Dal 5 al 16 settembre 2026 il Teatro alla Scala di Milano porta in scena L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, nuova produzione firmata dall’Accademia Teatro alla Scala e inserita nella programmazione della Stagione scaligera. Sei rappresentazioni per un appuntamento che assume un significato particolare: il Progetto Accademia raggiunge infatti il traguardo delle venticinque edizioni.
Sul podio del Piermarini debutta Marco Alibrando, mentre la regia è affidata a Maria Mauti, al suo esordio alla Scala. Protagonisti saranno giovani cantanti dell’Accademia, affiancati da artisti già avviati alla carriera professionale, insieme all’Orchestra e al Coro dell’Accademia Teatro alla Scala.
L’elisir d’amore alla Scala dal 5 al 16 settembre 2026
Il capolavoro di Gaetano Donizetti, melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani, sarà rappresentato il 5, 8, 10, 12, 14 e 16 settembre 2026 alle ore 20.
L’allestimento nasce appositamente per il Teatro alla Scala e propone una lettura capace di valorizzare la freschezza, la comicità e la dimensione sentimentale di una delle opere più amate del repertorio belcantistico.
La produzione utilizza l’edizione critica curata da Alberto Zedda per Casa Ricordi, Milano.

Il cast
Nei panni di Adina si alterneranno Noemi Muschetti e Sabrina Sanza, mentre il ruolo di Nemorino sarà interpretato da Zizhao Chen e Cristóbal Campos Marin.
Belcore avrà il volto e la voce di Chao Liu e Geunhwa Lee. Misha Kiria sarà invece il dottor Dulcamara, mentre Giannetta sarà interpretata da Saori Sugiyama e Aigerim Altynbek.
Gli interpreti contrassegnati dall’asterisco sono solisti dell’Accademia di perfezionamento per cantanti lirici del Teatro alla Scala.
A completare la produzione saranno l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala, con Salvo Sgrò maestro del Coro.
Venticinque edizioni del Progetto Accademia
L’appuntamento con L’elisir d’amore rappresenta molto più di una nuova produzione operistica.
Da oltre venticinque anni il Progetto Accademia costituisce infatti uno dei punti centrali del modello formativo della Scala, creando un collegamento concreto tra alta formazione e professione.
Ogni Stagione il Teatro inserisce nel proprio cartellone un titolo realizzato dalle forze artistiche dell’Accademia. Gli allievi hanno così la possibilità di confrontarsi con una produzione operistica reale, lavorando fianco a fianco con professionisti affermati e misurandosi con gli stessi standard artistici e organizzativi di uno dei teatri più importanti al mondo.
Non si tratta dunque soltanto di un’esperienza didattica. Il Progetto Accademia è una vera produzione inserita nella Stagione scaligera, nella quale giovani cantanti, professori d’orchestra, artisti del coro, maestri collaboratori, tecnici e maestranze sperimentano sul campo il complesso lavoro che sta dietro a uno spettacolo d’opera.
Dal debutto del progetto, avvenuto nella Stagione 1999-2000, l’Accademia ha realizzato ventisei produzioni operistiche inserite nella programmazione del Teatro alla Scala.
Con L’elisir d’amore, Donizetti raggiunge Rossini come autore più rappresentato nella storia del Progetto Accademia, con cinque titoli complessivi.

Marco Alibrando debutta alla Scala
A dirigere L’elisir d’amore sarà Marco Alibrando, al debutto sul podio del Teatro alla Scala.
Il direttore d’orchestra, recentemente nominato Direttore del Deutsches Nationaltheater e della Staatskapelle di Weimar, ha costruito una carriera in rapida crescita sui principali palcoscenici italiani ed europei. È inoltre fondatore del progetto milanese Voce all’Opera.
Il repertorio di Donizetti rappresenta per Alibrando un terreno particolarmente stimolante, soprattutto per la complessità del dialogo tra le voci.
La partitura di L’elisir d’amore è infatti caratterizzata da una continua successione di duetti, terzetti, quartetti e grandi concertati. Un meccanismo musicale nel quale il direttore deve trovare un equilibrio costante tra le diverse voci.
Proprio il lavoro con i giovani interpreti dell’Accademia è uno degli aspetti centrali della sua preparazione dello spettacolo: l’obiettivo è evitare una gara a chi canta più forte e permettere a ogni interprete di emergere nel momento giusto.
Un’attenzione particolare viene inoltre riservata alla comprensibilità del testo, elemento fondamentale in un’opera nella quale la parola contribuisce in modo decisivo alla caratterizzazione dei personaggi e alla costruzione della comicità.

Maria Mauti debutta al Piermarini con una nuova visione
Anche per Maria Mauti L’elisir d’amore rappresenta un importante debutto: la regista milanese, classe 1974, affronta per la prima volta una produzione del Teatro alla Scala.
Formatasi nel teatro di prosa e successivamente impegnata come autrice e regista per cinema e televisione, Mauti è approdata alla regia d’opera nel 2023 con Norma allo Sferisterio di Macerata.
Il suo percorso artistico porta così nel mondo dell’opera una sensibilità maturata attraverso esperienze diverse, dal teatro al cinema, con una particolare attenzione all’immagine e allo spazio scenico.
Per L’elisir d’amore il punto di partenza è stato l’ascolto della musica di Donizetti e la volontà di recuperare una dimensione di sorpresa, guardando all’opera con occhi contemporanei.
La musica diventa la guida per costruire una visione capace di seguire i continui cambi di registro della partitura: dalla comicità alla dimensione sentimentale, fino ai momenti più profondi della vicenda.

