MITO SettembreMusica 2026, a Milano Morricone, Charpentier e la marimba di Adélaïde Ferrière

MITO SettembreMusica 2026 “Harmonia” prosegue a Milano il 10 e 11 settembre con quattro appuntamenti che attraversano epoche, generi e linguaggi musicali apparentemente lontani. Dalle immortali colonne sonore di Ennio Morricone al Barocco francese di Marc-Antoine Charpentier, fino alla marimba e alle percussioni contemporanee della giovane virtuosa francese Adélaïde Ferrière, il Festival costruisce ancora una volta un dialogo tra tradizione, rilettura e sperimentazione.

Due giornate nelle quali il tema di Harmonia, filo conduttore dell’edizione 2026, trova declinazioni differenti: l’armonia non come cancellazione delle differenze e del conflitto, ma come capacità di mettere in relazione mondi diversi.

MITO SettembreMusica 2026: quattro appuntamenti a Milano

Il programma milanese del 10 e 11 settembre propone quattro concerti distribuiti tra Spazio Teatro 89, Teatro Dal Verme e Santeria Toscana 31.

Si parte giovedì 10 settembre con un omaggio a Morricone affidato al Quartetto Pessoa e al pianista, compositore e cantante Tommaso Quaranta.

La sera, invece, il Teatro Dal Verme accoglierà uno degli appuntamenti più attesi del Festival: William Christie e Les Arts Florissants, impegnati in un dittico dedicato a Charpentier.

Venerdì 11 settembre sarà quindi la volta della percussionista Adélaïde Ferrière, protagonista di due concerti consecutivi alla Santeria Toscana 31: Classical Marimba e Da Rameau all’elettronica.

Omaggio a Ennio Morricone: il cinema entra nella musica da camera

Giovedì 10 settembre alle ore 16, allo Spazio Teatro 89, MITO propone Omaggio a Morricone, un concerto nel quale il repertorio cinematografico incontra la musica da camera.

Protagonisti saranno il Quartetto Pessoa e Tommaso Quaranta al pianoforte e alla voce.

Il programma comprende alcuni dei temi più celebri composti da Ennio Morricone per il cinema: C’era una volta in America, La leggenda del pianista sull’oceano, Malena, Il buono, il brutto e il cattivo, Nuovo Cinema Paradiso, The Mission e C’era una volta il West.

Le musiche da film sono state arrangiate per quartetto d’archi e pianoforte da Massimiliano Gucci.

A completare il programma arrivano Il tema e La Valse d’Amélie di Yann Tiersen, La cura di *Franco Battiato e La donna cannone di Francesco De Gregori, interpretate vocalmente da Tommaso Quaranta, insieme a quattro sue composizioni: Bilico, Salire, Meccanismi e Tango Libero.

Il risultato è un programma costruito sulla permeabilità dei linguaggi, nel quale la musica per il cinema dialoga con la canzone d’autore e con la composizione contemporanea.

Il Quartetto Pessoa e un legame speciale con Morricone

Il rapporto del Quartetto Pessoa con la musica di Morricone ha anche una storia particolare.

La formazione, composta da Marco Quaranta e Rita Gucci ai violini, Achille Taddeo alla viola e Marco Simonacci al violoncello, lavora da oltre vent’anni sul dialogo tra repertorio classico e linguaggi differenti.

Nel 2018, insieme a Leandro Piccioni, collaboratore e pianista di Morricone, il Quartetto ha eseguito le celebri colonne sonore del compositore negli studi di Cinecittà, alla presenza dello stesso Morricone.

Dal 2024 la formazione collabora con Tommaso Quaranta, dando vita a un incontro artistico che trova nel concerto di MITO una nuova espressione.

William Christie e Les Arts Florissants: il ritorno alle origini

Sempre giovedì 10 settembre, ma alle ore 20 al Teatro Dal Verme, arriva uno degli appuntamenti più prestigiosi della tappa milanese di MITO.

William Christie dirige Les Arts Florissants e i giovani cantanti diplomati alla dodicesima edizione dell’Académie Le Jardin des Voix in un dittico interamente dedicato a Marc-Antoine Charpentier.

In programma Les Arts florissants H. 487, Idylle en Musique del 1685, e La Descente d’Orphée aux Enfers H. 488, petit opéra in due atti del 1686.

