: sarà l’edificio a cedere per primo oppure sarà l’apatia di Kristóf a essere definitivamente spazzata via?

Ambientato nella Budapest contemporanea, il film utilizza l’ironia e il grottesco per raccontare l’indifferenza, il senso di comunità e il rapporto tra individuo e società.

“Földszint/Ground Floor” è scritto da Gábor Reisz con Éva Schulze ed è una coproduzione tra Proton Cinema e All At Once – Powered by The Culture Business.

Il film uscirà prossimamente nelle sale italiane con I Wonder Pictures.

Venezia 83, un programma tra grandi autori e storie contemporanee

Dalle ossessioni amorose di Herzog alla fragilità adolescenziale raccontata da Kahn, passando per il mondo del lavoro di Brizé, la violenza di genere affrontata da Guédiguian e la Milano dei rider di Roan Johnson, i titoli presentati compongono un mosaico particolarmente ricco.

Sono storie molto diverse tra loro, ma accomunate dalla capacità di osservare individui alle prese con un equilibrio fragile, spesso costretti a confrontarsi con una società che impone regole, limiti e responsabilità.

La Mostra del Cinema di Venezia si conferma così ancora una volta uno spazio privilegiato per scoprire nuove opere e per mettere in dialogo il grande cinema internazionale con i temi più urgenti del presente.