Sindrome Long Covid: un webinar e un sito internet per rispondere ai quesiti emergenti

Aprile 2021 “Bisogna parlare anche di cure, non solo di vaccini, nella comunicazione e nell’informazione sul Covid. Ci sono tanti pazienti che necessitano di risposte”. A dirlo è SILVIO GHERARDI, medico e presidente del Comitato Scientifico dell’associazione Giuseppe Dossetti: I Valori, nel corso del webinar ‘Sindrome Long Covid: non solo polmonite, gravi effetti a lungo termine per i ‘reduci’ Covid’, organizzato dalla stessa Onlus e moderato dal giornalista Rai Daniel Della Seta, a cui hanno partecipato istituzioni nazionali ed internazionali, parlamentari, studiosi e clinici, giornalisti. Stiamo affrontando la questione emergente del long Covid, che colpisce almeno 3 pazienti su 4 tra i ricoverati e si protrae fino a sei mesi dopo la malattia, con uno spettro di patologie a carico di molti organi spiega infatti Gherardi introducendo i lavori del webinar.

Possiamo parlare di un’onda lunga del Covid, nell’ambito delle ondate di picchi di contagi del virus, perché i pazienti coinvolti da questa sindrome soffrono di disturbi molto vari.

Lo scorso 25 marzo, sul British Medical Journal, è infatti uscito uno studio che segnala che il 70% dei pazienti affetti da Covid è colpito anche dalla scia lunga della malattia, “fatta di sintomi sottolinea Gherardi che possono comportare una certa invalidità, temporanea, ma il tempo ci dirà se si tratta di una condizione permanente. Quello che dobbiamo chiederci sollecita il presidente del comitato scientifico Dossetti   cosa stiamo facendo per seguire e affrontare le patologie nel post malattia. Negli Stati Uniti sono state emanate delle linee guida per i medici sul post Covid ma questo non sta succedendo in Europa.

Dovremmo valutare già durante il decorso della malattia aggiunge il medico quali esiti possano esserci in questi individui. E’ bene quindi segnalare anche ai pazienti come affrontare questa condizione e informare i medici che potranno quindiaccompagnare, anche con la creazione di “Long Covid Units”.

Gherardi ha invocato un impegno da parte della politica e delle istituzioni, ben rappresentate durante il webinar, denunciando che “c’è una vacatio legis in grado, purtroppo, di aggravare la condizione dei pazienti nella fase di remissione della malattia e su questo bisogna intervenire. Queste sono tutte domande alle quali bisogna rispondere, senza correre dietro alla patologia ma anticipando le complicanze per aiutare medici e pazienti nel gestire queste situazioni.

E’ necessario utilizzare tutte le cure migliori disponibili per prevenire il Long Covid”. UN DATABASE CON LE TESTIMONIANZE DEI PAZIENTI LONG COVID “Insieme ad altri miei collaboratori ho creato un sito internet  SintomiPostCovid19.it‘ che ha lo scopo di indagare statisticamente i sintomi e le conseguenze derivanti dal post Covid a spiegarlo nel corso del webinar è ENRICO FERDINANDI, giornalista e creatore del portale online che ha raccolto le testimonianze di chi ha avuto o sta affrontando la sindrome post Covid19, creando una una sorta di database per mappare la situazione. “Abbiamo, dunque, lanciato un questionario online in cui viene chiesto agli intervistati di indicare i sintomi patiti durante l’infezione e nella fase di remissione della malattia.

Il lavoro di Ferdinandi è il primo vero contributo sul post Covid, che può aiutare decisori politici e comunità scientifica. “Le persone con sindrome post Covid19 aggiunge il giornalista lamentano difficoltà nel vivere la quotidianità. Il 49% degli intervistati ha dichiarato di aver contratto il virus per un periodo compreso tra i 20 e i 45 giorni e durante la positività il 75% ha avuto febbre e spossatezza. Per quanto concerne i sintomi post Covid, invece, è emerso che il 95% dei pazienti continua a soffrire di spossatezza e molte persone hanno anche sostenuto che i sintomi avuti quando hanno contratto il Covid sono stati diversi nel periodo successivo alla malattia. Una buona percentuale di intervistati ha lamentato di aver accusato problemi alla tiroide e il 49% di loro continua a soffrire di tachicardie e aritmie”.

“Il portaleconclude Ferdinandi ha l’ambizioso obiettivo di diventare uno strumento a supporto della comunità scientifica, raccogliendo informazioni importanti su scala nazionale”.

IL PUNTO DI VISTA DEI CARDIOLOGI: ARRIVARE PRIMA, NON INSEGUIRE IL VIRUS “Arrivare prima e non inseguire il virus. E poi migliorare la nostra organizzazione sanitaria, che è una condizione fondamentale anche per affrontare il postCovid. Il Policlinico ha allestito un ambulatorio multispecialistico per seguire i pazienti colpiti dal long Covid ma è bene che si arrivi a delle linee guida al più presto per aiutare pazienti e medici nella gestione della sindrome postCovid”. Così FRANCESCO FEDELE, direttore UOC di malattie cardiovascolari del Policlinico Umberto I di Roma e Responsabile del Dipartimento Cardiovascolare del Comitato Scientifico dell’Associazione G.Dossetti: I Valori, intervenendo nel corso del webinar organizzato dall’associazione Dossetti sul ‘Long Covid’.

L’associazione Giuseppe Dossetti è molto sensibile e riesce ad anticipare questioni che sono fondamentali nella gestione di questa pandemia: dobbiamo anticipare le conseguenze del Covid e non seguirle ribadisce Fedele e spiega che “già da tempo, dopo la prima ondata, presso il Policlinico abbiamo organizzato un poliambulatorio post Covid, multispecialistico, in cui operano dermatologi, pneumologi, psicologi, infettivologi e cardiologi. Tra il 10 e il 20% i nostri pazienti hanno conseguenze di alterazioni respiratorie e cardiache, pericarditi e forme di sindromi coronariche acute e post acute, lesioni a livello polmonare visibili alla Tac.

Oltre i sintomi, che possono essere più o meno specifici, molti dei quali è normale che si trascinino dopo l’infezione, serve segnalare che molti pazienti continuano ancora ad avere diversi disturbi lungo i mesi successivi. Stiamo lavorando alle linee guida e credo ci si arriverà ad un documento ma resta un problema sul territorio, una sottoutilizzazione nella telemedicina: nel Recovery Fund ci sarà una parte di risorse dedicate a questo spiega Fedele. “Al Policlinico abbiamo avviato progetti di telemedicina non solo per i Covid ma anche per i nonCovid, proprio per gestire il bisogno di salute anche da un punto di vista sociale oltre che sanitario. Quello che sta avvenendo in Lombardia è frutto esattamente di una mancanza di medicina territoriale, è necessario colmare questi divari. Rispetto all’organizzazione sanitaria delle strutture, Fedele ricorda che “il San Giacomo e il Forlanini, quest’ultimo con 2000 posti letto, avrebbero potuto essere d’aiuto, invece sono chiusi a fronte di una penuria di posti letto Covid. E proprio in ragione di questo e anche della sentenza del Consiglio di Stato che ci ha detto che il San Giacomo non andava chiuso, serve un ripensamento della nostra organizzazione sanitaria”.

Prossimamente vi riferiremo i pareri degli esperti sul problema affrontato nel corso del webinar.

 

Rispondi