Derby di Halloween, il Milan stende l’Inter 3-1: Moreira incanta San Siro e i rossoneri si prendono la stracittadina

Una notte da incubo per i nerazzurri, travolti nel primo tempo dalle reti di Pulisic, Rabiot e da una splendida punizione di Moreira. Non basta il gol di Bastoni alla squadra di Chivu, che incassa la prima sconfitta stagionale. Maignan decisivo, Milan padrone del derby.

Nella notte di Halloween, l’Inter vede le streghe e il Milan si prende la scena. Il derby di n Siro si tinge di rossonero con un netto 3-1 che premia una squadra capace di aggredire la partita sin dai primi minuti, sfruttando le incertezze difensive degli avversari e mettendo in mostra una qualità offensiva di grande livello. Pulisic, Rabiot e uno straordinario Moreira firmano il successo milanista, mentre ai nerazzurri non basta la rete di Bastoni per rimettere in equilibrio una sfida nata subito in salita.

Per il Milan è il terzo derby consecutivo vinto in campionato, ma soprattutto una risposta importante dopo la pesante sconfitta casalinga contro il Bologna. Per l’Inter di Chivu, invece, arriva la prima battuta d’arresto stagionale, dopo una serie di vittorie ottenute anche senza prestazioni particolarmente brillanti. Un passo falso che potrebbe costare ai nerazzurri la testa della classifica, con la Lazio impegnata all’Olimpico contro il Cagliari.

I rossoneri, con 21 punti, si riprendono momentaneamente il quarto posto, uno in più del Como, atteso dalla sfida contro il fanalino di coda Venezia.

Il film del derby: un primo tempo spettacolare, poi il Milan controlla

È stata una partita dai due volti: intensa, vivace e ricca di emozioni nella prima frazione, decisamente meno spettacolare nella ripresa, quando la stanchezza e la necessità di gestire il risultato hanno progressivamente abbassato il ritmo.

La vittoria del Milan è meritata. I rossoneri hanno saputo colpire nei momenti decisivi, mentre l’Inter ha pagato a caro prezzo alcune disattenzioni difensive. Determinante anche la prestazione di Maignan, autentico protagonista con interventi che hanno impedito ai nerazzurri di rientrare pienamente in partita. Sul fronte opposto, Martinez non è apparso irreprensibile in almeno due delle tre reti milaniste.

Il Milan si presenta con un 4-4-1-1: Maignan tra i pali; Gila, De Winter, Pavlovic e Diawara in difesa; Moreira, Musah, Modric e Pulisic a centrocampo; Rabiot alle spalle di Ramos. Chivu risponde con un più prudente 3-3-2-1: J. Martinez in porta, Bisseck, Akanji e Bastoni in difesa; Spence, Calhanoglu, Barella e Carlos Augusto a centrocampo; Diouf e Sucic a supporto dell’unica punta Thuram. A sorpresa, Dimarco, Pio Esposito e Bonny partono dalla panchina. Assente per infortunio Lautaro Martinez.

Pulisic e Rabiot colpiscono subito, Bastoni riaccende l’Inter

A pochi giorni dalla presentazione del progetto per il nuovo stadio, il vecchio San Siro si veste a festa per la stracittadina. Sugli spalti è spettacolo, con 77.691 spettatori e un incasso record. Prima del fischio d’inizio, il Milan celebra una delle sue grandi leggende, il brasiliano Ricardo Kakà, inserito nella Hall of Fame del club.

La partita comincia nel modo peggiore per l’Inter. Bastano meno di quattro minuti ai rossoneri per passare in vantaggio: Moreira parte sulla destra, salta Carlos Augusto con un dribbling ubriacante e disegna un cross perfetto per Pulisic, che di testa non lascia scampo a Martinez. Per l’americano è il quarto gol nei derby. Nell’occasione, però, la difesa nerazzurra si fa sorprendere, con Spence e Bisseck che perdono il movimento dell’attaccante.

L’Inter accusa il colpo e al 10′ arriva il raddoppio milanista. Da un calcio d’angolo corto, Moreira serve Rabiot, che con un tocco elegante trova la traiettoria giusta: il pallone sbatte sul palo e termina in rete. Anche in questa circostanza la retroguardia nerazzurra concede troppo spazio al centrocampista francese.

