L’artista fotografato da Casper Kofi al Vittoriale degli Italiani, che per la prima volta apre le sue porte a un editoriale. Musica, identità, cultura e impegno al centro del racconto.
È Ghali il protagonista di una delle copertine del nuovo numero di LOVE Magazine, l’iconica rivista internazionale dedicata alla moda, alla cultura e al lifestyle, rilanciata nel 2025 con una nuova visione editoriale. Un traguardo significativo per l’artista milanese, che diventa il primo artista italiano a comparire sulla cover di LOVE.
Per realizzare l’editoriale, Ghali è stato fotografato da Casper Kofi al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, la monumentale dimora di Gabriele d’Annunzio, oggi tra le case museo più visitate al mondo. Una location scelta non soltanto per il suo valore scenografico, ma anche per il forte legame con la cultura italiana e con una figura, quella di d’Annunzio, che ha fatto dell’arte, dell’immagine e della costruzione del proprio personaggio una parte fondamentale della propria esperienza pubblica.
Per la prima volta il Vittoriale degli Italiani apre le proprie porte per ospitare un editoriale fotografico, creando un incontro particolare tra memoria e contemporaneità, tra una delle figure più complesse della cultura italiana del Novecento e un artista che negli ultimi anni è diventato uno dei protagonisti della musica e della cultura popolare italiana.
Dalla periferia milanese alla scena internazionale
L’intervista, realizzata da Valeria Della Valle, direttrice editoriale di LOVE, ripercorre il percorso personale e artistico di Ghali, dalle origini nella periferia milanese alle radici tunisine, fino alla progressiva affermazione sulla scena musicale italiana e internazionale.
Una carriera costruita attraverso rap, pop e contaminazioni internazionali, che ha portato l’artista a ottenere oltre 60 certificazioni di platino e 21 d’oro, oltre a numerose collaborazioni con artisti internazionali.
Ma il racconto di LOVE non si limita ai numeri del successo discografico. Al centro ci sono soprattutto le esperienze che hanno contribuito a costruire l’identità artistica di Ghali e il suo rapporto con un’Italia profondamente cambiata.
Le sue origini, l’incontro con il rap, le influenze italiane, tunisine e internazionali diventano parte di una formazione nella quale la contaminazione culturale non è un elemento accessorio, ma una componente essenziale.
Un’identità costruita tra culture diverse
Nel racconto emerge una concezione dell’identità lontana dalle categorie rigide. Ghali parla delle proprie radici e della propria esperienza come parte di una realtà italiana nella quale storie, culture e linguaggi differenti convivono e si influenzano reciprocamente.
È una riflessione che attraversa anche la sua musica e che negli anni ha accompagnato alcune delle sue prese di posizione pubbliche.
Le esperienze sul palco del Festival di Sanremo, così come gli interventi su temi quali guerra, cittadinanza e inclusione, fanno parte di un rapporto diretto con il dibattito pubblico. Un rapporto che, come racconta l’articolo, non è sempre semplice e che ha spesso portato Ghali al centro di discussioni che hanno superato i confini della musica.
L’artista rivendica però una concezione dell’arte come spazio di incontro: un luogo nel quale culture differenti possono dialogare, contaminarsi e trovare un linguaggio comune.
Dalla musica al sostegno alle nuove generazioni
L’intervista ripercorre anche la nascita di Sto Records, realtà attraverso la quale Ghali ha scelto di sostenere e accompagnare nuovi talenti.
È un ulteriore tassello di una visione della musica che non si esaurisce nella dimensione individuale del successo. La scena musicale diventa anche un ambiente nel quale creare opportunità, condividere esperienze e dare spazio a nuove generazioni di artisti.
Il percorso personale e quello professionale finiscono così per intrecciarsi: la periferia milanese, le radici tunisine, il rap, le influenze internazionali e il rapporto con l’Italia contemporanea diventano elementi di una stessa narrazione.
E mentre prepara nuovi progetti musicali, Ghali anticipa anche alcuni dei temi che potrebbero trovare spazio nel prossimo lavoro, proseguendo quella ricerca artistica nella quale musica e riflessione sulla società continuano a dialogare.
Il Vittoriale incontra la contemporaneità
La scelta del Vittoriale degli Italiani per questo servizio fotografico aggiunge un ulteriore livello alla storia.
La casa museo di Gardone Riviera è un luogo fortemente legato alla figura di d’Annunzio e alla costruzione di un immaginario personale nel quale arte, cultura, estetica e dimensione pubblica si sono sempre intrecciate.
Collocare qui Ghali significa creare un confronto tra epoche e linguaggi differenti. Da una parte la memoria di un protagonista della cultura italiana del Novecento, dall’altra un artista contemporaneo che attraverso la musica, la moda e la comunicazione è diventato una delle figure riconoscibili della nuova cultura pop italiana.
È anche questo il senso dell’operazione di LOVE: mettere in relazione mondi diversi e raccontare il presente attraverso persone, immagini e storie capaci di attraversare confini generazionali e culturali.
Un riconoscimento che racconta non soltanto il percorso di un artista, ma anche la crescente dimensione internazionale di una scena italiana capace di dialogare con linguaggi, culture e generazioni differenti.
E il fatto che questo incontro sia stato fotografato proprio al Vittoriale degli Italiani, luogo simbolo della memoria culturale italiana, rende ancora più significativa l’immagine di un artista contemporaneo che porta nella propria musica un’Italia plurale, meticcia e in continua trasformazione.
Sebastiano Di Mauro nasce ad Acireale (CT) nel 1954 dove ha vissuto fino a circa 18 anni. Dopo si trasferisce, per brevi periodi, prima a Roma, poi a Piacenza e infine a Milano dove vive, ininterrottamente dal 1974. Ha lavorato per lunghi anni alle dipendenze dello Stato. Nel 2006, per strane coincidenze, decide di dedicarsi al giornalismo online occupandosi prima di una redazione a Como e successivamente a Milano e Genova, coordinando diverse redazioni nazionali. Attualmente ha l’incarico di caporedattore di questa testata e coordina anche le altre testate del Gruppo MWG e i vari collaboratori sul territorio nazionale.
