Dal 5 all’8 novembre 2026, al Teatro Martinitt di Milano, arriva “Una coppia quasi perfetta”, lo spettacolo scritto e interpretato da Rocco Ciarmoli e Laura De Marchi. Una commedia brillante che attraversa le relazioni sentimentali di tre generazioni, tra incontri online, fragilità affettive e l’irresistibile desiderio di diventare genitori.
Esiste davvero la coppia perfetta? Oggi, forse, la domanda più urgente è un’altra: esiste ancora la coppia? In un mondo dominato dai social network, dalle chat, dalle app di incontri e da relazioni sempre più fluide, costruire un legame duraturo sembra diventato un esercizio complesso, sospeso tra il desiderio di amare e la paura di impegnarsi.
È da questa riflessione, attuale e ricca di spunti comici, che prende le mosse “Una coppia quasi perfetta”, lo spettacolo presentato da Seven Cults Srls, in scena dal 5 all’8 novembre 2026 al Teatro Martinitt di Milano.
Scritta e interpretata da Rocco Ciarmoli e Laura De Marchi, con la collaborazione ai testi di Gianluca Irti, l’aiuto regia di Camillo Ventola e la regia di Laura De Marchi, la commedia affronta con ironia le contraddizioni della vita sentimentale contemporanea. Il risultato è un viaggio tra solitudine, aspettative, desideri e paradossi, nel quale il pubblico può riconoscere le proprie esperienze, sorridere delle debolezze umane e interrogarsi sui cambiamenti che hanno trasformato il modo di vivere l’amore.
Dall’amore ai social: la coppia nell’epoca delle relazioni fragili

Divorzi, siti d’incontri, messaggi, ex che ritornano, amanti occasionali e relazioni senza impegno: il panorama sentimentale contemporaneo offre infinite possibilità, ma non sempre aiuta a trovare quella stabilità affettiva che molti continuano a desiderare.
La commedia porta in scena proprio questo universo contraddittorio, nel quale la ricerca dell’anima gemella si scontra con le difficoltà di comunicare, con la paura della solitudine e con la tendenza a considerare ogni rapporto come qualcosa di facilmente sostituibile.
Attraverso situazioni paradossali e personaggi volutamente sopra le righe, Rocco Ciarmoli e Laura De Marchi mettono in evidenza le strategie, spesso goffe e improbabili, con cui la società contemporanea cerca di salvare la coppia o, almeno, di conservarne l’apparenza.
La risata diventa così uno strumento per osservare comportamenti e contraddizioni che appartengono alla quotidianità. Dietro le situazioni più assurde si nascondono infatti domande concrete: quanto siamo disposti a cambiare per amore? Quali compromessi siamo pronti ad accettare pur di non rimanere soli? E quanto conta, nella costruzione di una relazione, la capacità di accogliere i limiti dell’altro?
Tre generazioni a confronto: dai trentenni ai settantenni

Il racconto si sviluppa attraverso storie che attraversano tre diverse stagioni della vita, mettendo a confronto aspettative, fragilità e modi differenti di intendere una relazione.
I primi protagonisti sono due trentenni soli e nerd, che trasformano un incontro casuale, inizialmente quasi tragico, nell’illusione di aver trovato l’amore. Il loro approccio impacciato e le loro aspettative restituiscono, in chiave comica, le difficoltà di chi cerca un legame autentico in un mondo nel quale le occasioni di incontro sembrano infinite, ma non sempre si traducono in una relazione significativa.
La scena si sposta poi su due cinquantenni ingenui e sprovveduti, che decidono di affidarsi alle piattaforme per incontri senza conoscerne davvero i meccanismi. Il tentativo di orientarsi nel labirinto delle relazioni digitali genera equivoci e situazioni esilaranti, mostrando quanto la tecnologia possa avvicinare le persone e, allo stesso tempo, rendere più complicata la comprensione reciproca.
Infine, arrivano Luciana e Ubaldo, una coppia settantenne che condivide da oltre quarant’anni gioie, difficoltà e cambiamenti. Dopo una vita trascorsa insieme e molti anni di pensione, i due sembrano aver raggiunto una condizione di serenità e pacificazione. La loro quotidianità appare consolidata, priva di grandi scossoni e apparentemente immune alle inquietudini che agitano le generazioni più giovani.
Eppure, proprio quando tutto sembra ormai definito, emerge un desiderio inatteso: avere un bambino, quel figlio che non hanno mai avuto.
Luciana e Ubaldo: il desiderio di un figlio oltre ogni convenzione