La regia è firmata da Marie Lambert-Le Bihan e Stéphane Facco, mentre le coreografie sono di Martin Chaix, con Eleanor Freeman assistente alla coreografia. La co-direzione dell’Académie Le Jardin des Voix è affidata a Paul Agnew.

Un cerchio che si chiude dopo quasi mezzo secolo

La presenza di William Christie assume un valore particolare.

Quando nel 1979 fondò il proprio complesso, il direttore e clavicembalista americano naturalizzato francese decise infatti di chiamarlo proprio Les Arts Florissants, ispirandosi al titolo dell’opera di Charpentier.

Quasi mezzo secolo dopo, Christie torna dunque a dirigere quella stessa composizione con l’ensemble che porta il suo nome.

Una scelta che si inserisce perfettamente nel percorso artistico di un musicista che ha avuto un ruolo fondamentale nella riscoperta e nella nuova fortuna internazionale del repertorio barocco francese.

La musica contro la guerra e la discordia

Les Arts florissants mette in scena un’allegoria nella quale Musica, Pittura, Poesia e Architettura, minacciate da Guerra e Discordia, trovano nella Pace la possibilità di tornare a fiorire.

Il soggetto entra in un rapporto diretto con il tema scelto da MITO per l’edizione 2026.

Harmonia, infatti, non viene intesa come semplice cancellazione del conflitto, ma come capacità di ricomporre ciò che è diviso.

È un’idea che trova nella musica barocca di Charpentier una dimensione particolarmente suggestiva, attraverso una rappresentazione nella quale le diverse arti diventano parte di uno stesso racconto.

Orfeo, Euridice e il potere della musica

La seconda opera, La Descente d’Orphée aux Enfers, affronta invece uno dei miti più potenti della tradizione musicale occidentale: Orfeo.

Dopo la morte di Euridice, il canto del protagonista riesce a placare i tormenti degli Inferi e a commuovere persino Plutone, che concede alla giovane di tornare alla luce a condizione che Orfeo non si volti a guardarla.

Charpentier interrompe però la composizione prima dell’epilogo, lasciando il mito sospeso.

Musica, teatro e danza confluiscono nella produzione, con i cantanti chiamati a partecipare anche alla costruzione scenica attraverso gesto, fisicità e parola.

Le Jardin des Voix: i giovani talenti incontrano i grandi maestri

Il concerto di Christie porta con sé anche un importante significato legato alla formazione delle nuove generazioni di cantanti.

Le Jardin des Voix, fondato dallo stesso Christie nel 2002, seleziona giovani interpreti del repertorio barocco provenienti da tutto il mondo e li accompagna in un percorso formativo che culmina in una tournée internazionale insieme a Les Arts Florissants.

La tappa milanese di MITO diventa quindi anche un momento di incontro tra esperienza e talento emergente.

Adélaïde Ferrière: la marimba conquista il centro della scena

Venerdì 11 settembre il Festival cambia completamente atmosfera.


Alla Santeria Toscana 31, la protagonista sarà Adélaïde Ferrière, giovane percussionista francese nata nel 1996, che proporrà due programmi consecutivi dedicati a strumenti e repertori differenti.

Il primo appuntamento è alle ore 16 con Classical Marimba.

Un programma nel quale uno strumento normalmente collocato ai margini del repertorio classico viene portato al centro della scena attraverso un percorso che attraversa Philip Glass, Keiko Abe, Bach, Paganini, Debussy e Gershwin.

In programma Opening da Glassworks di Glass, Dream of the Cherry Blossoms di Keiko Abe, un nuovo brano per marimba della stessa Ferrière, la Ciaccona in re minore di Bach nella trascrizione pianistica di Ferruccio Busoni, il Capriccio n. 24 di Paganini, l’Arabesque n. 1 di Debussy e la Rhapsody in Blue di Gershwin.

Tutte le trascrizioni per marimba sono firmate dalla stessa Ferrière.

Da Bach a Gershwin: una marimba dai mille volti

Il programma permette di scoprire le straordinarie possibilità melodiche, polifoniche e timbriche della marimba.

