Erasmus 2028-2034, Lara Magoni: «Più risorse per lo sport e opportunità per i giovani»

Dopo l’intervento in plenaria a Strasburgo, l’eurodeputata di Fratelli d’Italia e relatrice ombra in Commissione Cultura e Istruzione per il gruppo ECR rilancia il valore di Erasmus: educazione, volontariato, inclusione e partecipazione come strumenti per contrastare la violenza e costruire un’Europa più consapevole.

Investire nei giovani significa offrire loro opportunità concrete di crescita, formazione e partecipazione alla vita della società. È questo il messaggio rilanciato da Lara Magoni, eurodeputata di Fratelli d’Italia e relatrice ombra in Commissione Cultura e Istruzione per il gruppo ECR, intervenuta il 21 ottobre in plenaria a Strasburgo sul futuro del programma Erasmus per il periodo 2028-2034.

Al centro del suo intervento, il rafforzamento delle risorse destinate allo sport, la valorizzazione del volontariato e l’ampliamento delle opportunità per le nuove generazioni. Obiettivi che, secondo Magoni, devono accompagnarsi a un impegno concreto per rimuovere gli ostacoli economici e sociali che ancora limitano l’accesso ai programmi europei, garantendo anche agli studenti con disabilità percorsi accessibili e adeguati strumenti di sostegno.

«In un’Europa in cui troppe politiche hanno deluso le aspettative dei cittadini, Erasmus continua a rappresentare una delle esperienze più riuscite dell’integrazione europea. È un investimento concreto sui giovani, sulla conoscenza e sulla capacità di costruire una società in cui lo scambio culturale sia un’occasione di crescita», dichiara l’eurodeputata.

Erasmus, da 3.200 studenti a oltre 16 milioni di partecipanti

Dal suo avvio nel 1987, quando furono appena 3.200 gli studenti a partire per un’esperienza di studio all’estero, Erasmus è diventato uno dei programmi più riconoscibili dell’integrazione europea. Secondo i dati richiamati da Magoni, oltre 16 milioni di persone hanno preso parte a questa esperienza, che nel corso degli anni ha ampliato il proprio raggio d’azione, favorendo la mobilità, l’apprendimento e lo scambio tra culture.

Il valore del programma, sottolinea l’eurodeputata, non si misura soltanto attraverso il numero dei partecipanti, ma anche nella capacità di favorire il dialogo, superare i pregiudizi e sviluppare una maggiore consapevolezza delle differenze culturali.

«Nel 1987 partivano appena 3.200 studenti. Oggi oltre 16 milioni di persone hanno vissuto questa esperienza. Il valore di Erasmus, però, va ben oltre i numeri: significa conoscere altre culture, superare i pregiudizi, imparare a confrontarsi e ampliare i propri orizzonti. È così che si costruisce un’Europa più consapevole, attraverso esperienze concrete e opportunità che aiutano i giovani a crescere».

In vista del nuovo ciclo di programmazione 2028-2034, la sfida è quindi consolidare questo patrimonio, rendendo le opportunità di mobilità e formazione accessibili a una platea sempre più ampia di giovani.

Più risorse per lo sport e sostegno alla partecipazione

Tra gli aspetti sui quali Magoni rivendica il lavoro svolto in Commissione Cultura e Istruzione figura il rafforzamento del ruolo dello sport all’interno del programma, insieme all’incremento delle risorse destinate al settore e alla valorizzazione delle iniziative di volontariato.

Sport e partecipazione rappresentano, in questa prospettiva, strumenti educativi capaci di promuovere collaborazione, rispetto delle regole, responsabilità individuale e senso di appartenenza. Un approccio che mira a integrare la formazione tradizionale con esperienze pratiche, nelle quali i giovani possano mettere alla prova le proprie capacità e sviluppare competenze utili anche nella vita professionale e sociale.

«Abbiamo lavorato per rafforzare il ruolo dello sport, aumentare in modo significativo le risorse destinate a questo settore, valorizzare il volontariato e sostenere le iniziative che riguardano i giovani. Vogliamo che Erasmus offra opportunità concrete a un numero sempre maggiore di ragazzi», afferma Magoni.

Un obiettivo che richiede anche un’attenzione particolare all’inclusione. Le condizioni economiche e sociali non devono diventare un ostacolo alla partecipazione, così come la presenza di una disabilità non deve precludere l’accesso alle esperienze di mobilità e formazione.

«Per questo è fondamentale rimuovere gli ostacoli economici e sociali alla partecipazione e garantire anche agli studenti con disabilità la possibilità di accedere ai programmi attraverso adeguati strumenti di sostegno e percorsi accessibili. Investire nei giovani significa permettere a ciascuno di sviluppare le proprie capacità, acquisire competenze utili e contribuire attivamente alla società».

Educazione e volontariato come alternative alla violenza

Nel suo intervento a Strasburgo, l’eurodeputata richiama anche il significato educativo di Erasmus alla luce dei recenti episodi di violenza che hanno interessato diverse piazze europee.

Il tema della sicurezza, secondo Magoni, deve essere accompagnato da politiche capaci di investire nella formazione, nella prevenzione dell’intolleranza e nella creazione di occasioni concrete di impegno positivo. Educazione, sport, volontariato e partecipazione possono contribuire a offrire ai giovani alternative alla violenza, favorendo il confronto e la capacità di convivere con opinioni ed esperienze differenti.

«Di fronte a immagini di scontri e devastazioni, dobbiamo ricordare che esiste un’altra strada: quella dell’educazione, del rispetto, dello sport e della partecipazione. Erasmus offre ai giovani strumenti per conoscere la realtà, confrontarsi con chi ha esperienze diverse e diventare cittadini responsabili. La sicurezza è fondamentale, ma occorre anche investire nella formazione e creare occasioni concrete di impegno positivo. La prevenzione dell’intolleranza passa anche dalla capacità di offrire alternative credibili alla violenza».

Il messaggio è quello di affiancare alla tutela della sicurezza un investimento di lungo periodo sulle persone, sulle competenze e sulle relazioni. Un percorso nel quale le istituzioni europee possono svolgere un ruolo importante, sostenendo progetti che favoriscano l’incontro tra culture e la partecipazione attiva alla vita collettiva.