Dal 5 all’8 novembre, nella Sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini, la nuova creazione di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, Leoni d’Oro alla carriera della Biennale di Venezia 2018. Tra ironia surreale, comicità crudele e visioni paradossali, uno spettacolo che interroga il presente, la deriva tecnologica e la scomparsa dell’eroe.
Milano 01 novembre 2026 – – Il teatro visionario e irriverente di Antonio Rezza e Flavia Mastrella torna a Milano. Dal 5 all’8 novembre 2026, la Sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini ospita Metadietro, ultima creazione della coppia artistica insignita del Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia nel 2018.
Un appuntamento che rinnova l’incontro con un linguaggio teatrale difficilmente riconducibile a categorie convenzionali, nel quale il surreale si intreccia con la provocazione, la comicità assume spesso contorni crudeli e il paradosso diventa uno strumento per osservare le contraddizioni dell’esistenza contemporanea.
Metadietro conduce lo spettatore in un universo visionario, sospeso tra il rischio costante dell’abisso e l’illusione di una possibile salvezza. Al centro della rappresentazione, un’epopea paradossale che ha per protagonisti un pentagono transformer, trasformato in navicella spaziale, un ammiraglio e un equipaggio alla deriva. Una dimensione surreale che diventa metafora di un’umanità disorientata, incapace di ritrovare un equilibrio e di riconoscere una direzione comune.
Un ammiraglio alla deriva in un mondo senza eroi
Al centro della scena si muove un ammiraglio vestito di blu elettrico, impegnato nel tentativo di salvare la propria nave. Attorno a lui, un equipaggio dominato da logiche di mercato e interessi individuali, incapace di condividere una visione e un obiettivo.
Nessuno sembra davvero colpevole, eppure la distanza tra i diversi modi di stare al mondo appare ormai insanabile. La nave diventa così il riflesso di una società frammentata, nella quale la ricerca di una salvezza collettiva si scontra continuamente con egoismi, condizionamenti e meccanismi che sembrano sottrarsi al controllo umano.
Con la consueta libertà espressiva, Rezza e Mastrella costruiscono un dispositivo teatrale che procede per immagini, suggestioni e improvvise deviazioni, facendo della fantasia una lente attraverso cui osservare la realtà. Il risultato è un viaggio che non offre risposte rassicuranti, ma mette in discussione le certezze dello spettatore, portandolo a confrontarsi con la fragilità dell’individuo e con le trasformazioni del mondo contemporaneo.
La nuova preistoria dell’umanità secondo Flavia Mastrella
Nelle parole di Flavia Mastrella emerge con chiarezza il nucleo concettuale dello spettacolo: la perdita di una dimensione naturale, la trasformazione tecnologica dell’esistenza e la progressiva mortificazione della funzione umana.
«Tornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria in cui la mansione umana è mortificata, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia, un ecopentagono provoca il vuoto, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e, nonostante tutto, la realtà non è mai uniforme, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. La crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. È la scomparsa dell’eroe».
Una riflessione che attraversa l’intero progetto e restituisce alla scena una dimensione insieme filosofica e provocatoria. La tecnologia non è soltanto uno strumento, ma una presenza che permea l’esistenza e ne condiziona comportamenti e relazioni. In questo scenario l’eroe scompare, lasciando spazio a figure disorientate, sospese tra realtà e rappresentazione, incapaci di sottrarsi completamente alle logiche che le governano.
La fantasia, tuttavia, continua a svolgere una funzione imprevedibile: può scompaginare i programmi, incrinare gli schemi e aprire spiragli inattesi. È proprio in questa tensione tra controllo e libertà, vuoto e immaginazione, che si sviluppa il percorso di Metadietro.
La forza di un linguaggio teatrale fuori dagli schemi
Con Antonio Rezza e Flavia Mastrella, il palcoscenico si trasforma ancora una volta in un territorio di sperimentazione, dove corpo, spazio, parola e immagine concorrono a costruire un universo autonomo. Un teatro che non cerca necessariamente la linearità narrativa, ma procede attraverso accostamenti sorprendenti, figure eccentriche e situazioni paradossali, lasciando allo spettatore la libertà di attraversare i diversi livelli di lettura.
Accanto ad Antonio Rezza, in scena, Daniele Cavaioli. L’habitat è firmato da Flavia Mastrella, mentre la creazione si avvale della collaborazione di Massimo Camilli come assistente. Le luci sono di Alice Mollica; le voci fuori campo di Noemi Pirastru e Mauro Ranucci. Il montaggio della traccia sonora è di Barbara Faonio, il mix di Stefano G. Falcone.
Metadietro conferma la capacità di Rezza e Mastrella di utilizzare il linguaggio teatrale per interrogare il presente senza rinunciare alla libertà del paradosso e alla forza destabilizzante della comicità. Un appuntamento per chi ama un teatro che sorprende, spiazza e invita a guardare la realtà da prospettive inusuali.
Teatro Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano
Orari: Giovedì, venerdì e sabato ore 20.30 | domenica ore 16.30
Prezzi: intero € 38 | <30 anni € 16 | >65 anni € 25 | online da € 16,50
Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021