Dalla scrittura ipnotica e reiterativa di Philip Glass alla poesia giapponese di Keiko Abe, dalla monumentale Ciaccona bachiana, già trasformata da Busoni dal violino alla tastiera e qui nuovamente reinventata, fino al virtuosismo di Paganini.

Poi le atmosfere sospese di Debussy e l’energia modernista di Gershwin.

Un percorso nel quale la trascrizione non è una semplice operazione tecnica, ma diventa uno strumento creativo capace di cambiare prospettiva a musiche già conosciute.

Da Rameau all’elettronica: il volto contemporaneo delle percussioni

Alle ore 20, sempre alla Santeria Toscana 31, Ferrière tornerà sul palco con Da Rameau all’elettronica.

La prima parte conserva il focus sulla marimba attraverso le sue trascrizioni da Jean-Philippe Rameau – Allemande, L’Indifférente e L’Égyptienne dalle Nouvelles Suites de Clavecin – e dal Concerto in la minore BWV 593 di Bach, a sua volta trascrizione del Concerto op. 3 n. 8 di Vivaldi.

Poi il programma entra nel Novecento e nella contemporaneità.

Arrivano John Cage con Composed Improvisation per tamburo rullante, John Psathas con One Study, One Summary, Javier Álvarez con Temazcal e Iannis Xenakis con Rebonds.

Una progressione che porta il pubblico dalla tradizione alla sperimentazione elettronica, dall’improvvisazione alle nuove forme del ritmo.

Adélaïde Ferrière, una protagonista della nuova scena musicale

Adélaïde Ferrière si è già esibita in importanti sedi internazionali, dalla Philharmonie e dall’Opéra National di Parigi al Mozarteum e al Festival di Salisburgo, fino al Teatro Argentina di Roma.

Ha collaborato come solista con orchestre quali l’Orchestre National de France e l’Orchestre Philharmonique de Radio France.

Nel 2017 è stata nominata “Rivelazione Solista Strumentale” ai Victoires de la Musique Classique e nel 2026 è stata nuovamente candidata nella categoria “Solista Strumentale”.

Nel dicembre 2025 è stata inoltre invitata a esibirsi al banchetto del Premio Nobel a Stoccolma, partecipando alla prima mondiale di un brano di Jacob Mühlrad.

La doppia presenza a MITO rappresenta quindi un’occasione per conoscere da vicino una delle interpreti più interessanti della nuova generazione della percussione.

MITO 2026: l’armonia come incontro tra mondi diversi

I quattro appuntamenti milanesi del 10 e 11 settembre raccontano bene la filosofia di MITO SettembreMusica 2026 “Harmonia”.

Morricone dialoga con la musica da camera e la canzone d’autore. Charpentier riporta al centro il rapporto tra musica, teatro e danza. La marimba di Ferrière trasforma Bach, Paganini, Debussy e Gershwin e li conduce verso una nuova dimensione sonora.

Sono linguaggi differenti che non vengono uniformati, ma messi in relazione.

Ed è forse proprio questa la forza del Festival: costruire ponti senza cancellare le differenze, permettendo al pubblico di passare da un universo musicale all’altro con curiosità e apertura.

Gli appuntamenti del 10 e 11 settembre a Milano

Giovedì 10 settembre – ore 16
Spazio Teatro 89
Omaggio a Morricone
Quartetto Pessoa e Tommaso Quaranta
Biglietti: € 7

Giovedì 10 settembre – ore 20
Teatro Dal Verme
Les Arts Flo | Orphée
Les Arts Florissants, William Christie e solisti diplomati alla dodicesima edizione di Le Jardin des Voix
Biglietti: € 15, € 10

Venerdì 11 settembre – ore 16
Santeria Toscana 31
Classical Marimba
Adélaïde Ferrière
Biglietti: € 7

Venerdì 11 settembre – ore 20
Santeria Toscana 31
Da Rameau all’elettronica
Adélaïde Ferrière
Biglietti: € 10

www.mitosettembremusica.it

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ticketone.it (concerti a Milano)
vivaticket.it (concerti a Torino)

Milano
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biglietteria@fpct.it
La biglietteria è aperta tutti i giorni, ore 10.30 – 18

Se ancora disponibili, i biglietti saranno messi in vendita anche il giorno del concerto, a partire da 45 minuti prima dell’inizio presso la biglietteria della relativa sede.