CINEMOI, una sfida controcorrente per il cinema: nasce a Milano la rivista che difende il pensiero critico

In un tempo storico segnato dalla chiusura delle sale, dalla velocità compulsiva dell’informazione e dal consumo distratto delle immagini, nasce CINEMOI – Volti, storie e voci dal grande schermo, una nuova rivista semestrale gratuita dedicata al cinema. Una scelta coraggiosa e apertamente controcorrente, presentata ieri all’Anteo – Palazzo del Cinema di Milano, che si configura come una vera e propria sfida culturale: riportare il cinema al centro del pensiero, della riflessione e della vita civile.

Fondata da tre donne unite dalla passione per il grande schermoMichela Mancusi, Annamaria Gallo e Antonella Mancusi – CINEMOI prende forma come progetto editoriale radicale, che rifiuta le logiche del trend, del like e della semplificazione. Una “lucida follia”, come è stata definita durante la conferenza stampa, ma anche un atto necessario, che merita di essere sostenuto per amore del Cinema e della cultura.

Alla presentazione è intervenuto anche Emmanuel Conte, Assessore al Bilancio del Comune di Milano, che ha sottolineato come questo sia un anno simbolico per la città sotto molti aspetti, ad esempio ricorre il centenario della morte di Anna Kuliscioff – e nel contesto del tema trattato ha ribadito il sostegno dell’amministrazione a iniziative come CINEMOI, affinché Milano possa rafforzare il proprio ruolo nel panorama cinematografico nazionale, al pari di Roma, nonostante le difficoltà strutturali legate agli spazi spesso dedinati ad altri usi a causa del caro affitti.

Tra le voci presenti, anche quella di Paolo Mereghetti, storico critico cinematografico, che ha ricordato il valore insostituibile della critica come strumento di conoscenza, distinto dalla promozione e dalle dinamiche commerciali. Un cinema che va raccontato “per come è”, non per come vende: un principio che CINEMOI fa proprio, rivendicando il diritto a uno sguardo libero e non allineato.

Come ha spiegato Michela Mancusi, direttrice editoriale, la rivista nasce per chiedere allo spettatore tempo lento, attenzione, profondità. Uno spazio necessario in cui la scrittura diventa luogo di resistenza culturale, capace di entrare anche nelle scuole e nei percorsi formativi, come ha sottolineato Antonio Cataruozzolo, ideatore, direttore e manager didattico della Scuola di Cinema “Zirma Cine Lab”, che ribadiva l’inmportanza di dialogare con le nuove generazioni persino nell’era dell’intelligenza artificiale, ma senza rinunciare alla complessità.

CINEMOI è un oggetto editoriale curato e riconoscibile: 94 pagine, una grafica raffinata firmata da Shibui Creative Studio, una tiratura di circa 10.000 copie e una distribuzione selettiva e gratuita in sale d’essai, festival cinematografici, cineclub e librerie scelte. Ogni numero è pensato come un oggetto da collezione, non come un prodotto usa e getta.

Il primo numero, uscito a dicembre 2025, ha come protagonista di copertina Toni Servillo, ritratto negli scatti di Gianni Fiorito, e propone un viaggio denso e stratificato nel cinema d’autore: omaggi a Pasolini, Visconti e De Sica, riflessioni su autori contemporanei come Sorrentino, Maresco e Di Costanzo, e approfondimenti dedicati a figure fondamentali del cinema come Maya Deren ed Elvira Notari. Completano il numero le potenti fotografie di Letizia Battaglia.

«Custodire il territorio fragile e fertile dell’arte è l’origine di questo progetto», afferma Mancusi. Un patto con i lettori che credono ancora che il cinema sia un esercizio di libertà, non un semplice intrattenimento. Una visione condivisa anche da Annamaria Gallo, direttrice responsabile, che rivendica la necessità di restituire alla critica il suo ruolo: scandagliare il presente, senza compromessi.

In un contesto in cui tutto spinge verso la velocità e l’omologazione, CINEMOI rappresenta una sfida autentica e necessaria. Una scelta controcorrente che merita di essere augurata vincente, perché difendere il cinema come atto di pensiero, fiducia e responsabilità civile significa difendere la cultura stessa.

 

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