Il sito archeologico di Roca attira l’interesse di giornalisti, viaggiatori culturali e tour operator specializzati alla BMTA di Paestum. Presentato il progetto ArcheoRoca, frutto del Partenariato Speciale Pubblico Privato tra Comune di Melendugno, ArtWork, Soprintendenza e Università del Salento. Nuove prospettive per la valorizzazione e la fruizione di uno dei luoghi più importanti della storia del Mediterraneo.
Roca si conferma una delle grandi attrattive culturali del Salento e conquista l’attenzione del pubblico specializzato alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, appena conclusasi. Giornalisti, viaggiatori colti, appassionati di storia e archeologia e tour operator interessati al turismo culturale hanno potuto conoscere da vicino le straordinarie testimonianze di un sito che custodisce una storia millenaria e un patrimonio di eccezionale valore per l’intero Mediterraneo.
La partecipazione alla manifestazione, con uno stand interamente dedicato a Roca, rappresenta un importante risultato per la strategia di promozione territoriale portata avanti dal Comune di Melendugno insieme ad ArtWork, in collaborazione con l’Università del Salento e la Soprintendenza.
Un lavoro di rete che punta a restituire al sito il ruolo che gli compete nel panorama archeologico internazionale, coniugando tutela, ricerca scientifica, valorizzazione e nuove modalità di accoglienza.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Melendugno, Maurizio Cisternino, che ha sottolineato l’importanza della presenza alla manifestazione campana:
«La nostra splendida Roca è stata presente con uno stand tutto suo alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum. Questa attività di promozione attenta e costante, che il nostro Comune e ArtWork stanno ponendo in essere, ci vede strettamente collaborare con Università del Salento e Soprintendenza per la valorizzazione e la fruizione di Roca, un sito riconosciuto tra i più importanti del Mediterraneo e che meritava questa importante vetrina».
ArcheoRoca, un progetto di collaborazione per valorizzare il patrimonio archeologico

Uno dei momenti centrali della partecipazione alla BMTA è stata la presentazione di ArcheoRoca, il progetto nato dal Partenariato Speciale Pubblico Privato sottoscritto dal Comune di Melendugno e da ArtWork insieme alla Soprintendenza e all’Università del Salento.
La conferenza stampa, moderata da Giovanni Colonna, ha visto gli interventi del presidente di ArtWork, Paolo Babbo, e di Antonella Pansini, funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto.
Il partenariato rappresenta uno strumento innovativo, introdotto dal legislatore per sostenere le amministrazioni comunali nella gestione e nella valorizzazione dei beni culturali, spesso caratterizzate da costi e complessità organizzative considerevoli.

L’obiettivo è costruire un modello di gestione condivisa, nel quale istituzioni, soggetti specializzati e comunità scientifica possano collaborare direttamente, assumendo decisioni coordinate e traducendole in interventi concreti.
«Il Partenariato Speciale Pubblico Privato che abbiamo sottoscritto è uno strumento straordinario che ci permette di prendere decisioni concordate con Comune, Soprintendenza e Università del Salento e di attuarle immediatamente per la giusta valorizzazione, custodia e fruizione di Roca», ha spiegato Paolo Babbo.
Il presidente di ArtWork ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di superare una concezione del sito legata prevalentemente alla frequentazione balneare, per restituirgli la sua autentica identità storica e archeologica.
«Fino ad un anno fa la Grotta della Poesia veniva scelta essenzialmente per la balneazione. Era il luogo deputato per i tuffi, con tanta gente che si faceva anche male. La balneazione è vietata dalla Capitaneria di Porto per l’estrema fragilità della scogliera, esposta al rischio crolli. E noi stiamo ovviamente puntando a valorizzare l’area come sito archeologico, che è estremamente interessante, ma al tempo stesso molto fragile e che va salvaguardato dalla fruizione di massa e soprattutto conosciuto e amato per la sua importanza storica nel Mediterraneo».

Una visione che pone al centro un principio fondamentale: la valorizzazione di un patrimonio così prezioso non può prescindere dalla sua tutela. Roca deve essere conosciuta e visitata, ma attraverso modalità compatibili con la fragilità del sito e con la conservazione delle sue testimonianze.
Un percorso di visita più ricco: museo e nuovi servizi
Tra gli obiettivi futuri di ArcheoRoca c’è anche il completamento dell’esperienza di visita attraverso un’esposizione museale dedicata ai reperti archeologici provenienti dal sito.
L’intenzione è quella di affiancare alla scoperta degli spazi archeologici un percorso di approfondimento capace di raccontare le civiltà che hanno abitato questo straordinario tratto di costa e il ruolo che Roca ha svolto nei rapporti tra le popolazioni del Mediterraneo.
Il progetto guarda anche al miglioramento dei servizi destinati ai visitatori, con la possibile realizzazione di un’area ristoro e di ulteriori strutture per rendere la permanenza più piacevole e completa.
Una prospettiva che punta a trasformare la visita in un’esperienza culturale articolata, nella quale conoscenza, accoglienza e rispetto del paesaggio possano convivere.
Sulla necessità di un modello di valorizzazione capace di coniugare protezione e accessibilità si è soffermata anche Antonella Pansini:
«Roca era un’importante città affacciata sul Mediterraneo. Come Soprintendenza siamo stati favorevoli alla nascita del Partenariato Speciale Pubblico Privato perché è uno strumento estremamente innovativo che permette di valorizzare i Beni culturali, di proteggerli e al tempo stesso di renderli fruibili agli appassionati e ai viaggiatori».
I dischi d’oro di Roca e la Dea Minerva di Castro protagonisti al Colosseo
A confermare la rilevanza scientifica e culturale del patrimonio archeologico salentino è anche la presenza di alcuni dei suoi reperti più preziosi in una prestigiosa esposizione dedicata a Troia e Roma al Colosseo.
I celebri dischi d’oro di Roca, scoperti nel 1998 dall’équipe guidata dal professor Cosimo Pagliara, e importanti reperti provenienti da Castro, tra cui la testimonianza legata al culto della Dea Minerva, sono esposti insieme a materiali archeologici di Roma e Troia in una mostra voluta dal Ministero della Cultura, attraverso il Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, presieduto da Alfonsina Russo.
Un riconoscimento significativo, che inserisce le testimonianze archeologiche del Salento in un contesto di grande prestigio internazionale e ne sottolinea il valore nella ricostruzione delle antiche relazioni culturali e commerciali del Mediterraneo.
Roca e Castro raccontano infatti una storia che supera i confini locali: sono luoghi nei quali si intrecciano civiltà, commerci, culti e rapporti tra popoli, contribuendo a ricostruire un passato che appartiene a una dimensione mediterranea molto più ampia.

