Milano 2 novembre 2026 – Il confine tra realtà e finzione si fa sottile, il linguaggio del cinema e della televisione incontra quello del teatro e l’assurdo diventa uno strumento per raccontare la realtà. È questa la premessa di “Spettacolo Teatrale”, la commedia surreale con cui Maccio Capatonda arriva al TAM Teatro Arcimboldi Milano il 9 novembre 2026 e il 3 febbraio 2027.
Scritto da Marcello Macchia, Paola Pessot e Alessandro Mannucci, lo spettacolo è diretto da Daniele Russo e dallo stesso Maccio Capatonda. Accanto al protagonista saliranno sul palco Angela De Matteo, Alessandra Schiavoni, Peppe Miale, Marika De Chiara, Sergio Del Prete, Davide Mazzella e Manuel Severino.
La produzione è firmata da Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Show Bees e Micidial-House of Comedy.
Una compagnia sull’orlo del fallimento e un’idea fuori dagli schemi
La vicenda prende avvio da una situazione decisamente complicata: un direttore di teatro sull’orlo del fallimento, una compagnia di attori disperati e un palcoscenico minacciato dalla demolizione. Per evitare che tutto finisca, arriva un’idea tanto improbabile quanto geniale: convincere Maccio Capatonda a debuttare in teatro e a salvare così la compagnia.
Da questo presupposto prende forma una commedia metateatrale che gioca continuamente con i livelli della rappresentazione. Maccio dialoga con il proprio alter ego in video, si confronta con le regole e i tempi del palcoscenico e si misura con quella particolare fragilità che appartiene soltanto alla dimensione dal vivo, dove non esistono possibilità di montaggio o di replica perfetta.
Tra equivoci, satira, pubblicità impossibili e improvvise aperture poetiche, lo spettacolo attraversa il mestiere dell’attore, il potere dell’immaginazione e il significato del teatro nel presente. Cinema, televisione e palcoscenico si contaminano fino a trasformare il teatro in un set e il set, paradossalmente, in teatro.

Daniele Russo: «Teatro e Maccio Capatonda erano destinati a incontrarsi»
Nelle note di regia, Daniele Russo racconta come l’idea di questo incontro fosse presente da tempo. Fin dai primi video di Maccio Capatonda apparsi su YouTube, quasi vent’anni fa, il regista aveva intravisto una possibile affinità tra la sua comicità e il linguaggio teatrale.
«La sua comicità surreale, la precisione del linguaggio, il gusto per il nonsense e la deformazione del reale appartengono a una tradizione che in teatro ha radici profonde: da Ionesco a Campanile, dai Monty Python fino a quella forma tutta italiana di comicità “seria”, che gioca con l’assurdo per dire qualcosa di molto vero», scrive Russo.
La scelta di coinvolgere Maccio nasce proprio dalla convinzione che il palcoscenico possa rappresentare per Marcello Macchia un terreno nuovo, nel quale sperimentare e mettere alla prova il proprio linguaggio, il corpo, i tempi e i ritmi della comicità.
Il risultato, nelle intenzioni del regista, è una riflessione ironica e a tratti tenera sul rapporto tra realtà e rappresentazione, tra video e palcoscenico, tra finzione e verità. Un gioco di specchi e rimandi nel quale il pubblico non è chiamato soltanto ad assistere, ma diventa parte di un esperimento comico e umano.
In scena, Maccio è contemporaneamente autore e personaggio, corpo reale e immagine proiettata, attore e idea stessa di attore. È i suoi personaggi più conosciuti, ma anche Marcello, la persona che si nasconde dietro la maschera di Maccio.
Intorno a lui, gli altri interpreti danno vita al mondo del teatro, con le sue contraddizioni, le sue «nobili miserie» e la capacità di reinventarsi continuamente.
«Mi piace pensare che questo spettacolo, dietro la sua comicità, parli proprio di questo: del coraggio di esporsi, di sbagliare, di cercare una verità dentro la finzione», conclude Daniele Russo. Perché, come accade in ogni esperienza teatrale, tutto prende realmente forma soltanto quando il pubblico è presente, vivo, pronto a guardare e a farsi guardare.

Le “Istruzioni per l’uso”: anche andare a teatro diventa uno sketch
A completare il progetto arriva una divertente sezione intitolata “Istruzioni per l’uso – Per chi non sa da che parte si inizia”. Una sorta di manuale ironico destinato a chi deve affrontare, forse per la prima volta, l’esperienza di una serata a teatro.
Con il linguaggio surreale tipico di Maccio Capatonda, vengono spiegate le operazioni fondamentali: scegliere lo spettacolo e acquistare il biglietto, entrare nell’edificio, individuare la propria poltrona seguendo le coordinate di fila e numero, affrontare il momento in cui le luci si spengono e, soprattutto, spegnere il telefono cellulare.
Non manca neppure una guida all’applauso finale e all’uscita dalla sala. Il tutto raccontato come se si trattasse di una procedura complessa, quasi un’impresa da portare a termine seguendo istruzioni precise.
Un ulteriore gioco metateatrale che porta la comicità dello spettacolo anche fuori dalla scena, coinvolgendo idealmente gli spettatori prima ancora che il sipario si apra.
Con “Spettacolo Teatrale”, Maccio Capatonda porta dunque sul palcoscenico il proprio universo creativo, fatto di paradossi, personaggi improbabili e linguaggi deformati, confrontandosi con la dimensione irripetibile del teatro dal vivo. Un appuntamento che promette di mettere in discussione, con ironia, non soltanto le convenzioni dello spettacolo, ma anche il rapporto tra artista, personaggio e pubblico.
TAM – TEATRO ARCIMBOLDI MILANO
Viale dell’Innovazione 20 – Milano
Infoline: mail: boxoffice@teatroarcimboldi.it
BIGLIETTERIA:
– da lunedì a venerdì dalle 14 alle 18
MACCIO CAPOTONDA – SPETTACOLO TEATRALE
Lunedì 9 novembre 2026 ore 21.00
Mercoledì 3 febbraio 2027 ore 21.00
BIGLIETTI
Platea Bassa Gold € 50,00 + prevendita
Platea Bassa € 50,00 + prevendita
Platea Alta € 45,00 + prevendita
I Galleria € 35,00 + prevendita
II Galleria € 28,00 + prevendita
Sono attive riduzioni per possessori TamTogether, convenzionati, over 65, under 14, gruppi.
PREVENDITE
Biglietti disponibili su
Biglietteria TAM: https://teatroarcimboldi.eventim-inhouse.it
TICKETONE: www.ticketone.it
Sebastiano Di Mauro nasce ad Acireale (CT) nel 1954 dove ha vissuto fino a circa 18 anni. Dopo si trasferisce, per brevi periodi, prima a Roma, poi a Piacenza e infine a Milano dove vive, ininterrottamente dal 1974. Ha lavorato per lunghi anni alle dipendenze dello Stato. Nel 2006, per strane coincidenze, decide di dedicarsi al giornalismo online occupandosi prima di una redazione a Como e successivamente a Milano e Genova, coordinando diverse redazioni nazionali. Attualmente ha l’incarico di caporedattore di questa testata e coordina anche le altre testate del Gruppo MWG e i vari collaboratori sul territorio nazionale.
