Juventus in crisi: limiti tecnici, assenza di un centravanti titolare e Tudor nel mirino

Negli ultimi dodici mesi la Juventus ha vissuto una parabola discendente che sembra non avere fine. Dalla vittoria per 3-2 a Lipsia nel 2024 al deludente pareggio con il Villarreal un anno dopo, il percorso bianconero è stato un susseguirsi di imprevisti, tra rivoluzioni societarie, infortuni chiave e scelte tecniche discutibili. Oggi il bersaglio delle critiche è Igor Tudor, accusato di non aver dato un’identità precisa alla squadra, ma costretto a lavorare in un contesto fragile e instabile, come già accaduto ad Allegri e Thiago Motta.

Una rosa senza equilibrio e senza leadership

Il problema principale della Juventus resta la mancanza di equilibrio e di personalità. Nonostante alcuni innesti, il centrocampo non ha compiuto il salto di qualità atteso, mentre la difesa continua a reggersi soprattutto sulle prestazioni di Bremer.

L’attacco, però, è la vera emergenza: manca un centravanti titolare. A differenza delle grandi squadre europee, i bianconeri non hanno un punto di riferimento offensivo affidabile.

Jonathan David e Lois Openda, i giocatori più utilizzati in avanti, non hanno convinto. Il canadese fatica ad adattarsi alla Serie A, dove i ritmi sono diversi da quelli della Ligue 1, mentre Openda, nato come seconda punta, sembra poco a suo agio nel ruolo di finalizzatore. E la situazione di Dusan Vlahovic, in scadenza di contratto, è diventata più un problema gestionale che tecnico.

Tudor sotto accusa ma prigioniero di un sistema instabile

Le critiche a Tudor si concentrano soprattutto sulla sua indecisione sul ruolo di centravanti. Ma la realtà è che nessuno tra David, Openda e Vlahovic ha realmente meritato la maglia da titolare.

In più, la Juventus continua a mostrare fragilità mentale: gioca bene solo per un tempo, mentre nell’altro cala vistosamente. I pareggi con Verona, Atalanta e Villarreal hanno confermato questo limite.

Il futuro tra Milan, Real Madrid e nuove soluzioni tattiche

Il vero banco di prova per Tudor arriverà con le sfide contro Milan e Real Madrid. In queste partite non ci sarà più spazio per i dubbi: serviranno certezze, sia sul piano tecnico che su quello psicologico.

Per uscire dalla crisi, il tecnico croato dovrà valutare soluzioni nuove, anche con la difesa a quattro, per ridare compattezza e identità a una squadra che oggi appare incompleta e fragile.

Se non riuscirà nell’impresa, Tudor rischia di diventare l’ennesima vittima di una Juventus ancora alla ricerca di sé stessa.