Hartmut Haenchen dirige Orchestra e Coro del Teatro Regio all’Auditorium Giovanni Agnelli

Sabato 23 ottobre alle ore 20.30 la seconda fermata del Regio Metropolitano è all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto con l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio diretti da Hartmut Haenchen, in programma, di Johannes Brahms, Begräbnisgesang (Canto funebre) e Das Schicksalslied (Canto del destino) e, di Anton Bruckner, la Sinfonia n. 3 in re minore “Wagner-Symphonie”. Il Coro è istruito dal maestro Andrea Secchi.

Hartmut Haenchen, nato a Dresda nel 1943 e cresciuto nella ex Germania dell’Est, ha consolidato le sue esperienze musicali non soltanto con le orchestre della DDR ma, malgrado le severe restrizioni del regime, anche con celebri orchestre occidentali, comprese quelle dei Berliner Philharmoniker e del Concertgebouw. Numerose e importanti le sue presenze nei maggiori teatri d’opera; per citare i più importanti: l’Opéra national di Parigi, dove la produzione di Lady Macbeth del Distretto di Mcsenk gli è valsa il Grand Prix de la Critique, il Covent Garden di Londra, La Monnaie di Bruxelles, dove con Parsifal ha ottenuto un altro Prix de l’Europe nel 2010. Il 2016 ha visto il suo debutto a Bayreuth, dirigendo Parsifal per il quale ha avuto trionfali riscontri dal pubblico e dalla stampa internazionale: “miglior debutto da anni”, “sensazionale”, “la stella indiscussa”, “al massimo livello”, “an unforgettable, electrifying performance”… E a Bayreuth è tornato a dirigere Parsifal anche nel 2017. In Italia, nel 2012 ha diretto con grande successo Die Schöpfung all’Accademia Santa Cecilia; Der fliegende Holländer nel 2013, titolo che ha segnato il suo debutto alla Scala; nel 2015, nell’ambito del Festival Anima Mundi, è tornato a dirigere l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia; nel 2016 e nel 2018 ha diretto l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI a Torino. Haenchen ha realizzato oltre 130 registrazioni con diverse orchestre per Berlin Classics, Capriccio, EuroArts, OpusArte, Pentatone, Philips, Sony Classical, Vanguard e ICA Classics. Al suo attivo ha un Diapason d’Or, il premio come “Direttore d’orchestra dell’anno” nel 2017 della rivista Opernwelt. Nel documentario The Skies Over Dresden– trasmesso sia in TV sia nell’ambito del Netherlands Film Festival e Palma d’Oro al 33° Festival Internazionale del Film sull’Arte di Montréal – Haenchen racconta la sua incredibile storia, iniziata sotto le bombe alleate, e la sua straordinaria carriera che la Stasi non è stata capace di compromettere.

Il primo brano in programma è il Canto funebre (Begräbnisgesang) per coro e orchestra, op. 13 di Johannes Brahms. Questa composizione nacque nel 1858 a Detmold, dove il venticinquenne Brahms insegnava pianoforte alle figlie del Principe Lippe-Detmold e istruiva un coro privato alle dipendenze della corte. Il testo è di Michael Weisse, un monaco di Breslau, convertito al luteranesimo, cui si deve l’adattamento e la traduzione in tedesco di molti inni ambrosiani raccolti nel “Libro dei canti dei fratelli boemi” del 1531. L’assenza di ogni accademismo, sostituito dalla calda emozione della voce della tradizione, è affermata dallo stesso Brahms in un passo della lettera che annuncia la composizione all’amico musicista Julius Otto Grimm: «non c’è nemmeno bisogno che ti dica che non ho utilizzato nessun corale o nessuna melodia popolare».

Il concerto prosegue, sempre con Brahms, con Canto del destino (Das Schicksalslied) per coro e orchestra, op. 54. La composizione è datata 1871, tre anni dopo l’esecuzione del primo grande lavoro sinfonico-cora­le di Brahms, ossia Ein Deutsches Requiem: come la Nänie e il Canto delle Parche (su testo di Goethe), anche il Canto del destino affronta il motivo dell’infelicità della sorte umana. In questo caso il testo scelto è un frammento poetico tratto dal romanzo epistolare Hyperion di Friedrich Hölderlin, in cui l’affanno dei mortali viene contrapposto alla pace inscalfibile degli dèi; l’immagine della Grecia, culla della cultura e della bellezza, è ancora una volta ben presente attraverso l’astrazione di un Olimpo senza storia e senza dolore.

