Sul palcoscenico del Teatro Carcano di Milano, è in scena lo spettacolo “Delirio a Due” di Eugène Ionesco, un’avventura surreale, un viaggio attraverso le pieghe dell’assurdo tra il chiarore dei riflettori, con Corrado Nuzzo e Maria Di Biase che si ergono come pilastri di questa commedia esistenziale.
Il pubblico è trascinato in un vortice di follia e genialità. Ma attenzione solo fino a domenica 24 marzo 2024.
Per altre info sullo spettacolo: leggi articolo di presentazione.

LA RECENSIONE
‘Delirio a Due’: coinvolgente e divertente, vi porterà in universo parallelo dove una tartaruga è anche una chiocciola.
“Delirio a due” è un piccolo capolavoro del Teatro dell’Assurdo, un irresistibile scherzo teatrale tipico del miglior e geniale Eugène Ionesco, esponente di questa tipologia di teatro e che ha usato la comicità paradossale e il nonsense per mettere in scena l’angoscia e l’irrazionalità della condizione umana. Nella commedia domina il paradosso e il grottesco e la perenne, futile, incessante lite tra Lui e Lei, ridicole marionette umane imprigionate nella ragnatela di un ménage familiare annoiato e ripetitivo.

La pièce si dipana attraverso un irresistibile scherzo, in cui la cornice comica e beffarda si fonde con un funambolismo verbale che mette in luce una società in preda a una tragedia quotidiana e a comportamenti sconcertanti. In questo contesto, il linguaggio stesso, anziché facilitare la comunicazione, diventa un ostacolo divisorio.
Apparentemente Lui e Lei non parlano di niente di importante se non per loro, ma in realtà ci raccontano della paura della solitudine. Non conosciamo perfino i loro nomi. Un uomo e una donna che condividono tempo e spazio, barricati in un interno, mentre fuori uno scenario di guerra non dà tregua. Lei impegna il suo tempo a “farsi bella per i giorni belli”, che non arrivano mai, lui fa la conta dei morti che riesce a scorgere dalla finestra.
La scenografia è molto interessante (mai visto nulla del genere!), che si evolve durante lo spettacolo, implodendo dall’interno. La guerra dall’esterno entra prepotente distruggendo specchi, pareti e finestre.
I due attori comici e conduttori radiofonici affrontano un testo molto intenso e divertente, aggiungendo qua e là delle piccole modifiche rispettose dell’originale e che ricordano le loro origini sia territoriale che professionali. Ricordiamo tutti l’iconica frase “cosa avrà voluto dire?”. Stupendo. I due protagonisti sono oltretutto molto affini alla comicità nonsense proprio di Ionesco. E sono proprio Nuzzo e Di Biase che raccontano, a fine spettacolo, che sono stati attratti subito dal genio di Ionesco già all’inizio della loro carriera ma che hanno preferito attendere perché non si sentivano pronti professionalmente o, come dice Maria ridendo, hanno atteso che il loro rapporto d’amore diventasse proprio come quello dei protagonisti di “Delirio a due”.
Una coppia davvero divertente e che insieme ha affrontato una bella sfida attoriale, nuova e brillante, attenta anche a portare in scena una pièce che in questo momento assume un valore ancora più intenso dato il momento storico in cui la parola “PACE” è sempre più difficile da immaginare.
Crediti foto di Marina Alessi

Diego Papadia, classe 1989, originario di Mesagne (BR), vive a Milano dall’età di 19 anni. Lavora nel settore della consulenza informatica occupandosi di supporto applicativo, competenza che affianca all’attività giornalistica online. Appassionato di arte, editoria e teatro, scrive dal 2012 per diverse testate digitali, attualmente per Weblombardia, ricoprendo il ruolo di responsabile Cultura, Musica e Spettacolo, occupandosi principalmente di spettacoli dal vivo, eventi culturali e recensioni, con particolare attenzione alla divulgazione e alla condivisione di esperienze. Appassionato di viaggi e bicicletta (ma non di social network), ogni momento è buono per fare nuove avventure. Dal 2025 vive a Monza e si occupa di eventi e spettacolo anche nella verde Brianza.

Questi due non fanno ridere nemmeno se ti fanno il solletico: sono sbucati dal nulla, gli hanno dato ben 2 programmi su radio 2 sabato mattina e tutti i pomeriggi della settimana ma nessuno li segue perché per l’appunto non fanno divertire nemmeno i polli. Non si capisce perché continuano a farli lavorare alla RAI.