Dal 20 ottobre al 1° novembre 2026, al Teatro Grassi, due appuntamenti con Marco Paolini aprono il trittico teatrale scritto con Giulio Boccaletti nell’ambito del progetto corale Atlante delle Rive. Un viaggio tra fiumi, paesaggi, storia e cambiamenti climatici per comprendere il rapporto profondo tra l’acqua e le comunità umane.
I fiumi raccontano molto più di quanto immaginiamo. Disegnano i paesaggi, alimentano le città, sostengono l’agricoltura e condizionano le scelte politiche ed economiche. Ma sono anche luoghi di conflitto, confini che cambiano e sistemi naturali delicati, sempre più esposti agli effetti del cambiamento climatico.
È da questa consapevolezza che nasce il ritorno di Marco Paolini al Piccolo Teatro di Milano, nella storica sala di via Rovello, con due spettacoli che invitano a guardare l’acqua da una prospettiva nuova. Bestiario idrico, in scena dal 20 al 25 ottobre, e Dov’è il Po?, in prima assoluta dal 27 ottobre al 1° novembre 2026, costituiscono le prime due tappe di un trittico teatrale scritto con Giulio Boccaletti nell’ambito di Atlante delle Rive, un progetto corale che mette in relazione teatro, territorio e riflessione sul nostro ambiente.
Attraverso la narrazione teatrale, Paolini accompagna il pubblico alla scoperta di una geografia spesso invisibile, fatta non soltanto di fiumi e rive, ma anche di infrastrutture, decisioni collettive, memorie e relazioni che hanno trasformato il territorio italiano.
Bestiario idrico: i fiumi, gli ecosistemi e le storie degli uomini
Dal 20 al 25 ottobre 2026 – Teatro Grassi
Che cosa racconta un fiume? Non soltanto il percorso dell’acqua dalla sorgente alla foce, ma anche le trasformazioni di un territorio, le attività delle comunità che lo abitano e gli equilibri naturali che rendono possibile la vita.
Bestiario idrico affronta proprio questo intreccio. Lo spettacolo racconta storie di vita biologica e sociale legate ai fiumi, soffermandosi sui conflitti e sugli accordi che, nel corso del tempo, hanno contribuito a modellare il paesaggio che oggi riconosciamo come familiare.
L’acqua, in questa prospettiva, non è una semplice risorsa da utilizzare. È un elemento che richiede scelte di governo, conoscenze e responsabilità condivise. Il modo in cui viene gestita influenza la qualità della vita sulle rive e il destino non soltanto di una singola specie, ma dell’intero ecosistema.
Il paesaggio italiano, del resto, è in larga misura il risultato dell’intervento umano. Eppure, la rete delle opere idrauliche che lo sostiene rimane spesso fuori dalla nostra percezione quotidiana. Un ponte è soltanto un’infrastruttura viaria oppure svolge anche una funzione idraulica? Il rubinetto e il sistema di scarico di una casa sono semplici elementi dell’edilizia civile o rappresentano i terminali di reti complesse che governano la circolazione dell’acqua? E quanto sarebbe diverso il paesaggio agricolo senza i sistemi d’irrigazione, i canali e le pompe che consentono di distribuire l’acqua e smaltire gli eccessi di pioggia?
Sono domande che aprono uno sguardo nuovo sul territorio e sulla sua organizzazione. Dietro ciò che appare naturale si nasconde spesso una lunga storia di opere, decisioni e compromessi, attraverso cui le società hanno cercato di convivere con l’acqua, controllarla e utilizzarla.
Lo spettacolo richiama anche la necessità di ripensare il nostro rapporto con il paesaggio alla luce del cambiamento climatico. Nulla di ciò che oggi consideriamo definitivo è destinato a rimanere necessariamente uguale: le trasformazioni ambientali possono imporci cambiamenti radicali, ma le comunità possono anche scegliere come affrontarli e governarli.
In Italia i fiumi sono più di 6.000, ai quali si aggiungono numerosi corsi d’acqua minori, spesso privi di un nome ma importanti per il funzionamento dei bacini idrografici. Il sistema delle acque superficiali, insieme a quello delle falde sotterranee, rappresenta una componente strategica del bilancio idrico nazionale.
Bestiario idrico invita così a riconoscere ciò che normalmente resta nascosto: la trama di relazioni tra acqua, ambiente e società che sostiene la nostra vita quotidiana.
