William Klein ha cambiato per sempre il modo di fotografare la città. Considerato uno dei protagonisti più innovativi della fotografia del Novecento, l’artista americano non guarda il mondo urbano da una distanza rassicurante: ci entra dentro, ne attraversa il caos, ne segue i movimenti e ne restituisce la vitalità attraverso immagini fisiche, rapide, ironiche e profondamente personali.
È da questo rapporto diretto con lo spazio urbano che nasce “Le mie città”, la mostra che M77 Gallery presenta negli spazi di via Mecenate a Milano dal 22 settembre al 14 novembre 2026.
Curata da Alessandra Mauro, la mostra ripercorre il lungo rapporto di Klein con alcune delle città che hanno segnato la sua vita e la sua ricerca artistica. Un itinerario che parte da Milano e attraversa Roma, New York, Parigi, Mosca e Tokyo, componendo una sorta di autobiografia per immagini.
William Klein e le città: un viaggio tra Milano, Roma, New York e Parigi
Le città di William Klein non sono semplicemente luoghi da documentare. Sono organismi vivi, attraversati da persone, rumori, contraddizioni e improvvise esplosioni di energia.
Milano occupa un posto particolare nella sua storia: è qui che, nei primi anni Cinquanta, Klein comincia la propria carriera. Roma, invece, rappresenta un passaggio decisivo. Nel 1956, invitato da Federico Fellini come assistente per un film in preparazione, Klein scopre realmente la propria vocazione fotografica.
Poi c’è New York, la città in cui è nato e nella quale realizza il suo primo straordinario diario visivo. Una New York lontana dalle immagini patinate e dalle convenzioni della fotografia urbana tradizionale, raccontata attraverso una macchina fotografica che sembra muoversi insieme alla folla.
Parigi, città d’adozione nella quale Klein sceglie di vivere, completa un altro capitolo fondamentale della sua ricerca. A queste si aggiungono Mosca e Tokyo, luoghi incontrati in momenti diversi della sua lunga esperienza.
Città differenti, dunque, ma unite da uno stesso sguardo: quello di un fotografo che non si limita a osservare la realtà, ma decide di immergersi nel suo ritmo.

“Le mie città”, oltre 60 fotografie in bianco e nero
Il percorso espositivo presenta oltre 60 immagini.
Al piano terra della galleria, la mostra raccoglie una selezione delle sue più significative visioni urbane in bianco e nero. Sono fotografie nelle quali la città appare spesso irregolare, movimentata, sorprendente.
Klein rompe le distanze tra fotografo e soggetto. La strada diventa il suo spazio di ricerca e la fotografia uno strumento capace di cogliere la realtà mentre accade.
Le sue immagini sembrano infatti nascere direttamente dal movimento: persone, architetture, insegne e situazioni quotidiane entrano nell’inquadratura senza perdere la propria energia.
È una fotografia che non cerca necessariamente la perfezione formale, ma la verità del momento, anche quando questa è caotica, scomposta, ironica o provocatoria.
Dalla strada alla moda: il fashion secondo William Klein
Il percorso della mostra prosegue al primo piano, interamente dedicato al lavoro di William Klein nella moda.
Qui il bianco e nero lascia spazio al colore e il mondo del fashion viene affrontato con la stessa libertà con cui il fotografo ha osservato le strade delle grandi metropoli.
Klein porta infatti le modelle fuori dallo studio, immergendole nella vita quotidiana. Taxi, semafori, passanti e architetture diventano parte integrante delle immagini.
La fotografia di moda si trasforma così in un racconto nel quale quotidiano e messa in scena convivono.
Le modelle non sono più semplicemente soggetti da fotografare in un ambiente controllato: diventano protagoniste di una scena urbana, immerse nello stesso mondo che Klein aveva già raccontato attraverso la fotografia di strada.
È proprio questa capacità di abbattere i confini tra generi a rendere ancora oggi così contemporaneo il suo lavoro.
William Klein, dalla fotografia al cinema
Il primo piano della mostra ospita anche un importante documento audiovisivo: un video realizzato dallo stesso William Klein nel 2005, in occasione della sua mostra al Centre Pompidou.
Il film propone una selezione dei suoi corti e dei suoi lavori cinematografici, dal primo Broadway by Light, realizzato nel 1958, fino alla Trilogia sui neri d’America.
Anche attraverso il cinema emerge la natura radicale della sua ricerca.
Il montaggio mescola temi e stili, dialoghi veloci e musica, costruendo una visione critica della società dei media e del modo in cui immagini, informazione e spettacolo contribuiscono a costruire la realtà contemporanea.
Una mostra che racconta il Novecento attraverso lo sguardo di Klein
Le mie città non è soltanto una mostra dedicata alla fotografia urbana.
Attraverso Milano, Roma, New York, Parigi, Mosca e Tokyo, il progetto di M77 Gallery ricostruisce infatti un percorso umano e artistico che attraversa alcuni dei luoghi più importanti della vita di William Klein.
La città diventa il filo conduttore di una ricerca che non conosce confini rigidi: fotografia, moda, cinema e cultura visuale dialogano continuamente.
Il risultato è il ritratto di un artista che ha saputo anticipare molti dei linguaggi della fotografia contemporanea, trasformando la strada in un laboratorio creativo e facendo della velocità, dell’ironia e dell’imperfezione strumenti di conoscenza.
A Milano, città che ha rappresentato una delle prime tappe della sua carriera, le immagini di William Klein tornano così a parlare al presente.
“Le mie città” sarà visitabile negli spazi di M77 Gallery, in via Mecenate a Milano, dal 22 settembre al 14 novembre 2026.
Informazioni
“Le Mie Città” di William Klein
Opening: Lunedì 21 settembre ore 19, su invito
Dal 22 settembre al 14 novembre 2026
M77 Gallery, via Mecenate 77
