Odissea, 7 italiani su 10 bocciati: per molti l’ha scritta Virgilio e le Sirene sono donne-pesce

L’Odissea continua a essere uno dei capolavori assoluti della letteratura mondiale, ma la sua conoscenza tra gli italiani appare sorprendentemente fragile. È quanto emerge da una nuova indagine realizzata da Libreriamo, la più grande community italiana dedicata ai libri e alla cultura, secondo cui oltre 7 italiani su 10 non conoscono realmente l’opera di Omero, confondendo personaggi, trama e persino l’autore del celebre poema epico.

Lo studio, basato sull’analisi di circa 1.500 conversazioni online attraverso la metodologia SWOA (Web Opinion Analysis), mette in luce come falsi miti, cinema e cultura pop abbiano progressivamente alterato la percezione dell’opera, alimentando errori che riguardano alcuni degli episodi più celebri del viaggio di Ulisse.

Gli italiani confondono Omero con Virgilio

Tra i dati più sorprendenti emerge che il 52% degli italiani attribuisce l’Odissea a Virgilio, autore invece dell’Eneide, confondendo due dei più importanti poemi dell’antichità e separati da diversi secoli di storia.

Un altro errore molto diffuso riguarda il celebre Cavallo di Troia: il 76% degli intervistati ritiene che sia una scena centrale dell’Odissea o dell’Iliade, quando invece il racconto dettagliato dell’inganno compare soprattutto nel Libro II dell’Eneide di Virgilio, mentre nei poemi omerici è soltanto richiamato.

Le Sirene? Per il 91% sono donne-pesce

Il dato più eclatante riguarda forse le Sirene. Ben il 91% degli italiani le immagina come affascinanti donne con la coda di pesce, influenzato dall’immaginario delle fiabe e delle produzioni Disney.

Nella tradizione omerica, invece, le Sirene sono creature mostruose metà donna e metà uccello, il cui canto irresistibile conduce i marinai alla morte.

Ulisse non viaggia per esplorare il mondo

Anche le motivazioni del protagonista vengono spesso travisate.

Secondo l’indagine, il 79% degli italiani è convinto che Ulisse affronti il suo viaggio per sete di conoscenza e desiderio di superare i limiti umani, un’interpretazione influenzata soprattutto dall’Ulisse raccontato da Dante nella Divina Commedia.

Nell’Odissea di Omero, invece, l’eroe desidera una sola cosa: ritornare a Itaca, riabbracciare la moglie Penelope e il figlio Telemaco dopo la guerra di Troia.

Anche la durata del viaggio viene spesso fraintesa. Per il 72% degli intervistati, Ulisse trascorre vent’anni consecutivi in mare combattendo mostri e affrontando tempeste. In realtà il suo percorso comprende dieci anni di guerra a Troia, seguiti da un lungo ritorno durante il quale resta per anni bloccato nelle isole di Calipso e Circe.

Penelope, Telemaco e Polifemo: gli altri errori più comuni

Le imprecisioni riguardano anche altri protagonisti dell’opera.

Per il 64% degli italiani, Penelope trascorre il tempo lavorando a maglia o all’uncinetto, tecniche che non appartenevano al mondo greco antico. In realtà la regina di Itaca tesse e disfa ogni notte al telaio il sudario destinato al suocero Laerte per rinviare la scelta di un nuovo marito.

Anche Telemaco viene spesso sottovalutato: il 71% del campione lo considera un bambino indifeso per tutta la vicenda, mentre nell’Odissea è ormai un giovane adulto che affronta un viaggio autonomo alla ricerca del padre e combatte al suo fianco contro i Proci.

Non manca poi un equivoco sul celebre episodio di Polifemo. Il 58% degli intervistati ritiene che l’inganno del nome “Nessuno” rappresenti il trionfo definitivo di Ulisse. In realtà l’eroe, accecato dall’orgoglio, rivela successivamente la propria identità al Ciclope, permettendogli di invocare la vendetta del padre Poseidone e dando così origine alle successive disavventure del viaggio.

Scilla, Cariddi, Circe e Calipso: i miti confusi

Tra gli errori più ricorrenti figurano anche quelli legati alle figure mitologiche.

Il 63% degli italiani identifica Scilla e Cariddi come due isole dello Stretto di Messina o addirittura come due maghe rivali, quando nella tradizione classica rappresentano due terribili mostri marini.

Il 68%, inoltre, confonde le azioni di Circe e Calipso: la prima trasforma i compagni di Ulisse in maiali, mentre la seconda trattiene l’eroe per sette anni sulla propria isola.

Libreriamo: “Serve riscoprire i classici”

Secondo Saro Trovato, sociologo e fondatore di Libreriamo, questi dati dimostrano come il patrimonio culturale classico stia progressivamente lasciando spazio a ricostruzioni influenzate dalla cultura popolare.

“In Italia abbiamo la fortuna di avere radici scolastiche e culturali profondamente legate all’epica classica, ma per assurdo siamo i primi a non ricordare a sufficienza i nostri testi fondativi“, osserva Trovato.

Per il fondatore della community culturale è necessario riportare i grandi classici al centro della formazione e della lettura, favorendo una maggiore familiarità con opere che rappresentano le fondamenta della civiltà occidentale.

Il successo del film riaccende l’interesse

L’indagine arriva in un momento in cui l’Odissea è tornata al centro dell’attenzione grazie alla recente trasposizione cinematografica diretta da Christopher Nolan, che ha riacceso l’interesse del pubblico verso il viaggio di Ulisse.

Proprio questo rinnovato entusiasmo potrebbe rappresentare un’occasione preziosa per riscoprire il testo originale di Omero e distinguere il mito autentico dalle numerose reinterpretazioni che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a modificarne la percezione collettiva.