Alla Sagra te la fucazza un lenzuolo bianco con la scritta “L’amore non è possesso” raccoglie i pensieri di donne e uomini contro la violenza. I messaggi saranno consegnati alla famiglia di Lorena.
Che l’atroce fine di Lorena sia destinata a restare una ferita incancellabile nel Salento lo dimostrano i tanti gesti con cui, a distanza di giorni dalla tragedia, comunità, istituzioni e cittadini continuano a ricordarla.
Dopo il gesto dell’Unione Sportiva Lecce allo stadio, anche durante un appuntamento apparentemente lontano dai drammi della cronaca, come la “Sagra te la fucazza” di Lequile, si è scelto di fermarsi, ricordare e soprattutto riflettere.

La presidente della Pro Loco di Lequile, Anna Maria Rollo, insieme alle organizzatrici e agli organizzatori della manifestazione, ha voluto creare uno spazio dedicato alla memoria di Lorena. Un gesto semplice, quasi disarmante nella sua immediatezza: all’inizio del percorso che conduceva agli stand è stato allestito un piccolo spazio con un lenzuolo bianco, sul quale campeggiava una scritta rossa destinata a diventare il filo conduttore dell’iniziativa:
“L’amore non è possesso”.
Accanto al lenzuolo, l’invito a lasciare un pensiero. E quei pensieri, affidati a piccoli biglietti, sono diventati una testimonianza collettiva contro la violenza.
“Non vogliamo giustizia dopo il massacro. Vogliamo restare vive”

Le parole lasciate sul lenzuolo raccontano rabbia, dolore, paura, ma anche la necessità di cambiare una cultura che troppo spesso confonde l’amore con il possesso e il rifiuto con un torto da punire.
Tra i messaggi più forti c’è quello che afferma:
“Bisogna cambiare le leggi perché le bare restano. Non vogliamo giustizia dopo il massacro. Vogliamo restare vive”.
Una frase che racchiude il senso più profondo dell’iniziativa: non limitarsi a ricordare una vittima dopo che la violenza ha già prodotto il suo esito irreparabile, ma interrogarsi su ciò che può essere fatto prima.
E ancora:

“Dover trovare il coraggio per dire di no, è già violenza”.
“L’amore non è dovere”.
“L’amore non si dimostra con la violenza”.
Sono parole semplici, ma proprio per questo capaci di arrivare direttamente al cuore del problema.
“L’amore non è possesso”: il messaggio di Lequile
Tra i pensieri compare anche una riflessione sul significato autentico dell’amore:
“L’amor non è possesso. Se una persona ama un’altra deve essere felice per lei”.
E ancora:
“L’amore è libertà di poter lasciare quello che non ti rende più felice”.
Messaggi che trasformano quel piccolo spazio allestito all’ingresso della sagra in un luogo di riflessione collettiva. Non un palco, non una celebrazione formale, ma un lenzuolo bianco sul quale chiunque poteva affidare una parola.
A scrivere sono state donne e uomini, a conferma del fatto che il contrasto alla violenza non può essere considerato una battaglia che riguarda soltanto le donne. È una responsabilità dell’intera comunità.
Il sindaco Vincenzo Carlà: “La morte di Lorena è una ferita incancellabile”
A sottolineare il sentimento della comunità di Lequile è il sindaco Vincenzo Carlà.
“Sono rimasto sconvolto dalla tragedia che ha colpito Lorena, che la nostra comunità sente come se fosse sua figlia”, racconta il primo cittadino.
Il Comune ha partecipato ufficialmente ai funerali e ha voluto essere presente anche nel percorso di riflessione successivo alla tragedia.
“La morte di Lorena è una ferita incancellabile che ci deve spingere ad unire le forze perché simili tragedie non debbano più accadere”, sottolinea Carlà.
È proprio questo il passaggio che lega il dolore alla responsabilità collettiva: ricordare Lorena significa anche non lasciare che la sua storia venga assorbita dal tempo e dalla cronaca.
Patrizia Buttazzo: “Quel lenzuolo realizzato con massima sacralità”

