Le prime stelle: Gianluigi Toccafondo fa rivivere le dive del cinema muto al MIC di Milano

Cinquanta opere, fotografie d’epoca, immagini in movimento e una rassegna cinematografica per riscoprire le protagoniste dimenticate della Settima Arte. La mostra, inaugurata il 15 ottobre al Museo Interattivo del Cinema, resterà aperta fino al 7 marzo 2027 e anticipa le celebrazioni per gli 80 anni di Cineteca Milano.

Ci sono volti che il tempo sembra aver consegnato all’oblio, ma che continuano a custodire il fascino di un’epoca irripetibile. Sono i volti delle dive del cinema muto italiano, donne che, tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, contribuirono a costruire il mito della Settima Arte, conquistando il pubblico con la loro bellezza, il talento e la forza delle immagini.

A restituire loro colore, movimento e nuova vita è Gianluigi Toccafondo, artista, pittore, disegnatore e regista di fama internazionale, protagonista della mostra Le prime stelle – Le dive italiane che sedussero il cinema, inaugurata giovedì 15 ottobre 2026 al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano.


L’esposizione, che resterà visitabile fino al 7 marzo 2027, propone un viaggio emozionale tra pittura, fotografia e cinema, trasformando le immagini storiche delle attrici in un’esperienza visiva contemporanea. Un percorso che non si limita a celebrare le grandi protagoniste del passato, ma invita anche a riscoprire un universo di interpreti, aspiranti attrici e figure femminili che hanno contribuito alla nascita del divismo cinematografico.

La mostra rappresenta inoltre il primo appuntamento che anticipa idealmente le iniziative con cui Cineteca Milano celebrerà nel 2027 i suoi 80 anni di attività, un traguardo che richiama l’importanza della conservazione e della valorizzazione della memoria cinematografica.

Gianluigi Toccafondo: quando la pittura incontra il cinema

Il cuore dell’esposizione è costituito da cinquanta opere realizzate appositamente da Gianluigi Toccafondo, ispirate alle fotografie di alcune tra le più importanti dive italiane del primo Novecento, diventate stelle nazionali e internazionali.

Le opere trasformano i ritratti in bianco e nero attraverso una ricerca pittorica fatta di colori, metamorfosi e suggestioni visive. Le figure si animano idealmente, sembrano uscire dalla fissità della fotografia e ritrovare una nuova dimensione espressiva. È il linguaggio caratteristico di Toccafondo, artista capace di fondere pittura e cinema d’animazione in un flusso di immagini in continua trasformazione.

Nato a San Marino nel 1965, Toccafondo è riconosciuto per uno stile inconfondibile, nel quale i volti e i corpi si allungano, si deformano e si ricompongono, creando atmosfere oniriche e talvolta inquietanti. Il suo lavoro parte spesso da immagini preesistenti, fotografie o fotogrammi cinematografici, che vengono rielaborati attraverso acrilici, matite e gessetti.

La sua ricerca ha attraversato il cinema d’autore, la cultura popolare, l’illustrazione e la comunicazione pubblicitaria. Tra le sue opere più note figurano i cortometraggi La coda (1989), Pinocchio (1999), Dreamland (2022), premiato con il Nastro d’Argento per la miglior animazione, e La voce delle sirene (2024).

Nel confronto con le fotografie delle dive, l’artista non cancella l’immagine originaria: la interpreta, la amplifica e la fa rinascere attraverso un sentire contemporaneo. Il risultato è un dialogo tra passato e presente nel quale la memoria fotografica diventa materia viva, capace di restituire alle protagoniste del cinema muto una nuova presenza.

Le dive dimenticate e il tesoro fotografico di Vico D’Incerti

La mostra nasce dal prezioso patrimonio conservato nell’archivio di Cineteca Milano. Nel 2024, infatti, la famiglia D’Incerti ha depositato presso l’istituzione una raccolta di circa 150 lastre fotografiche appartenute a Vico D’Incerti, collezionista, storico e filologo del cinema, oltre che regista.

Il fondo costituisce la fonte principale dell’esposizione e restituisce uno spaccato del mondo cinematografico italiano delle origini, attraverso ritratti provenienti da alcuni importanti studi fotografici dell’epoca. Tra questi figurano le opere di Attilio Badodi, fotografo che si trasferì a Milano per ritrarre attori, cantanti, drammaturghi e le nuove dive del cinematografo, e quelle dell’Atelier Fotografico Pinto di Roma, insieme a immagini legate ad altri studi attivi tra Milano, Roma, Bologna e Torino.

La raccolta comprende anche cartoline promozionali e materiali collegati alla nascente industria cinematografica. Documenti che raccontano non soltanto le attrici, ma anche le strategie con cui il cinema costruiva la propria immagine pubblica e alimentava il rapporto con gli spettatori.

