Il film di Alessio Consorte, dedicato alle origini dell’antica Aterno, riceve un riconoscimento internazionale nella sezione archeologia subacquea. Un’indagine tra storia, documenti e misteriose tracce sommerse che riporta l’attenzione sul passato di Pescara.
PESCARA – Un riconoscimento internazionale per Oppidum Aterni, il documentario divulgativo-scientifico diretto da Alessio Consorte, che ha conquistato una menzione d’onore all’Arkhaios Film Festival negli Stati Uniti, nella sezione dedicata all’archeologia subacquea.
Un risultato significativo per un’opera indipendente che intreccia ricerca storica, indagine archeologica e divulgazione scientifica, riportando al centro dell’attenzione le origini più antiche di Pescara e le possibili testimonianze di un passato ancora da esplorare.
Il riconoscimento è stato assegnato dal professor James D. Spirek, State Underwater Archaeologist presso la Maritime Research Division dello South Carolina Institute of Archaeology and Anthropology.
Fondato nel 2013 da Jean F. Guilleux, che ne è anche il direttore, l’Arkhaios Film Festival è dedicato alla promozione del cinema documentario sull’archeologia, il patrimonio culturale e le civiltà del passato. La menzione ottenuta da Oppidum Aterni rappresenta dunque un importante traguardo per un progetto che si muove tra ricerca, divulgazione e valorizzazione della memoria storica.
Oppidum Aterni, un progetto indipendente tra ricerca e archeologia
Il documentario è un progetto autoprodotto e autofinanziato dal regista Alessio Consorte, coprodotto con la Fondazione Accademia d’Abruzzo e realizzato anche grazie al contributo indipendente della stilista Cristina Ferrari, appassionata di storia e ricerca storica.
L’opera si avvale di consulenze specialistiche e analisi diagnostiche condotte da professionisti di alto livello, oltre alla consulenza archeologica di Marida De Menna, con cui il regista collabora da tempo.
Un lavoro articolato che si propone di approfondire le origini di Pescara attraverso un percorso investigativo capace di mettere in relazione documenti, testimonianze, immagini e tracce archeologiche, con particolare attenzione al territorio attraversato dal fiume Aterno.
Pescara e l’antica Aterno: una storia ancora da indagare
Per secoli Pescara è stata raccontata soprattutto come una città giovane e moderna, cresciuta tra il fiume e il mare e sviluppatasi prevalentemente in epoca contemporanea.
Ma cosa accadrebbe se proprio sotto le acque del fiume che attraversa la città si celassero testimonianze capaci di ampliare, o persino modificare, la conoscenza della sua storia?
È da questa domanda che prende avvio il viaggio di Alessio Consorte, sulle tracce dell’antica città di Aterno, il nome con cui Pescara era conosciuta in epoca romana.
Il documentario accompagna il regista lungo le sponde e il letto del fiume, attraverso antichi documenti, mappe, immagini, testimonianze e tracce sommerse. Un’indagine che esplora l’ipotesi di un insediamento più articolato e significativo rispetto a quello restituito dalla narrazione storica tradizionale.
Tra archivi, indizi e ricostruzioni emergono i contorni di un passato ancora da approfondire, segnato dalla possibile presenza di strutture monumentali scomparse e dimenticate.
Elementi che, osservati nel loro insieme, aprono nuovi interrogativi sul ruolo che Aterno potrebbe aver avuto nelle dinamiche politiche, commerciali e militari dell’antica Italia.
La misteriosa “Porta a Mare” e gli interrogativi del documentario
Tra gli elementi che catturano maggiormente l’attenzione del regista c’è una misteriosa struttura, destinata ad accompagnare lo spettatore lungo il percorso dell’indagine: una porta antica che Alessio Consorte ha denominato “Porta a Mare”.
È proprio attorno a questa presenza che si sviluppa una parte significativa del racconto, in un susseguirsi di indizi, dettagli e possibili connessioni.
Il documentario costruisce progressivamente un percorso investigativo nel quale ogni traccia può rivelarsi decisiva e ogni nuova osservazione apre la strada a ulteriori domande.
La ricerca storica si trasforma così in un viaggio tra passato e presente, dove l’archeologia diventa uno strumento per rileggere il territorio e interrogarsi sulle origini della città.
Un crescendo di curiosità e tensione narrativa accompagna il pubblico fino a un’importante rivelazione, che promette di lasciare lo spettatore con il fiato sospeso.
Un riconoscimento internazionale per la storia di Pescara
La menzione d’onore all’Arkhaios Film Festival rappresenta un riconoscimento significativo per il lavoro di Alessio Consorte e per un progetto che punta a valorizzare il patrimonio storico e archeologico abruzzese attraverso il linguaggio del documentario.
Oppidum Aterni porta così la storia di Pescara oltre i confini nazionali, proponendo una riflessione sulle potenzialità della ricerca indipendente e sull’importanza di approfondire le testimonianze del passato.
Un’indagine che, partendo dalle acque del fiume, invita a guardare la città con occhi nuovi e a considerare quanto ancora possa emergere dalla storia dell’antica Aterno.
Sebastiano Di Mauro nasce ad Acireale (CT) nel 1954 dove ha vissuto fino a circa 18 anni. Dopo si trasferisce, per brevi periodi, prima a Roma, poi a Piacenza e infine a Milano dove vive, ininterrottamente dal 1974. Ha lavorato per lunghi anni alle dipendenze dello Stato. Nel 2006, per strane coincidenze, decide di dedicarsi al giornalismo online occupandosi prima di una redazione a Como e successivamente a Milano e Genova, coordinando diverse redazioni nazionali. Attualmente ha l’incarico di caporedattore di questa testata e coordina anche le altre testate del Gruppo MWG e i vari collaboratori sul territorio nazionale.