L’assessore ai Servizi Sociali, Patrizia Buttazzo, parla del lenzuolo come di un gesto compiuto con particolare attenzione e rispetto.
“Abbiamo realizzato quel lenzuolo con la massima sacralità e il massimo rispetto”, sottolinea.
Un’affermazione che restituisce il senso dell’iniziativa: nessuna ricerca di clamore, ma la volontà di creare uno spazio nel quale il dolore potesse trasformarsi in consapevolezza.
Anna Maria Rollo: “Ci siamo dedicate alla sagra anche con una certa angoscia”
Anche per chi ha organizzato la manifestazione non è stato semplice andare avanti come se nulla fosse accaduto.
“Ci siamo dedicate all’organizzazione della sagra anche con una certa angoscia pensando a Lorena”, rivela la presidente della Pro Loco Anna Maria Rollo.
La decisione di predisporre quello spazio è nata dunque dalla necessità di tenere insieme due dimensioni apparentemente inconciliabili: la vita quotidiana della comunità e il dolore per una tragedia che quella stessa comunità ha sentito profondamente.
E i messaggi raccolti hanno aggiunto un ulteriore elemento di inquietudine.
“Alcuni bigliettini lasciano pensare che chi li ha scritti stia vivendo una situazione di violenza e altri sono molto forti. Li conservo tutti”, racconta Rollo.
Quelle parole non sono rimaste semplicemente appese a un lenzuolo. Sono state raccolte e custodite.
“Il NO non è una condanna, ma una scelta che bisogna rispettare”
Tra i messaggi c’è anche quello firmato da Gioele:
“Il NO non è una condanna, ma una scelta che bisogna rispettare da ambe le parti”.
E poi un invito a non restare in silenzio:
“Esprimiti in ogni occasione, non tenere il silenzio dentro, perché fa male”.
Un’altra frase colpisce per la sua semplicità:
“E ricorda che è vietato morire”… Le donne sono libere, non oggetto dell’uomo. Ciao Lorena ti ricorderò sempre”.
Sono pensieri diversi tra loro, ma tutti convergono verso lo stesso principio: l’amore non può mai diventare controllo, obbligo, possesso o violenza.

I messaggi saranno consegnati alla famiglia di Lorena
Il gesto di Lequile non si conclude con la fine della sagra.
I bigliettini saranno tutti consegnati alla famiglia di Lorena, perché quelle parole possano arrivare alle persone che più di tutte stanno vivendo il dolore della perdita.
Resterà così una testimonianza scritta di ciò che una comunità ha sentito il bisogno di dire: attraverso poche parole, spesso semplici, talvolta durissime, ma accomunate dal desiderio di trasformare una tragedia in una presa di coscienza.
Il lenzuolo bianco con la scritta “L’amore non è possesso” è stato un gesto piccolo, ma dal significato enorme.
Perché ricordare Lorena non significa soltanto piangerne la morte. Significa anche ribadire, ancora una volta, che nessuna forma di amore può giustificare la violenza e che ogni persona deve essere libera di scegliere, di dire no, di lasciare e di vivere.

Carmen Mancarella, giornalista professionista da 38 anni, è direttrice responsabile della rivista di turismo e cultura del Mediterraneo Spiagge e della casa editrice Mancarella editore collegata al sito www.mediterraneantourism.it. Vive e lavora nel Salento.
Laureata in Scienze Politiche ha imparato l’ABC del giornalismo occupandosi di cronaca bianca, nera e giudiziaria, per La Gazzetta del Mezzogiorno, Quotidiano di Puglia, Leccesera e la Repubblica.
Nel 2001, partendo dalla bellezza della propria terra, il Salento ha indirizzato la sua professione verso il giornalismo turistico e la promozione territoriale, fondando la rivista di turismo e cultura del Mediterraneo Spiagge, un atto d’amore verso il Salento.
Collabora con Bell’Italia, In Viaggio e Di Più del gruppo Cairo editore. Ha scelto e proposto storie e location per le importanti trasmissioni tv Bell’Italia in Viaggio de La7, Linea Blu e Linea Verde Orizzonti per RAI UNO, Gulliver di Alma Travel TV.
Ha scritto tre libri: Le orme di Giovanni Paolo II nel Salento (2005), 16 Storie di Successo (2019) e Experience Marketing (2021).
Più volte premiata dai Comuni di cui ha curato la promozione, ha organizzato 19 eventi-conferenze stampa a Milano, sette a Berlino e tre a Parigi e ben 70 educational per giornalisti nel Salento (cinque in Calabria) ospitando qualcosa come oltre mille giornalisti, esperti in eventi, moda e turismo.
Alla sua storia professionale è stato dedicata una tesi di laurea in Valorizzazione dei Sistemi turistici presso UniCal (2017), tesi divenuta un libro: Strategie di comunicazione per una destinazione vincente. Il caso Puglia di Ana Maria Stan (2021).
FB Carmen Mancarella Cultura&Turismo
YOU TUBE Carmen Mancarella
spiaggepuglia@gmail.com
www.mediterraneantourism.it
spiaggepuglia@gmail.com
www.mediterraneantourism.it