Dov’è il Po?: alla scoperta del grande fiume e della sua storia

Dal 27 ottobre al 1° novembre 2026 – Teatro Grassi, prima assoluta
Dopo lo sguardo complessivo sui sistemi fluviali, il secondo appuntamento porta l’attenzione sul Po, il grande fiume che attraversa una parte fondamentale della storia e della geografia italiana.
La domanda del titolo, Dov’è il Po?, non è soltanto geografica. Per rispondere occorre comprendere che i fiumi seguono una logica diversa da quella dei confini amministrativi e politici: attraversano territori, collegano luoghi e organizzano lo spazio secondo i bacini idrografici, sistemi naturali che non sempre coincidono con le divisioni tracciate dagli uomini.
Le montagne sono facilmente riconoscibili anche da chi non possiede conoscenze geografiche approfondite. Più difficile, invece, è percepire i confini di un bacino idrografico e capire come questi influenzino la vita delle comunità.
La storia del Po mostra quanto il rapporto tra acqua e territorio sia stato determinante anche nella costruzione delle identità regionali. Fino a meno di due secoli fa, il bacino del fiume era attraversato da confini che separavano sistemi territoriali differenti. Il Ticino rappresentava una linea di divisione tra realtà piemontesi e lombardo-venete, caratterizzate da diversi rapporti con l’acqua, lo spazio e le città.
Un punto particolarmente significativo è la confluenza del Ticino nel Po, dove sorge il monumentale Ponte della Becca, struttura in ferro che diventa un riferimento per leggere il fiume e le sue trasformazioni. Il Po a monte e quello a valle della confluenza non sono semplicemente due tratti dello stesso corso d’acqua: portano con sé storie idrauliche, territoriali e politiche differenti.
Raccontare il Po significa dunque ricostruire anche le vicende delle comunità che hanno vissuto lungo le sue rive, delle opere che ne hanno modificato il corso e delle scelte che hanno definito gli equilibri del territorio.
La storia idraulica e politica del grande fiume diventa così uno strumento per comprendere non soltanto dove si trovi il Po, ma anche quale sia il posto che occupiamo all’interno del suo bacino. Un punto di vista che allarga la prospettiva e invita a leggere il paesaggio non come uno sfondo immobile, ma come il risultato di un rapporto continuo tra natura, storia e azione umana.
Dov’è il Po? si concentra sulla storia del fiume “di sopra”, lasciando aperta la possibilità di proseguire il racconto nel successivo appuntamento del trittico.
Atlante delle Rive: il teatro per leggere il paesaggio contemporaneo

Con queste due produzioni, Marco Paolini porta al Piccolo Teatro una riflessione che unisce racconto, storia e consapevolezza ambientale. L’acqua diventa la chiave per interrogare il presente e comprendere quanto le nostre abitudini, le infrastrutture e le scelte collettive dipendano da equilibri naturali che spesso diamo per scontati.
Il progetto Atlante delle Rive invita a superare una visione del paesaggio come semplice scenario e a riconoscerlo come un sistema vivo, costruito nel tempo dall’incontro tra ambiente e società. I fiumi, in questa narrazione, non sono soltanto elementi della geografia: sono protagonisti silenziosi della storia, capaci di raccontare le trasformazioni del territorio e le responsabilità che accompagnano il suo governo.
INFO:
Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello, 2 – M1 Cordusio), dal 20 al 25 ottobre 2026
Bestiario idrico
uno spettacolo di Marco Paolini
scritto con Giulio Boccaletti
collaborazione alla drammaturgia Marta Dalla Via, Diego Dalla Via, Michela Signori
con Marco Paolini e con Patrizia Laquidara
regia Fratelli Dalla Via
Dal 27 ottobre al 1° novembre 2026
Dov’è il Po?
PRIMA ASSOLUTA
testi di Giulio Boccaletti e Marco Paolini
con Marco Paolini
e con Mirko Artuso, Marta Dalla Via, Ted Keijser
creazione corale Mirko Artuso, Diego Dalla Via, Marta Dalla Via,
Bestiario idrico e Dov’è il Po? sono le prime due tappe di un trittico teatrale che si inserisce nel progetto corale Atlante delle Rive dedicato alle acque, ideato da Marco Paolini per La Fabbrica del Mondo.
Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30;
domenica, ore 16. Lunedì riposo.
Prezzi: platea 35 euro, balconata 28 euro
Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org