La squadra di Chivu appare inizialmente in balia delle iniziative rossonere, soprattutto di un Moreira incontenibile. Ma l’Inter prova a reagire e il colpo di testa di Carlos Augusto, terminato di poco alto, anticipa la rete che riapre la partita.

Al 22′ è Bastoni a trovare il gol, ancora di testa, sfruttando una spizzata di Akanji sugli sviluppi di un calcio d’angolo. I nerazzurri ritrovano fiducia e aumentano la pressione. Calhanoglu impegna due volte Maignan: prima con una conclusione dalla distanza, poi direttamente da calcio d’angolo. Ci prova anche Diouf dal limite, ma il portiere francese è sempre attento.

La parata più importante arriva poco dopo la mezz’ora, quando Maignan si oppone con un intervento straordinario a una deviazione ravvicinata di Spence, evitando il pareggio interista.

Quando il primo tempo sembra avviarsi verso l’intervallo sul 2-1, il Milan trova ancora la via del gol. Al 43′ Moreira si incarica di una punizione dal limite e disegna una traiettoria splendida, che sorprende Martinez e porta i rossoneri sul 3-1. Una prodezza che suggella una prima frazione di gioco da assoluto protagonista per il giocatore milanista.

Nella ripresa l’Inter spinge, ma il Milan non concede spazi

Dopo l’intervallo, l’Inter prova a cambiare passo e parte con maggiore aggressività. Il Milan, forte del doppio vantaggio, arretra e si affida soprattutto alle ripartenze, cercando di sfruttare gli spazi lasciati dai nerazzurri.

La squadra di Chivu aumenta progressivamente il forcing, ma fatica a trovare precisione nel palleggio e continuità nella manovra offensiva. Nell’area rossonera emerge la solidità di Pavlovic, protagonista di un paio di interventi difensivi decisivi che impediscono agli avversari di accorciare le distanze.

Alla mezz’ora arriva anche un episodio destinato a far discutere: l’arbitro Guida assegna un calcio di rigore all’Inter per un presunto tocco di mano in area di Gila. Il Var interviene, richiama l’attenzione sulla situazione e porta alla correzione della decisione arbitrale: il penalty viene revocato.

Nel finale Chivu prova a giocarsi tutte le carte offensive a disposizione. Entrano Mkhitaryan, Zielinski, Pio Esposito, Dimarco e Bonny, mentre lasciano il campo Diouf, Calhanoglu, Barella, Bastoni e Bisseck.

Anche il Milan ricorre alle sostituzioni per gestire le energie e consolidare il risultato. Cisse, Bartesaghi, Jashari, Terracciano e Hutchinson prendono il posto di Pulisic, Diawara, Musah, Ramos e di uno straordinario Moreira, salutato dalla standing ovation di San Siro.

La musica, però, non cambia. Il Milan continua a controllare la partita, concede poco e mantiene a distanza gli avversari. Anzi, sono ancora i rossoneri a sfiorare il poker con una conclusione dalla distanza di Cisse, respinta con difficoltà da Martinez.

È l’ultima emozione di una serata che si chiude con la festa milanista e l’amarezza nerazzurra.

Milan, una vittoria che vale molto più dei tre punti

Il derby di Halloween consegna al Milan una vittoria importante sotto il profilo della classifica, ma soprattutto per il morale. Dopo il passo falso contro il Bologna, i rossoneri ritrovano convinzione e dimostrano di poter affrontare una delle sfide più attese della stagione con personalità, qualità e concretezza.

Per l’Inter, invece, la sconfitta mette in evidenza alcune fragilità che le precedenti vittorie avevano in parte nascosto. Le disattenzioni difensive del primo tempo e la difficoltà nel trovare soluzioni efficaci nella ripresa rappresentano aspetti sui quali Chivu dovrà lavorare.

C’è poi un dato che rende ancora più amara la serata nerazzurra: l’Inter resta a bocca asciutta per l’ottava stracittadina consecutiva, con un bilancio di sei sconfitte e due pareggi.

A San Siro, nella notte delle streghe, il Milan ritrova il sorriso e si prende il derby. Per l’Inter, invece, è tempo di fare i conti con la prima vera caduta della stagione.