Poggiardo rende omaggio a uno dei suoi figli più autentici e visionari: Fernando Rausa, poeta in lingua dialettale salentina, voce libera e appassionata del Novecento, capace di parlare ai giovani di ieri e di oggi. Stasera, al Teatro Illiria, gli sarà conferito alla memoria il premio “Radici Future – Custodi della Tradizione”, all’interno del grande evento “Poggiardo 2025, Capitale del folklore pugliese”.
Un riconoscimento che suggella un percorso culturale intenso, già celebrato lo scorso 3 gennaio, nel centenario della nascita del poeta, con una partecipatissima serata voluta e costruita con amore dal figlio Paolo Rausa e dalla nuora Ornella Buongiorni, capaci di riunire artisti, intellettuali e pubblico in un vero e proprio viaggio nella memoria.
Una poetica viva, rivolta ai giovani
“I giovani devono rivoltare la terra, innovare, portare idee nuove alla società”.
È questa la poetica, sorprendentemente attuale, di Fernando Rausa: una poesia che non consola, ma smuove, che non idealizza il passato, ma invita al cambiamento. Un pensiero figlio del fermento del Sessantotto, quando le nuove generazioni si sentivano avanguardia e motore della storia, ma che oggi torna a parlare con forza, lucidità e urgenza.
Un evento corale tra poesia, musica, immagini e danza

La celebrazione del centenario si è trasformata in un evento corale, dove linguaggi diversi hanno dialogato tra loro:
– letture poetiche e testi scenici a cura di Paolo Rausa e Michele Bovino;
– interventi musicali di P40, Lucia Minutello, Salvatore Brigante e Armando Pisanello;
– immagini e video di Ornella Buongiorni;
– un approfondimento sulla poetica e l’attualità dell’opera di Rausa affidato a Raffaella Verdesca;
– l’omaggio dei poeti locali;
– l’incanto della danza con il Carmen Kalimba Studio Dance diretto da Carmen Quaranta.
Un mosaico di contributi che ha restituito la forza emotiva e civile di una poesia che “nutre lo spirito”.
Un poeta autentico, una voce fuori dal coro
Fernando Rausa era un poeta autentico, radicato nella lingua e nella cultura salentina. Studente brillante, fu costretto a lasciare la scuola per lavorare come muratore, ma non rinunciò mai alla scrittura, alla cultura, alla poesia. Divenne presto punto di riferimento per intellettuali e scrittori, conquistando l’ammirazione del critico e accademico Donato Valli, allora rettore dell’Università del Salento, che firmò la prefazione di una sua opera.
Celebre il suo amore viscerale per Poggiardo, cantata come una madre:
“terra ca m’hai crisciutu ca mamma e tata me ’mparasti ddicu”
e il suo appello ai giovani, potente e rivoluzionario:
“traujati sta terra… e luce simminati a quiddhri ca nu’ sannu”.
Una poesia che invita a rivoltare la terra, a spezzare le catene dell’ignoranza, a seminare libertà e conoscenza.
Le opere e l’eredità culturale
Tra le sue opere principali si ricordano:
“Poggiardo mia” e “L’occhi ’ntra mente” (1969), “Fiuri e culuri” (1972), “Guerra de pace” (1976), fino ai volumi editi da Manni, Atena e Zages, tra cui “Terra mara e nicchiarica”, “L’umbra de la sira” e “Li fiuri de la Pathria”.
Donato Valli lo definì “un poeta singolare, una voce fuori dal coro”, capace di evocare un mondo più giusto con passione e potenza immaginativa.
Da Poggiardo a Milano, nel segno della cultura
Paolo Rausa e Ornella Buongiorni, entrambi giornalisti, portano oggi questa eredità anche a Milano, dove animano circoli e club letterari e sono fondatori della “Rete delle scuole senza permesso”, dedicata alla lingua e alla cultura italiana per stranieri, insignita del prestigioso Ambrogino d’Oro.
Il sindaco di Poggiardo, Antonio Ciriolo, ha espresso pubblicamente il proprio apprezzamento per il lavoro di promozione culturale svolto a favore della città e dell’intero Salento, sottolineando come la figura di Fernando Rausa rappresenti un patrimonio identitario da custodire e trasmettere.
Info: Associazione Culturale Orizzonte, mail paolo.rausa@gmail.com, tel. 3343774168.

Carmen Mancarella, giornalista professionista da 38 anni, è direttrice responsabile della rivista di turismo e cultura del Mediterraneo Spiagge e della casa editrice Mancarella editore collegata al sito www.mediterraneantourism.it. Vive e lavora nel Salento.
Laureata in Scienze Politiche ha imparato l’ABC del giornalismo occupandosi di cronaca bianca, nera e giudiziaria, per La Gazzetta del Mezzogiorno, Quotidiano di Puglia, Leccesera e la Repubblica.
Nel 2001, partendo dalla bellezza della propria terra, il Salento ha indirizzato la sua professione verso il giornalismo turistico e la promozione territoriale, fondando la rivista di turismo e cultura del Mediterraneo Spiagge, un atto d’amore verso il Salento.
Collabora con Bell’Italia, In Viaggio e Di Più del gruppo Cairo editore. Ha scelto e proposto storie e location per le importanti trasmissioni tv Bell’Italia in Viaggio de La7, Linea Blu e Linea Verde Orizzonti per RAI UNO, Gulliver di Alma Travel TV.
Ha scritto tre libri: Le orme di Giovanni Paolo II nel Salento (2005), 16 Storie di Successo (2019) e Experience Marketing (2021).
Più volte premiata dai Comuni di cui ha curato la promozione, ha organizzato 19 eventi-conferenze stampa a Milano, sette a Berlino e tre a Parigi e ben 70 educational per giornalisti nel Salento (cinque in Calabria) ospitando qualcosa come oltre mille giornalisti, esperti in eventi, moda e turismo.
Alla sua storia professionale è stato dedicata una tesi di laurea in Valorizzazione dei Sistemi turistici presso UniCal (2017), tesi divenuta un libro: Strategie di comunicazione per una destinazione vincente. Il caso Puglia di Ana Maria Stan (2021).
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