Una sala del MIC è dedicata alle fotografie del fondo D’Incerti. Tra i volti da riscoprire figurano Fernanda Fassy, Italia Almirante, Josephine Baker, Isa Bluette, Carmen Boni, Lyda Borelli e Rina De Liguoro. Ogni immagine è accompagnata da un QR code che permette di approfondire la biografia della protagonista raffigurata.

La presenza di queste donne rivela quanto fosse articolato il mondo dello spettacolo nei primi decenni del Novecento. Accanto alle attrici diventate celebri, esisteva infatti una vasta comunità di aspiranti interpreti, ballerine, cantanti, scrittrici e poetesse che guardavano al cinema come a una nuova possibilità artistica e professionale.

Come sottolinea Matteo Pavesi, direttore di Cineteca Milano e curatore della mostra insieme a Toccafondo, il fenomeno divistico non può essere compreso limitandosi ai nomi più noti tramandati dai libri di storia. Il cinema delle origini fu un universo molto più ampio, popolato da numerose donne che cercavano nel nuovo mezzo una strada verso il successo e una forma di espressione.

La raccolta fotografica permette così di riaprire una finestra su quel mondo, riportando alla luce volti rimasti ai margini della memoria ufficiale.

Un museo da attraversare tra immagini, suoni e interattività

Le prime stelle – Le dive italiane che sedussero il cinema è concepita come un’esperienza che coinvolge l’intero spazio museale. Le opere di Toccafondo accompagnano i visitatori nelle sale e nei corridoi del MIC, mentre fotografie, materiali video e proiezioni costruiscono un percorso in cui la storia del cinema dialoga con l’arte contemporanea.

Un’area è dedicata ai disegni realizzati dall’artista per la sigla di Cineteca Milano, caratterizzata da atmosfere noir. Nel corridoio centrale, i monitor trasmettono materiali video firmati dallo stesso Toccafondo, ampliando il percorso espositivo con immagini in movimento.

Particolarmente coinvolgente è la presenza di un monitor touch che riproduce una sorta di “vasca di sviluppo digitale”. Il pubblico può interagire con le fotografie delle dive, ingrandirle e “svilupparle” sullo schermo, scoprendo informazioni sulle attrici ritratte.

La tecnologia diventa così uno strumento di conoscenza e partecipazione, capace di avvicinare il visitatore al patrimonio storico attraverso un’esperienza diretta. Non si tratta soltanto di osservare fotografie d’epoca, ma di entrare in relazione con esse, soffermarsi sui dettagli e scoprire le storie che si nascondono dietro ogni volto.

I cortometraggi di Toccafondo e la rassegna “Doppio sogno in 22 film”

La mostra si arricchisce di una programmazione cinematografica dedicata all’universo creativo dell’artista. Nella sala del museo saranno proiettati alcuni suoi cortometraggi: La coda (1989), La pista (1991), Foto e animazione e La sposa (1992), Le criminel (1993), Pinocchio (1999), Rigoletto (2018), Dreamland (2022) e La voce delle sirene (2024).

Un’occasione per approfondire la ricerca di Toccafondo attraverso opere che mostrano la sua capacità di trasformare le immagini, giocare con le forme e creare universi visivi personali.

Accanto ai cortometraggi, il programma comprende la rassegna “Doppio sogno in 22 film”, articolata in due percorsi di nove titoli ciascuno, dedicati ai film che hanno ispirato l’artista e a quelli che, a loro volta, sono stati scelti da Cineteca Milano in relazione al suo immaginario.

Tra i film preferiti da Toccafondo figurano La donna scimmia di Marco Ferreri, Border – Creature di confine di Ali Abbasi, Lasciami entrare di Tomas Alfredson, Il pianeta selvaggio di René Laloux, Songs My Brothers Taught Me di Chloé Zhao, George Washington di David Gordon Green, Donnie Darko di Richard Kelly, Il tempo dei gitani di Emir Kusturica e L’imbalsamatore di Matteo Garrone.

Il secondo gruppo comprende Nostos – Il ritorno di Franco Piavoli, La palla n° 13 di Buster Keaton, Il mago di Oz di Victor Fleming, Rapina a mano armata di Stanley Kubrick, Nostra signora dei turchi di Carmelo Bene, Un bacio e una pistola di Robert Aldrich, Pinocchio di Giulio Antamoro, Rapsodia Satanica di Nino Oxilia e Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini.

Particolare rilievo assumono le proiezioni dei due film muti Pinocchio, del 1911, e Rapsodia Satanica, del 1917, entrambi accompagnati da musica dal vivo: il primo con l’esecuzione del maestro Antonio Zambrini, il secondo con quella di Francesca Badalini.

Il programma prevede inoltre un appuntamento speciale con il film Messalina di Enrico Guazzoni, del 1923, restaurato da Cineteca Milano e in programma il 15 novembre, in occasione della chiusura del festival Piccolo Grande Cinema.

