Dal 13 al 15 novembre arriva nella Capitale la commedia di David Tristram, diretta da Marco Rampoldi. Un giallo teatrale tra fantasmi, equivoci, ironia e colpi di scena, con un cast di interpreti d’eccezione.
Il teatro incontra il mistero, la commedia si intreccia con il giallo e la realtà finisce per confondersi con la finzione. È questa la formula di “La moglie fantasma”, lo spettacolo di David Tristram che, dopo aver debuttato nella tournée primaverile del 2026, approda a Roma, al Teatro Sistina, dal 13 al 15 novembre, con protagonisti Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo.
Accanto ai due interpreti, un cast composto da Giorgio Verduci, Giorgio Centamore, Roberta Petrozzi e Alessandra Faiella, per una commedia che mescola sapientemente atmosfere brillanti, situazioni paradossali e una trama investigativa ricca di sorprese.
La tournée proseguirà successivamente in numerosi teatri italiani, raggiungendo anche lo Stabile di Verona, il Teatro Celebrazioni di Bologna, il Teatro Gioiello di Torino, il Teatro della Fortuna di Fano e il Teatro Sociale di Bellinzona.
Un fantasma, un delitto e una recita per smascherare l’assassino
Scritta da David Tristram, “La moglie fantasma” nasce dall’incontro di diversi riferimenti teatrali e letterari. Shakespeare, la brillantezza di Spirito allegro, le atmosfere pirandelliane e il gusto investigativo di Agatha Christie si fondono in una costruzione comica che gioca continuamente sul confine tra verità e rappresentazione.
La storia prende avvio da un evento tragico: al termine di una tournée trionfale, una protagonista teatrale viene trovata morta. Il caso viene archiviato come suicidio. Alcol, barbiturici e un rapporto sempre più difficile con il marito, drammaturgo di professione, sembrano confermare questa ricostruzione.
Ma un anno dopo la sua scomparsa accade qualcosa di inatteso. Il fantasma della donna, interpretata da Maria Grazia Cucinotta, torna a manifestarsi davanti all’ex marito, interpretato da Pino Quartullo, rivelandogli di essere stata assassinata da un collega della compagnia.
La donna convince così il marito a mettere in atto un piano per individuare il responsabile. L’idea prende spunto dalla celebre rappresentazione dell’Amleto: convocare tutti gli attori presenti alla festa dell’ultima sera e sottoporli alla lettura di un copione ispirato proprio agli avvenimenti di quella notte.
Con l’aiuto del suo più caro amico, interpretato da Giorgio Verduci, il drammaturgo riunisce gli altri componenti della compagnia, interpretati da Giorgio Centamore, Roberta Petrozzi e Alessandra Faiella, quest’ultima nel ruolo della storica rivale della protagonista.
Attraverso le reazioni degli attori durante la lettura, il gruppo dovrà riuscire a individuare il colpevole e permettere così al fantasma di liberarsi dal limbo nel quale è rimasto intrappolato.
Tra ironia, teatro nel teatro e colpi di scena
Da questo momento prende forma una rappresentazione giocata su equivoci, incredulità e situazioni sempre più paradossali. La recita diventa un’indagine, mentre gli interpreti si ritrovano a confrontarsi con le proprie fragilità, le rivalità professionali e le piccole vanità che caratterizzano il mondo dello spettacolo.
Il meccanismo del teatro nel teatro alimenta un gioco di scatole cinesi nel quale diventa progressivamente difficile distinguere ciò che appartiene alla realtà da quello che è soltanto finzione scenica.
Il ritmo cresce attraverso continui cambi di prospettiva e colpi di scena, fino a un finale parossistico nel quale il mistero si intreccia definitivamente con la comicità.
Una commedia che, dietro la leggerezza della trama e il divertimento delle situazioni, rende omaggio al mestiere dell’attore e alla capacità del teatro di reinventarsi continuamente, trasformando persino una storia di morte in un’esperienza sorprendentemente vitale.
Crediti foto @Andrea Lisco
Sebastiano Di Mauro nasce ad Acireale (CT) nel 1954 dove ha vissuto fino a circa 18 anni. Dopo si trasferisce, per brevi periodi, prima a Roma, poi a Piacenza e infine a Milano dove vive, ininterrottamente dal 1974. Ha lavorato per lunghi anni alle dipendenze dello Stato. Nel 2006, per strane coincidenze, decide di dedicarsi al giornalismo online occupandosi prima di una redazione a Como e successivamente a Milano e Genova, coordinando diverse redazioni nazionali. Attualmente ha l’incarico di caporedattore di questa testata e coordina anche le altre testate del Gruppo MWG e i vari collaboratori sul territorio nazionale.


