Mumble Mumble: il Teatro Martinitt continua ad emozionare, nonostante tutto!

Emanuele Salce e Andrea Pergolari in scena e per la scena in Mumble Mumble, spettacolo con regia di Timothy Jomm. Vedi il nostro precedente articolo di presesentazione.

Al Teatro Martinitt di Milano non è mai tutto scontato: riesce a far vivere la sua accogliente atmosfera anche in una situazione storica tanto complicata. A partire dall’ingresso in piena sicurezza nel rispetto dei protocolli anti-Covid, col distanziamento dovuto e con la novità della riapertura del bar, ma soprattutto, anche se il sorriso è coperto dalle dannate museruole (giustamente indossate), sono gli occhi a brillare e dare l’accogliente benvenuto al pubblico che, ieri sera, ha riso e scherzato prima e dopo lo spettacolo, facendo respirare un aria di voglia di normalità,  cosa preziosa di questi tempi e vale più di qualsiasi bonifico.

La musica in sala prima dell’apertura del sipario, le comode poltrone in una grande sala e bene arieggiata, fanno da apripista allo spettacolo che fino al primo di Novembre andrà in scena sul palco del teatro, la cui storia parte dal lontano 1531 quando Francesco Sforza lo offrì a Gerolamo Emiliani, protettore dei minori in stato di abbandono, e volle una nuova dimora per i trovatelli della città di Milano. Nato come orfanotrofio, non a caso venne eretto vicino l’oratorio di San Martino e per questo i piccoli sfortunati vennero Martinitt, ovvero “piccoli Martini”. Fu inaugurato come teatro nel 1932 per accogliere la vena artistica dei piccoli. Danneggiato durante la guerra, fu ristrutturato e continuò la sua attività, fino agli anni ’70, quando a seguito dei cambiamenti socio-cuturali ebbe un periodo di chiusura di quasi un ventennio. Nel 2010 la  società “La Bilancia”  lo riammoderna rendendolo un cinema/teatro tra i più belli ed accoglienti di Milano, che quest’anno celebra il 10° compleanno. Ecco svelato perché all’interno dello stesso si respira una storica aria e si possono ammirare architetture affascinanti.

In questa suggestiva realtà è in scena in questo periodo uno spettacolo finemente costruito dalla regia di Timothy Jomm e scritto a quattro mani dagli autori e interpreti Emanuele Salce e Andrea Pergolari; intesa, tecnica, ritmo, lessico forbito, ironia ed emozioni forti, ecco solo in parole quello che sono riusciti ad offrire queste menti con fisici allenati. Attori ed umili servitori di una delle arti più umili, ma con una missione molto importante, quella di far distrarre e far riflettere le menti del pubblico, che fino a qualche minuto prima erano state immerse nelle dinamiche di una cruda e volte spietata quotidianità.

Ci sono riusciti benissimo sin dai primi minuti dello spettacolo grazie a delle entrate che, nel gergo teatrale si definiscono a schiaffo, hanno rotto il ghiaccio e fatto immergere il pubblico nel mondo teatrale con citazioni di importante caratura. E come i migliori performer si sono imposti delicatamente prima come artisti, poi come uomini, mostrandosi “nudi” delle vesti attoriali ed emozionandosi ed emozionando veramente il pubblico presente.

Mumble Mumble è anche questo, oltre che alle grasse risate provocate da battute, voci, aneddoti curiosi, irriverenti litigi attoriali, imitazioni, testo sottile all’interno di un copione che vede la storia dello spettacolo vissuta distintamente in tre blocchi che narrano tre morti: quella del padre naturale Luciano Salce, quella del padre putativo Vittorio Gassman e la propria morte, catartica e metafora del fallimento di seduttore esposto all’umiliazione e allla vergogna.

La Fantasia naviga tra un’aristocratica Roma, la società irriverente e spesso pressante, le vicissitudini quotidiane e le banalità che siamo costretti a sopportare con educazione, alle insopportabili perdite di tempo, al dolore della morte di un proprio caro, alla voglia di vicinanza di persone vere, allo stupido opportunismo, per poi concludere, con una tragicomica situazione di approccio, nelle più classiche dei protocolli del buon latin lover, l’uomo italiano con la donna straniera. Insomma un viaggio teatrale improntato ed interpretato molto bene da due attori diversi per caratteristiche, ma in perfetta simbiosi ritmico/scenica.

Una serata così è da consigliare agli amici, rigenera, stimola la mente, rilassa i nervi, costa poco e soprattutto ti porta le gote in su, ecco perché è giusto dirlo.

 

Crediti foto: Antonio Provitina

INFO:
TEATRO/CINEMA MARTINITT
Via Pitteri 58, Milano.
da martedì a venerdì ore 19,30
domenica ore 17,30
pomeridiana sabato sospesa
Telefono 02/36580010, info@teatromartinitt.itwww.teatromartinitt.it.
Orari biglietteria: lunedì 12,30-20, martedì-sabato 10-20, domenica 14/20
Costi: 26 euro intero (over 65 18 euro, under 26 16 euro). Abbonamenti a partire da 65 euro.

Per evitare assembramenti è fortemente consigliato l’acquisto anticipato dei biglietti.

 

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