Realtà virtuale e archeologia: a Paestum si esplora la storia di Roca
Particolarmente apprezzata dai visitatori della BMTA è stata anche la proposta di fruizione innovativa allestita nello stand dedicato a Roca.
Grazie all’utilizzo di visori immersivi, il pubblico ha potuto esplorare ambienti e testimonianze del sito attraverso ricostruzioni virtuali della capanna-tempio e del villaggio medievale, arrivando a rivivere anche le drammatiche sequenze della battaglia di Roca, considerata tra gli episodi bellici più significativi della Preistoria.
La tecnologia diventa così uno strumento per avvicinare il pubblico alla storia, rendendo accessibili luoghi e avvenimenti che altrimenti richiederebbero un importante lavoro di immaginazione e ricostruzione.
Un modo nuovo di raccontare l’archeologia, particolarmente efficace per coinvolgere le giovani generazioni e stimolare la curiosità di chi desidera andare oltre la semplice visita turistica.
Roca, una nuova destinazione per il turismo culturale internazionale

La partecipazione alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si chiude con un bilancio positivo. Numerosi visitatori, giornalisti e operatori turistici hanno manifestato interesse per il sito, esprimendo l’intenzione di raggiungere il Salento per scoprirne direttamente la storia e le testimonianze archeologiche.
Un risultato che conferma quanto sia importante investire in una promozione capace di raccontare il territorio attraverso i suoi elementi più autentici, facendo dialogare patrimonio culturale, ricerca, innovazione e accoglienza.
Roca non è soltanto una meravigliosa località della costa salentina, né esclusivamente la suggestiva cornice della Grotta della Poesia. È una pagina fondamentale della storia del Mediterraneo, un luogo da conoscere con rispetto e consapevolezza.
La sfida di ArcheoRoca è proprio questa: trasformare un patrimonio di straordinario valore in una destinazione culturale sempre più riconosciuta, senza perdere di vista la sua fragilità. Perché il vero successo del turismo archeologico non si misura soltanto nel numero di visitatori, ma nella capacità di lasciare intatta, e possibilmente più conosciuta, la bellezza e la storia dei luoghi che si scelgono di raccontare.

Carmen Mancarella, giornalista professionista da 38 anni, è direttrice responsabile della rivista di turismo e cultura del Mediterraneo Spiagge e della casa editrice Mancarella editore collegata al sito www.mediterraneantourism.it. Vive e lavora nel Salento.
Laureata in Scienze Politiche ha imparato l’ABC del giornalismo occupandosi di cronaca bianca, nera e giudiziaria, per La Gazzetta del Mezzogiorno, Quotidiano di Puglia, Leccesera e la Repubblica.
Nel 2001, partendo dalla bellezza della propria terra, il Salento ha indirizzato la sua professione verso il giornalismo turistico e la promozione territoriale, fondando la rivista di turismo e cultura del Mediterraneo Spiagge, un atto d’amore verso il Salento.
Collabora con Bell’Italia, In Viaggio e Di Più del gruppo Cairo editore. Ha scelto e proposto storie e location per le importanti trasmissioni tv Bell’Italia in Viaggio de La7, Linea Blu e Linea Verde Orizzonti per RAI UNO, Gulliver di Alma Travel TV.
Ha scritto tre libri: Le orme di Giovanni Paolo II nel Salento (2005), 16 Storie di Successo (2019) e Experience Marketing (2021).
Più volte premiata dai Comuni di cui ha curato la promozione, ha organizzato 19 eventi-conferenze stampa a Milano, sette a Berlino e tre a Parigi e ben 70 educational per giornalisti nel Salento (cinque in Calabria) ospitando qualcosa come oltre mille giornalisti, esperti in eventi, moda e turismo.
Alla sua storia professionale è stato dedicata una tesi di laurea in Valorizzazione dei Sistemi turistici presso UniCal (2017), tesi divenuta un libro: Strategie di comunicazione per una destinazione vincente. Il caso Puglia di Ana Maria Stan (2021).
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