È intorno a Luciana e Ubaldo che la commedia apre gli interrogativi più delicati. Dopo quarant’anni di vita condivisa, i due si scoprono improvvisamente insoddisfatti di ciò che hanno costruito e desiderosi di dare una svolta alla propria esistenza.
Ma fino a che punto ci si può spingere pur di avere un bambino? Perché una coppia, arrivata alla soglia della terza età, può sentire il bisogno di diventare genitore? E, soprattutto, è davvero possibile stabilire a priori quale sia l’età migliore per crescere un figlio?
Sono domande che chiamano in causa non soltanto le scelte individuali, ma anche il rapporto tra desiderio personale, responsabilità, possibilità offerte dalla scienza e convenzioni sociali.
Lo spettacolo affronta questi temi attraverso una narrazione ironica e paradossale, affidata a due personaggi buffi e stralunati, capaci di passare dalla tenerezza alla spietatezza. La comicità non cancella la complessità della questione, ma la rende accessibile, invitando il pubblico a guardare oltre i pregiudizi e le risposte troppo semplici.
Il desiderio di maternità e paternità, il significato della genitorialità e il confronto tra genitori giovani e più anziani diventano così materia di riflessione. Non si tratta di proporre una soluzione definitiva, ma di mettere in discussione certezze consolidate e di mostrare quanto le scelte affettive possano essere imprevedibili, persino quando sembrano arrivare fuori tempo massimo.
Una commedia che fa ridere e pensare
“Una coppia quasi perfetta” costruisce il proprio percorso attraverso storie estreme, personaggi contraddittori e situazioni che spingono all’assurdo dinamiche riconoscibili della vita quotidiana. L’ironia diventa il filo conduttore di un racconto che attraversa le età dell’amore, dalle prime esperienze sentimentali alla ricerca di un nuovo equilibrio dopo decenni trascorsi insieme.
Il confronto tra le tre generazioni mette in luce una contraddizione fondamentale: cambiano gli strumenti per conoscersi, le abitudini e le aspettative, ma il bisogno di sentirsi amati e riconosciuti continua ad accompagnare le persone in ogni fase della vita.
La perfezione, forse, non è una condizione da raggiungere una volta per tutte, ma un’idea che ciascuno cerca di adattare ai propri desideri e alle circostanze. E proprio quando una relazione sembra aver esaurito ogni sorpresa, può emergere una nuova esigenza capace di rimettere tutto in discussione.
La vicenda di Luciana e Ubaldo conduce così al paradosso conclusivo: dopo oltre quarant’anni insieme, i due si sentono improvvisamente una coppia «quasi» perfetta. Quel quasi racchiude il senso della commedia: nessun rapporto è immune dalle contraddizioni, nessuna scelta è priva di conseguenze e nessuna definizione può esaurire la complessità dell’amore.
credits foto: @Danilo Giovannangeli
ORARIO SPETTACOLI
Dal giovedì al sabato ore 21
Domenica ore 18
PREZZI SPETTACOLO (inclusa prevendita)
Platea € 26
Galleria € 22
Per informazioni e acquisto biglietti:
TEATRO/CINEMA MARTINITT Via Pitteri 58, Milano.
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Telefono 02/36580010, Whatsapp 338.8663577 , info@teatromartinitt.it
Sebastiano Di Mauro nasce ad Acireale (CT) nel 1954 dove ha vissuto fino a circa 18 anni. Dopo si trasferisce, per brevi periodi, prima a Roma, poi a Piacenza e infine a Milano dove vive, ininterrottamente dal 1974. Ha lavorato per lunghi anni alle dipendenze dello Stato. Nel 2006, per strane coincidenze, decide di dedicarsi al giornalismo online occupandosi prima di una redazione a Como e successivamente a Milano e Genova, coordinando diverse redazioni nazionali. Attualmente ha l’incarico di caporedattore di questa testata e coordina anche le altre testate del Gruppo MWG e i vari collaboratori sul territorio nazionale.