Tra gli altri appuntamenti cinematografici è previsto anche un Focus Totò, dal 28 al 31 dicembre, con i film a episodi Le streghe e Questa è la vita, oltre a 47 morto che parla di Carlo Ludovico Bragaglia e Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini.

“Le prime stelle for Kids”: il cinema muto raccontato ai bambini

La mostra guarda anche alle famiglie con “Le prime stelle for Kids”, un percorso dedicato a bambine e bambini dai 5 ai 10 anni.

L’iniziativa prevede una visita guidata attraverso l’esposizione, accompagnata da un laboratorio creativo che permette ai più piccoli di avvicinarsi al mondo del cinema e delle immagini attraverso la scoperta e la sperimentazione.

Il prezzo speciale è di 8 euro a persona, sia per gli adulti sia per i bambini.

Le date indicate per gli appuntamenti sono: 18 e 25 ottobre alle ore 16.00; 1, 8, 15, 22 e 29 novembre alle ore 16.00; 6 e 8 dicembre alle ore 16.00.

Un’occasione per trasformare la visita al museo in un’esperienza condivisa, nella quale la storia delle dive e la magia delle immagini diventano strumenti di curiosità e creatività anche per le nuove generazioni.


Vico D’Incerti, il collezionista che contribuì alla memoria del cinema

Dietro le fotografie che hanno ispirato la mostra c’è anche la storia di Ludovico, detto Vico, D’Incerti (Carpi, 1902 – Milano, 1988), figura di grande interesse per la storia della conservazione cinematografica in Italia.

Ingegnere, dirigente d’azienda, numismatico, collezionista e studioso del cinema, D’Incerti coltivò precocemente un interesse per la raccolta e la conservazione dei materiali cinematografici. Dopo essersi laureato in ingegneria meccanica industriale al Politecnico di Torino nel 1925, lavorò per diverse aziende, tra cui Lancia, Magneti Marelli e Ferrania.

Il suo interesse per il cinema lo avvicinò al gruppo che nel 1947 fondò la Cineteca Italiana. Per circa vent’anni fu consigliere e collaboratore attivo di quella prima esperienza cinetecaria italiana, depositando parte delle proprie raccolte personali e contribuendo alla promozione di iniziative culturali e rassegne.

Il fondo fotografico che porta il suo nome rappresenta oggi una testimonianza preziosa di un’epoca in cui il cinema stava costruendo il proprio linguaggio, il proprio pubblico e il sistema di divismo destinato a segnare la cultura popolare del Novecento.

La mostra del MIC restituisce valore a questo lavoro di raccolta e conservazione, dimostrando quanto la memoria cinematografica dipenda anche dalla passione di studiosi e collezionisti che hanno saputo riconoscere l’importanza di immagini destinate, altrimenti, a disperdersi.

Le prime stelle: il passato torna a parlarci attraverso l’arte

Con Le prime stelle – Le dive italiane che sedussero il cinema, Cineteca Milano propone un incontro tra memoria storica e sensibilità contemporanea. Le fotografie del fondo D’Incerti, le reinterpretazioni pittoriche di Gianluigi Toccafondo e il programma di proiezioni costruiscono un percorso che restituisce profondità a un capitolo fondamentale della storia dello spettacolo.

Le protagoniste non sono soltanto icone di bellezza o nomi da recuperare negli archivi: sono donne che hanno abitato un momento di trasformazione culturale, quando il cinema si affermava come una nuova forma d’arte e apriva possibilità inedite per chi desiderava entrare nel mondo dello spettacolo.

Il merito della mostra è anche quello di allargare lo sguardo oltre le figure più celebri, riconoscendo il contributo di tante interpreti rimaste nell’ombra. Grazie al lavoro di Toccafondo, quei volti tornano a parlarci attraverso colori e forme che non cancellano il passato, ma lo rendono nuovamente presente.

Un viaggio nella storia del cinema che diventa anche una riflessione sul valore della memoria: perché ogni immagine conservata può custodire una storia, e ogni storia riscoperta può restituire una voce a chi il tempo aveva quasi dimenticato.

Ingresso al Museo
Intero – 9,00€
Ridotto Cinetessera, studenti universitari, under 25 – 7,00€
Biglietto Family (2 adulti + 1 under 14) – 6,00€ a persona
Ingresso persone disabili e accompagnatore – € 3,50
L’ Abbonamento Musei Lombardia dà diritto all’ingresso gratuito per visitare il MIC nei consueti orari di apertura
Laboratorio e programma “Le prime stelle for kids” – 8,00€ a persona

Prezzi delle proiezioni
Intero: 6,50€
Cinetessera, under 25 e studenti universitari: 5,00€

Orari di vista
Da martedì a domenica – 15.00 – 19.00
Rivista catalogo – 5 euro