Un campo di grano e il West: la scena di L’elisir d’amore
La visione scenica immaginata da Maria Mauti ruota attorno a un’immagine fortemente evocativa: un grande campo di grano che si perde oltre i confini del palcoscenico.
La natura diventa così parte integrante della drammaturgia e accompagna una storia ambientata in un mondo rurale popolato da persone semplici.
L’ambientazione guarda idealmente al West americano, tra pionieri, jeans, salopette, praterie e cieli sconfinati.
Una scelta che amplifica il senso di libertà e scoperta presente nella musica di Donizetti e che permette di osservare la vicenda di Nemorino e Adina attraverso una prospettiva contemporanea, senza perdere il carattere universale della storia.
Particolarmente importante sarà anche il cielo, destinato ad accompagnare lo scorrere del tempo durante la vicenda: dalla luce del mezzogiorno al tramonto del primo atto, dalla notte fino all’alba finale.
È proprio con la luce dell’alba che Nemorino e Adina ritrovano il loro incontro, chiudendo il percorso sentimentale dell’opera.
Giovani artisti protagonisti sul palcoscenico della Scala

Il confronto con gli allievi dell’Accademia è una componente essenziale della regia di Mauti.
Lavorare con giovani cantanti significa, secondo la regista, confrontarsi con artisti desiderosi di mettersi in gioco e di guardare ai personaggi e alla musica con uno spirito nuovo.
Da qui la scelta di lasciare spazio all’individualità degli interpreti, concentrandosi sulla pulizia del gesto, sulle relazioni tra i personaggi e sulla costruzione scenica.
L’obiettivo è permettere a ciascun giovane artista di trovare una propria voce all’interno dello spettacolo, senza rinunciare alla visione d’insieme.
Una filosofia che riflette anche il senso più profondo del Progetto Accademia: formare professionisti capaci non soltanto di possedere solide competenze tecniche, ma anche di inserirsi consapevolmente nel complesso sistema produttivo del teatro d’opera.
Teatro, cinema e musica: una regia come arte totale
L’esperienza di Maria Mauti nel cinema documentario e nei lavori dedicati all’architettura emerge nella sua concezione dello spazio.
Musica, gesto, immagine e ambiente vengono pensati come elementi di un’unica visione.
Il cinema e l’opera lirica sono per la regista arti totali, capaci di fondere differenti linguaggi artistici in un’esperienza unica.
Da questa prospettiva nasce una concezione del teatro come luogo di incontro e di crescita, ma anche come spazio nel quale la bellezza può assumere una funzione educativa e contribuire a sviluppare una maggiore consapevolezza nel pubblico.
L’elisir d’amore e il futuro dell’opera
Con questa nuova produzione il Teatro alla Scala e la sua Accademia confermano il valore del Progetto Accademia come ponte concreto tra formazione e professione.
Il palcoscenico del Piermarini diventa così un luogo nel quale i giovani possono completare il proprio percorso confrontandosi direttamente con le esigenze di una grande produzione.
Un’esperienza che coinvolge non soltanto cantanti e musicisti, ma anche tecnici, maestranze, maestri collaboratori e tutte le professionalità che rendono possibile uno spettacolo operistico.
C’è poi un ulteriore elemento significativo: dopo le rappresentazioni della Stagione, l’allestimento de L’elisir d’amore sarà sviluppato in una versione destinata al pubblico più giovane, entrando così nelle iniziative attraverso le quali il Teatro alla Scala promuove la diffusione dell’opera e la formazione di nuovi spettatori.
Il progetto guarda dunque contemporaneamente al presente e al futuro: da una parte offre ai giovani artisti dell’Accademia la possibilità di vivere una vera produzione scaligera, dall’altra contribuisce a costruire il pubblico dell’opera di domani.
L’elisir d’amore alla Scala: informazioni
L’ELISIR D’AMORE
Melodramma giocoso in due atti di Gaetano Donizetti
Libretto di Felice Romani, da Le Philtre di Eugène Scribe
Edizione critica a cura di Alberto Zedda – Casa Ricordi, Milano
Date:
Sabato 5 settembre 2026 ore 20 ~ Turno Prime Opera
Martedì 8 settembre 2026 ore 20 ~ Turno A
Giovedì 10 settembre 2026 ore 20 ~ Turno G
Sabato 12 settembre 2026 ore 20 ~ Turno D
Lunedì 14 settembre 2026 ore 20 ~ Turno B
Mercoledì 16 settembre 2026 ore 20 ~ Turno C
Direttore: Marco Alibrando
Regia: Maria Mauti
Scene: Marco Rossi
Costumi: Nicoletta Ceccolini
Luci: Peter Van Praet
Movimenti coreografici: Stefania Ballone
Maestro del Coro: Salvo Sgrò
Con L’elisir d’amore, il Progetto Accademia festeggia dunque un traguardo importante e ribadisce la vocazione della Scala a essere, oltre che uno dei grandi templi internazionali dell’opera, anche un luogo nel quale il talento dei giovani può incontrare concretamente la professione e costruire il futuro del teatro musicale.
Crediti Foto: Brescia&Amisano
Prezzi: da 215 a 30 euro
Infotel 02 72 00 37 44
www.teatroallascala.org