Infine, la Sinfonia n. 3 in re minore “Wagner-Symphonie” di Anton Bruckner, tra le sinfonie più largamente e giustamente note, così chiamata in quanto fu dedicata a Wagner, musicista idolatrato e venerato da Bruckner. Della Sinfonia n. 3 Bruckner elaborò più versioni tra il 1873 e il 1889, ed è quest’ultima quella in programma. In origine essa conteneva alcune citazioni di temi dal Tristano, dalla Walkiria e dai Maestri cantori, che Bruckner tolse successivamente, forse su consiglio dello stesso Wagner: questa prima versione non venne mai pubblicata. Rimase però la dedica «al Maestro Richard Wagner in profondissima venerazione». La Sinfonia n. 3 venne eseguita per la prima volta a Vienna il 16 dicembre 1877, direttore lo stesso Bruckner.

Regio Metropolitano si realizza con il fondamentale sostegno di Intesa Sanpaolo, Socio Fondatore del Teatro Regio e con il patrocinio della Città di Torino.

Il prossimo – attesissimo – appuntamento di ottobre con Regio Metropolitano è venerdì 29 ottobre all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” con La vita nuova, cantica di Ermanno Wolf-Ferrari su parole di Dante Alighieri; l’Orchestra, il Coro e il Coro di voci bianche del Regio sono diretti da Donato Renzetti, i cori sono istruiti rispettivamente da Andrea Secchi e Claudio Fenoglio. L’attore Alessandro Preziosi, volto notissimo del cinema e raffinato interprete teatrale, già protagonista di numerosi spettacoli dedicati ad avvicinare il grande pubblico alla figura di Dante è la voce recitante; solisti, il baritono Vittorio Prato e il soprano Angela Nisi. Lo spettacolo viene presentato in occasione dell’Anno di Dante. La produzione sarà disponibile anche sulla piattaforma It’s Art a partire dal 12 novembre.

Si segnala, inoltre, la presentazione del libro di Luca Carlo Rossi L’uovo di Dante, edito da Carocci, che si terrà venerdì 29 ottobre alle 18 al Circolo dei Lettori. Un evento realizzato in collaborazione con il Circolo dei Lettori, nello stesso giorno dell’esecuzione della Vita nuova di Ermanno Wolf-Ferrari. Due occasioni imperdibili per conoscere il padre della lingua italiana.

Ricordiamo che Regio Metropolitano propone anche un ricco programma di mostre. Due quelle già aperte.
All’Archivio di Stato di Torino, fino al 7 novembre, si tiene Regio contemporaneo. L’arte contemporanea incontra l’opera lirica: nell’ambito del programma di Art Site Fest, l’Archivio di Stato ospita il racconto del lungo rapporto che il Teatro Regio ha intrattenuto con l’arte contemporanea. In mostra, immagini, costumi e documenti per un suggestivo percorso offerto ai visitatori. Ingresso libero e info su: archiviodistatotorino.beniculturali.it.
Alla Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino fino all’1 marzo 2022 si tiene Disegnare la Città. L’Accademia Albertina e Torino tra Eclettismo e Liberty. Il Teatro Regio contribuisce con l’esposizione di alcuni costumi che rievocano l’eleganza della Belle Époque, accanto ai progetti originali di Giulio Casanova per il Caffè Baratti & Milano e per il Treno Reale. Info: www.albertina.academy.

BIGLIETTERIA
I biglietti e le card per i concerti e gli spettacoli sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio con orario: da lunedì a sabato 13-18.30 e domenica 10-14 – Tel. 011.8815.241/242. Inoltre, è possibile acquistare i biglietti presso i punti vendita Vivaticket e online su www.teatroregio.torino.it e su www.vivaticket.it, oltre a un’ora prima degli spettacoli presso le relative sedi.

PREZZI BIGLIETTI
Concerto Haenchen: Platea € 20 – Galleria € 15 – Under 30 € 8
La vita nuova: Platea € 30 – Galleria € 20 – Under 30 € 10