Grandine con l’Alta Pressione: perché i temporali arrivano anche con l’anticiclone

Il caldo record non esclude i temporali: quando l’aria fresca in quota incontra l’umidità accumulata vicino al suolo, l’atmosfera può diventare altamente instabile e generare cumulonembi, fulmini e grandinate anche violente.

Sembra un paradosso: come può grandinare mentre l’Italia è stretta nella morsa dell’alta pressione e delle temperature roventi? La risposta sta proprio nella particolare configurazione atmosferica che si sta verificando in questa fase dell’estate.

Il caldo intenso non significa necessariamente atmosfera stabile ovunque. Anzi, quando vicino al suolo si accumulano enormi quantità di calore e umidità e contemporaneamente in quota arrivano infiltrazioni di aria relativamente più fresca, può aumentare sensibilmente l’instabilità.

Il risultato sono quei temporali improvvisi e localizzati che possono svilupparsi nell’arco di poche decine di minuti e scaricare grandine anche di grosse dimensioni su un territorio molto ristretto.

Mare Adriatico a 31°C: un serbatoio enorme di energia

Uno degli elementi più importanti della situazione attuale è rappresentato dalla temperatura dei mari.

L’Adriatico, in alcuni settori, ha raggiunto valori intorno ai 31°C. Non si tratta soltanto di un dato curioso per chi trascorre le vacanze al mare. Un’acqua così calda rappresenta una fonte enorme di calore ed evaporazione.

L’aria sopra il mare si arricchisce di umidità e, quando questa massa d’aria raggiunge le zone costiere o viene interessata da movimenti verticali, può fornire una quantità considerevole di energia alla formazione delle nubi temporalesche.

Il mare caldo, inoltre, contribuisce a mantenere elevate le temperature anche durante le ore notturne. L’acqua accumula il calore durante il giorno e lo restituisce lentamente all’atmosfera.

È uno dei motivi per cui, durante le ondate di calore più persistenti, anche le notti possono diventare particolarmente afose.

L’anticiclone non significa temporali impossibili

L’altro protagonista è l’anticiclone subtropicale, la grande struttura di alta pressione che da giorni favorisce temperature molto elevate su gran parte dell’Italia e del Mediterraneo.

L’alta pressione tende a favorire condizioni stabili attraverso i moti discendenti dell’aria, limitando lo sviluppo delle nubi.

Ma l’atmosfera non è una struttura immobile.

Anche quando una vasta area anticiclonica domina il Mediterraneo, possono verificarsi ondulazioni, variazioni della circolazione e infiltrazioni di aria più fresca in quota.

Ed è proprio questo uno degli ingredienti fondamentali per spiegare i temporali che possono comparire anche durante una fase di caldo intenso.

Non serve necessariamente l’arrivo di una grande perturbazione atlantica.

Può essere sufficiente una modifica della struttura atmosferica in quota per creare condizioni favorevoli alla convezione, soprattutto laddove il caldo e l’umidità vicino al suolo siano particolarmente elevati.

È proprio questo il paradosso della situazione attuale.

Più caldo non significa necessariamente meno temporali.

Quando il calore si concentra negli strati bassi dell’atmosfera e contemporaneamente aumenta l’umidità, basta un elemento di instabilità in quota per trasformare l’energia accumulata in violenti movimenti verticali.

Il risultato può essere un temporale molto intenso, con una struttura verticale imponente, capace di raggiungere quote dove la temperatura è decine di gradi sotto lo zero e di produrre grandine mentre al suolo il termometro segna quasi 40°C.

È quindi possibile avere sole, caldo estremo e grandine nella stessa giornata, persino a distanza di pochi chilometri.

La regola più importante: non sottovalutare il temporale estivo

La lezione da tenere a mente è semplice.

Durante un’ondata di calore non bisogna dare per scontato che il cielo sereno significhi condizioni atmosferiche sicure per tutta la giornata.

Un temporale estivo può svilupparsi rapidamente e diventare severo in un’area molto ristretta.

Per chi è in campagna significa proteggere, quando possibile, le colture più vulnerabili.

Per chi è in città significa prestare attenzione alle auto parcheggiate all’aperto e agli oggetti presenti su balconi e terrazzi.

Per chi è al mare significa soprattutto non ignorare i primi segnali di un temporale e allontanarsi dall’acqua e dalla spiaggia quando aumenta il rischio di fulmini.

Perché il vero pericolo di queste giornate non è soltanto il caldo.

È l’energia enorme che l’atmosfera ha accumulato e che, quando trova le condizioni giuste, può essere liberata in pochi minuti sotto forma di temporali violenti, raffiche, fulmini e grandine.

Fonte della notizia  Meteo Giornale.it.